lunedì 26 giugno 2017

Los Angeles: Firestone Walker The Propagator
e The Surly Goat

Cercare di muoversi all'interno dell'agglomerato di Los Angeles è già di per sè un'impresa.
La città è enorme, a perdita d'occhio: da una cittadina all'altra passano decine di chilometri senza soluzione di continuità.
A livello turistico e paesaggistico non è che ci sia un gran che, ed il discorso può estendersi anche all'ambito birrario.


Trovandomi in zona Beverly Hills, però, ho cercato di sfruttare al meglio la giornata a disposizione per bere qualcosa di interessante.

lunedì 19 giugno 2017

Beer hunting in terra di indiani tra Arizona e Utah

I canyon a cavallo tra Utah ed Arizona sono qualcosa di disarmante.
Non si riesce ad avere una percezione completa del Gran Canyon nè in foto nè dal vivo, così come è incredibile perdersi tra gli strati di roccia erosa dall'acqua tra il Lake Powell, il Bryce Canyon e lo Zion Canyon.
Paesaggi immensi e paesi davvero isolati, tra riserve indiane e scenari western mozzafiato.
Una bella tappa è la cittadina di Williams, in Arizona. Fermata turistica e strategica per pranzare in questa cittadina quasi fantasma.


Dove trovo, però, per puro caso il birrificio Grand Canyon Brewing Company, in una baracca dove sembra trovarsi il loro brewpub. Arrivato lì davanti troviamo tutto chiuso e chiedendo in giro, arriviamo alla nuova sede, un po' isolata dal centro cittadino ma pur sempre raggiungibile in pochi minuti.

lunedì 12 giugno 2017

South Gate, luppoli e nuvole ai piedi dello Yosemite

Lo Yosemite National Park è una vera meraviglia.
La natura esplode, manifestandosi tra sontuose pareti di roccia, cascate concatenate e punti panoramici mozzafiato.
Una fantastica giornata passata tra i sentieri di questo enorme parco regalano una pace a tratti impensabile.


Beccare, poi, a fine escursione un brewpub con IPA di eccellente livello diventa una saporitissima ciliegina sulla torta che porti a casa come una reperto mnemonico da custodire, magari anche raccontandolo.
La fermata per il pasto prevista nel nostro tour di gruppo era stata definita a Oakhurst. La guida ci annuncia la presenza di un ristorante messicano, di una pizzeria italiana e di un supermercato all'interno di una delle classiche zone commerciali americane, costituite da un parcheggio all'interno di una cornice quadrata di negozi e locali.
Non dandomi per vinto, provo a cercare se in questa sperduta Oakhurst può spuntare qualcosa di lontanamente simile ad una birreria, o se magari uno di questi market ha anche una selezione di birre craft sugli scaffali (cosa che ho già visto in altri centri commerciali, luoghi preferiti da questi tour, spesso perchè letteralmente gli unici ristori in vaste aree desolate).
Il caso vuole che io riesca a trovare addirittura un brewpub. Bene, ed ancor meglio quando vedo che risulta avere una buonissima reputazione anche sul web.


Man mano che il bus si avvicina spero con tutto me stesso di trovare questo centro commerciale il più vicino possibile al brewpub South Gate Brewing Company, e più va più la speranza si concretizza, diventando realtà.
La ciurma di israeliani compagni di viaggio si dirige dal messicano consigliato, mentre noi due troviamo a circa 300 m questo mezzo capannone adibito a birrificio e birreria con ristorante.
In 1 ora di tempo questo luogo mi conquista. Il locale è molto spartano ma ben abbellito da legno di abete rosso, lo stesso che si ritrova in tutto il parco.
Semplice la disposizione, con un lungo bancone che alle spine ha anche qualche birra ospite.
Tra le birre in gamma, che risultano anche premiate in concorsi americani, decido comunque di bere IPA.


La prima è la Glacier Point Pale Ale ed è ovviamente una APA. È caratterizzata da un profilo abbastanza citrico con qualche piccolo tocco maltato. Le IBU dichiarate sono 40 e si parla di luppoli neozelandesi e pacifici.
Colpisce moltissimo il suo equilibrio, con quella parte maltata appena distinguibile e poi soprattutto un grande carattere luppolato, di intensità non elevata ma decisamente distinguibile. Di sfondo c'è una bella secchezza ed è la cosa più bella, insieme ad una gasatura medio-bassa.


Ma la perla vera arriva subito dopo, quando bevo la South Gate IPA. È una West Coast IPA di 7,4%alc. con un profilo aromatico che pesca dal pinoso al citrico, non tralasciando una piccola nota croccante maltata. Ancora grande importanza assume la secchezza: questa birra si beve a grandi boccate, l'amaro di 65 IBU non sembra affatto spigoloso nè infastidire. I luppoli utilizzati sono Simcoe, Cascade e Pacifica.
Ad ogni sorso si gode. Favolosa. Fino a quel momento, la migliore West Coast IPA bevuta.


Il birrificio mi sembra essere davvero di alto livello.
E la birra davvero fatta magistralmente, fresca e tra l'altro servita e spillata benissimo.
Questa capatina, durata meno di quanto avrei voluto, accompagnata da un hamburger all'altezza delle birre bevute, è stata una fortuna.
Dal modo in cui l'occasione è nata fino alla fortuna di aver beccato una delle loro migliori birre.


Bevuta la South Gate IPA, mi si è aperta un'altra finestrella sul mondo delle interpretazioni californiane dello stile, che non ho mai rincorso con tutta la mia forza nonostante la grande piacevolezza che regala. Esempi di questo calibro, però, diventano cruciali nel capire che c'è dell'eccellenza anche in questo campo luppolato e che forse non è sempre facilissimo produrre.

Cheers!

lunedì 5 giugno 2017

San Francisco: Hopwater Distribution

Le tappe birrarie di San Francisco non sarebbero affatto poche.
Il mio viaggio è stato però un po' complesso. Per una intera settimana ho viaggiato attraverso California, Nevada, Arizona e Utah a bordo di un pullman.
Un'opzione molto vantaggiosa a livello turistico, che ci ha permesso di visitare città ed attrazioni naturali che altrimenti avrebbero richiesto tempi ancor più lunghi.
Chiaramente questo ha comportato una libertà molto limitata riguardo alla possibilità di spostarsi in autonomia.


Nonostante tutto, mi ero preparato in tutti i modi appuntandomi per ogni sosta, programmata o annunciata poco prima, un possibile luogo birrario meritevole di visita e dove poter bere qualcosa.
Durante il pochissimo tempo libero avuto a San Francisco, città variegata e bellissima da visitare, abbiamo avuto tempo libero solamente in zona Chinatown.

domenica 28 maggio 2017

Canada: Niagara Brewing Company

Chi visita gli Stati Uniti passando da New York, difficilmente si perde le cascate del Niagara, che distano molto, circa 6 ore di strada.
Al di là del discorso naturalistico, è stato curioso trovare anche lì un brewpub.
Essendo le cascate divise tra USA e Canada e trovandosi proprio su questa sponda la panoramica migliore, solitamente per pernottare si attraversa la dogana per arrivare in territorio canadese.


Ci si ritrova nel paesotto di Niagara Falls dove non c'è altro che luci e trappole per turisti.
Non contavo di trovare nulla di interessante sul fronte birra...ed invece mi spunta davanti il Niagara Brewing Company.


lunedì 22 maggio 2017

New York: beer hunting tra Manhattan e Brooklyn

La "Grande Mela" apparentemente sembra un luogo freddo, distaccato, legato al mondo dell'economia, della finanza e del vil denaro.
Poco spazio per il sapore popolare della craft beer, quindi? Nient'affatto.
Non si può essere più in errore di così, neppure considerando la centralissima Manhattan.
Il programma del mio beer hunting per i locali della città è stato ampiamente rispettato, nonostante queste prime impressioni poco dopo aver familiarizzato con la città.


lunedì 15 maggio 2017

Pliny the Elder, Russian River

Il viaggio in USA è qualcosa da cui sto ancora cercando di riprendermi.
Dedicherò diversi post a città e birre incontrate.
Ma voglio cominciare dalla fine, e cioè dall'ultima birra americana bevuta, stappata ormai una volta ritornato.

È con un velo di romanticismo che riaprendo la valigia mi faccio convinto di aver portato a casa finalmente una birra che sembrava essere quasi irraggiungibile, ben prima dell'esplosione del "geekismo" e dei "trading" degli anni recenti.
La Pliny the Elder di Russian River era nei miei pensieri in ogni luogo in California dove ci fosse birra, ma la sua reperibilità è molto bassa. Innanzitutto per una scelta alla fonte, non credo semplicemente per conservarne il blasone. Quello che è certo è che la fedeltà alla promessa di metterla in commercio fresca, con pochissime settimane di vita alle spalle, impone non solo l'impossibilità di esportarla, ma anche quella di distribuirla in un raggio molto stretto, che molto spesso non copre neppure tutta la California per intero.


lunedì 24 aprile 2017

De Leite, in stile con stile

Essendo saltata, purtroppo per imprevisti, sia la visita da Rodenbach che quella da Fantôme, abbiamo riempito la mattinata andando a visitare un altro promettente birrificio, che fortunatamente si era già reso disponibile precedentemente.
Brouwerij De Leite si trova nell'omonima via De Leiteweg a Ruddervoorde, nelle Fiandre occidentali, prendendo il nome proprio dal torrente De Leite che scorre poco distante.
Il luogo è un capannone situato nella zona industriale. Trovarlo è stato abbastanza complesso, non essendoci alcuna insegna.
Tra l'altro è curiosa la situazione di questo birrificio, nato come spin-off di una...azienda di arredi in legno!


Avevo incontrato già questo birrificio bevendo una sua folgorante birra più di 3 anni fa, mi incuriosì già da allora questa curiosa impresa dai due volti.
In effetti, si tratta proprio di un opificio dove la produzione di birra e la lavorazione del legno viaggiano insieme senza quasi alcuna barriera, e ci si ritrova a passare da una sala di maturazione con botti allo stoccaggio di tavole, senza fare molti complimenti.
Dal 1998 Luc Vermeersch produceva birra in casa, come tutti gli homebrewers partecipava a meeting e manifestazioni a tema...trovati molti riscontri positivi nella sua piccola produzione decise di partecipare ai corsi specializzati che organizza il birrificio Alvinne. La sua passione è così contagiosa che riesce a coinvolgere anche Etienne e Paul. Proprietario della Helbig, produttrice di arredamenti d’interni, Luc “si prende” una parte di immobile ed incomincia a sviluppare la sua idea di birrificio.
Minimale e post-moderna l'area di ingresso, dove si accolgono i visitatori con oggetti d'arredo intervallati a botti in fermentazione, e non sembra neppure di essere in un birrificio, a momenti.

lunedì 17 aprile 2017

3 Fonteinen, dagli abissi al galattico Lambik-O-Droom

Quella di questa volta non è una giornata trascorsa secondo i programmi previsti.
Ma pur non essendo sulla tabella di marcia, ci siamo trovati a girovagare tra le colline del Pajottenland, facendo poi tappa a Berseel.
Qui ci siamo fermati per pranzare al ristorante 3 Fonteinen, gestito da Guido Debelder.
Ho bevuto, così, il loro giovane lambic piatto, Jonge Lambik, esperienza che mi era capitata solamente da Cantillon nello scorso viaggio birrario in Belgio. Esperienza sicuramente da ripetere di tanto in tanto per comprendere come si arrivi ad un prodotto così articolato e complesso come una gueuze.


Il lambic piatto, o "jung" dato che dovrebbe avere tra i 9 e i 18 mesi (dialetti a parte, anche se a volte per piatto si può intendere anche quello "oud", quello che è maturato per 2-3 anni in botte ma non assemblato e quindi con bassa carbonazione), si presenta naturalmente con una schiuma quasi nulla, inesistente.

lunedì 10 aprile 2017

USA: la mia tabella di marcia (stavolta è vero!)

Non si cede neanche un centimetro...
Avevo programmato un viaggio la scorsa estate. Mi sono rotto una caviglia 4 giorni prima di partire.
Ma dopo mesi di bestemmie, terapia e ripartenze, eccomi a stilare nuovamente una lista di possibili scorpacciate di craft beer americana durante i numerosi spostamenti che mi aspettano.