venerdì 10 dicembre 2010

L'autore

Angelo "Jarrett" Ruggiero
Appassionato di buona birra con l'hobby dell'ingegneria (cit.), comincio con l'homebrewing nel 2006 con i primi kit ed un riccioluto maestro d'eccezione, da cui ricevo un irreversibile contagio.
Il vento mi spinge in Irlanda nel 2009 per una forte annata a suon di stout e red ales. Esperienza da cui non mi sarei più ripreso ed al cui ritorno è seguito un abbandono totale alla buona birra.

Balbettando e raccattando informazioni approdo in un corso di degustazione Unionbirrai e, per passatempo onanista, nel 2010 comincio a scrivere pagine di diario virtuale su questo blog.
Tra le pinte e la scuola alcolica al bancone di un publican amico comincio ad avere un quadro più chiaro, sorso dopo sorso. 
Mi concedo viaggi birrari in Inghilterra, Scozia, Repubblica Ceca, Belgio, Germania, Olanda, Polonia, Austria, Ungheria e tra una cotta e l'altra mi piace informarmi tra libri e web e provare a replicare quello che bevo, approfondendo la cultura e gli stili, affascinato dalle tradizioni europee più autentiche, dal piacere del bere bene in buona compagnia nonchè dalla degustazione più tecnica.

Nel 2012 contribuisco alla formazione dell'associazione pugliese Luppulia, continuando per tutto il tempo tra bevute e cotte casalinghe, frequentando un successivo corso di degustazione Unionbirrai, superato il quale mi aggrego agli Unionbirrai Beer Taster. 
Per non farmi mancare nulla collaboro con MoBI nella redazione della Guida ai locali birrari italiani come referente per Puglia e Basilicata, e ne ho sentite e servite di tutti i colori lavorando per un anno in beer shop.
Sostanzialmente me la godo tra scorribande per pub, birrifici e festival vicini e lontani, degustazioni con amici o pubbliche, concorsi di homebrewing, a volte da membro della giuria ed altre da partecipante.

Poco affine al "birro-fighettismo", sono senza dubbio a mio agio con un gomito sul bancone e la mano intorno ad una birra di buona fattura e ben servita!

martedì 7 dicembre 2010

Beerthday Gold, pils



Nasce in un pomeriggio di settembre, tarda estate, tra la voglia di ricominciare e quella di godersi un altro po' di calore.

L'acqua poco dura (con il linguaggio di oggi si direbbe "oligominerale") è quella che ha portato lo stile ad affermarsi proprio lì, a Plzen, ad affermarsi come innovativo ed indovinato. Almeno su questo, non ci piove, ho fatto la scelta giusta. Ma la fretta di fare le cose, forse, mi ha portato a qualche errore di troppo. Certo, la birra la si è sempre fatta, da sempre, con tutti gli strumenti più assurdi ed in tutti i modi. Ma se si è evoluta fino al gusto che ha ora, significa che delle impotanti novità di processo sono state portate. Significa che bisogna sfruttarle per ottenere un prodotto non solo degno di essere chiamato birra, ma anche dal flavour non qualunque e che non si accontenti della sufficienza e dell'etichetta «è bevibile, è buona...!».

Questa bohemian pils, come da buon kit da homebrewer, è bevibile, è buona dunque...ma dovevo dosare meglio lo zucchero della carbonazione, e tenere più conto della densità iniziale e finale OG e FG: avendole sempre considerate forse meccanicamente non pensavo si rivelassero davvero così determinanti per le caratteristiche finali della birra...pensavo influisse solo sui tempi della maturazione, non sulla maturazione stessa...! Errore da pivello, nonostante i 3-4 anni di homebrewing, ma certe volte hai bisogno di farle in solitudine le cose per capire quanto davvero hai assimilato di un'arte! Più che errore, superficialità.
Ed è così che questa pils nasce, tra la fretta di farla e darle il tempo di farla maturare per novembre e la sicurezza di farla comunque bene.


Il prodotto non è affatto malvagio, ma essendo pils...c'è davvero l'amaro in bocca.
Però con un ottimo risotto ai funghi ci sta davvero bene, l'acidulo e l'amaro da luppolo ben si impastano con il pastoso gusto stemperante del fungo e con gli amidi del riso.

La strada sembra semplice, ma è un falsopiano: meglio berci su!!!

venerdì 3 dicembre 2010

Cheers!

Gli inglesi direbbero così, per entrambi i motivi per cui io sto scrivendo questo post inaugurale.

Il primo è salutare questa nuova creatura web nata in queste ore. E' nata per diversi motivi, c'era già nell'aria e nei pensieri ma la scarsa volontà di infilare in un blog pensieri personali quasi inviolabili mi ha fatto desistere da aprire uno spazio mio. Fino ad ora. Fino al momento in cui ho focalizzato che posso non parlare del tutto e del niente, ma che posso parlare dell'unica cosa che ormai mi rapisce più di tutte da un pò di anni a questa parte. Sì, questo blog è dedicato alla birra. Alla birra come nettare, come opera d'arte, come catalizzatore dei rapporti sociali di chi la beve e di chi la produce, alla birra ambita, preparata in casa, maturata e poi finalmente gustata e condivisa...alla birra e basta!

Il secondo significato di cheers è, perciò "alla salute!". Qui vorrei davvero lasciar andare tutti i sensi e tutte le sensazioni agli assaggi di birra, che non possono più restare reclusi in qualche spazio nascosto pronto ad essere spazzato via dal prossimo back-up mentale di turno, ma che voglio siano in un posto ben definito per essere condivisi, raccontati...anche solo scritti e descritti.

Via con il primo sorso, dunque...cheers!