giovedì 22 dicembre 2011

Buona la prima! Gran bel meeting degli homebrewers pugliesi


Eccomi, a raccontare la serata di ieri.

Questo 1° Meeting degli Homebrewers Pugliesi direi che è davvero stato un bell'incontro.
Nonostante diverse assenze, siamo stati una decina di homebrewer attorno ad un tavolo che, da quasi sconosciuti, ci siamo trovati per la prima volta a scambiarci idee sul proprio hobby preferito.


Un giro di presentazioni e conoscenze è sufficiente per entrare in sintonia.
Abbiamo potuto usufruire di spazio nel frigo de La Cantina della Birra, per cui appena arrivati le birre sono state "etichettate" e piazzate, e per un'oretta abbiamo preparato palati e stomaco con qualcosa.


A quel punto, spostatici direttamente al bancone, è cominciato il giro della morte delle birre homebrewed!
Abbandonando l'idea di sorteggio per via della curiosità reciproca e delle quantità sufficienti per dissetare più o meno tutti, abbiamo pescato dal frigo ed assaggiato le nostre 8 birre e versate in bicchieri che Donato ci ha pazientemente sciacquato di volta in volta ad ogni assaggio!

Pietro e Domenico sono venuti da Noci (BA), proponendo la loro lager "Kascènn".
E' la loro primissima produzione, con kit. Ma in loro c'è voglia di andare avanti. La loro lager non pare avere grossi difetti, semplicemente risente della metodologia degli estratti luppolati. Ma si sa, bisogna cominciare così. Carina già l'etichetta.

Giuseppe ed Angelo hanno fatto un po' di strada da Ostuni (BR), ma ci hanno portato qualcosa di molto buono.
Una bitter molto sobria, beverina, color arancio bellissimo e naso non aggressivo come io, personalmente, preferisco, con luppoli East Kent Golding, tra gli altri. Producono in all grain, con un impiantino dimensionato per ben 100 litri in previsione di qualche cotta più sostanziosa in futuro.

Danilo ed Alessandro da Modugno (BA) con metodo E+G nei mesi scorsi hanno brassato una bitter ed una ipa.
Assaggiandole ci è parsa sicuramente beverina e tranquilla anche la loro bitter, nonostante i quasi 5%alc. potessero essere superiori allo stile, si è fatta bere abbastanza gradevolmente.

Qualcosa di strano, invece, per la ipa che aveva sentori sulfurei, probabilmente causati da scarsa pulizia su impianto o bottiglia.
Il discorso sulla pulizia e sui vari detergenti che ne è venuto fuori è stato costruttivo e chiarificante.

sabato 17 dicembre 2011

Notizie natalizie su birrifici e birrerie di casa nostra

Non so se riuscirò a far seguire questo post da altri sulla stessa falsa riga nei prossimi tempi, ma comincio a farlo soprattutto perchè in questi giorni sto leggendo molte novità interessanti!

Parlerò di nuove birre pugliesi e di birre reperibili in locali della zona.
Non è un tentativo di sponsorizzare, sia chiaro, ma solo di mettere al corrente il birrofilo apulico medio sulle novità del periodo festivo in cui ormai siamo immersi. Anche perchè, altrimenti, certe novità birrarie possono sfuggire.

Si comincia dalle novità in casa Bibere.
Il brewpub di Corato (BA) propone una confezione regalo per il periodo natalizio con due bottiglie da 75cc della loro birra Rubèa, una IPA 6,5° che si sta facendo ben conoscere.
Inoltre propone una interessante iniziativa. Dopo aver adottato la bottiglia universale Unionbirrai, la sfida ora è quella di provare a decorarla, anzi a farla decorare. Si chiama Birra d'arte:

LA BIRRA DI BIBERE SI TINGE DI TUTTI I COLORI
Ogni birra è unica e nasce da un gesto creativo, perché allora non accompagnarla anche da una “veste” unica?
Birra e arte si incontrano in un evento unico: artisti locali e chiunque vorrà cimentarsi, si sfideranno a colpi di pennello per dipingere non una classica tela, ma le nostre nuove bottiglie di birra da 75 cl, dando sfogo al loro estro creativo e creando veri e propri pezzi unici.
È già possibile richiedere le bottiglie dal 15 dicembre presso la sede di Microbirrificio Bibere, piazza Di Vagno, Corato (BA).
Le bottiglie decorate dovranno essere consegnate entro il 28 dicembre e saranno esposte all’interno del Microbirrificio in piazza di Vagno.
Le bottiglie potranno essere acquistate su Ebay entro il 6 gennaio 2012.
Il ricavato della vendita delle bottiglie sarà interamente devoluto in beneficenza all’orfanotrofio di S. Antonio.
Per chi crede che i colori della birra siano solo tre: chiara, rossa e scura, da Microbirrificio Bibere la birra si tingerà di tutti i colori.

Passiamo ad altre confezioni natalizie, quelle che Birranova ripropone per la Primatia, 9°  per una via di mezzo tra una old ale ed una delle birre che utilizzano mosto d'uva e che in Italia ora più di un birrificio produce. Birra realizzata con l'utilizzo di mosto cotto di primitivo, ottima per abbinamenti con dolci di mandorle e con le classiche cartellate. La confezione prevede una bottiglia da 75cc e due bicchieri da degustazione.
In questo periodo dell'anno Primatia è anche disponibile alla spina presso "La Cantina della birra", brewpub di Birranova.

venerdì 16 dicembre 2011

Il Brauhaus Engel di Manfredonia vende l'impianto

Oggi sono saltato dalla sedia appena ho letto una notizia.
Più che una notizia, un annuncio comparso su Cronache di Birra, in cui si parla di un birrificio-brewpub pugliese, il Brauhaus Engel di Menfredonia (FG).

Era già un oggetto molto misterioso, che l'aggiornatissimo sito microbirrifici.org data anno 2005, ma che non ho mai sentito sfondare nè proporsi sul panorama regionale o nazionale.
Insomma, l'annuncio riguarda la vendita dell'intero impianto! Basta guardare alcune delle foto presenti sul sito web del birrificio per rendersi conto delle dimensioni, ed infatti è dimensionato sui 30 hl per cotta, dimensioni mica da poco, se si considera che esistono impianti da 7 hl che riescono ad avere già un buon mercato, relativamente alla scena regionale e italiana, ovviamente.
Ad ogni modo, questa è la descrizione dell'impianto comparsa nell'annuncio:

martedì 13 dicembre 2011

De Struise Pannepot 2010, regina delle dark strong ale


Che dire...disarmante forse è poco.

Ho finalmente avuto modo di bere una birra di De Struise e di imbattermi finalmente in un locale la cui fama, ai miei occhi, lo precedeva.
Al Windigo di Bari ho potuto prendere la Pannepot 2010.

Le informazioni che vedo sempre come "certificate", per me, sono sempre quelle che Alberto Laschi rilascia sul suo Inbyrreria.com.
Del birrificio belga De Struise e della loro Pannepot "classica" (esistono diverse versioni) parla così:

[...] tutt’oggi una delle top strong dark ale,  in assoluto. Il progetto nasce nel 2005, e la “colpa” è di un dipinto di proprietà di uno dei soci degli Struise (Carlo Grootaert), oggi esposto in uno dei luoghi di “culto” birrari belgi: il Kulminator di Anversa. Il dipinto ritrae una barca, la pannepot appunto, tipica della marineria di De Panne dei primi anni del ‘900, adoperata per la pesca lungo la costa. Una barca particolare, dal fondo quasi piatto: questo perché i pescatori di De Panne avevano le barche ma non un porto dove attraccarle, e per questo ogni giorno dovevano tirarle in secco sulla spiaggia (curioso il parallelismo: pescatori senza porto e birrai senza birrificio …). Lavoro particolarmente duro, quello dei pescatori di quella zona dell’Atlantico, che per “tirarsi un po’ su” bevevano una birra particolare, scura e molto robusta, arricchita a volte con tuorli d’uova e zucchero. Quasi per ri- offrire una specie di tributo a questa tradizione, anche familiare (i nonni di Carlo Grootaert possedevano essi stessi una barca da pesca), gli Struise nel 2004 creano la Pannepot, una strong ale di 10°. [...]

Ho timore reverenziale nel parlare di una birra che in quasi tutti i ranking internazionali è piazzata sulle più alte posizioni ed alle spalle delle sole WestvleterenRochefort e poche altre...ma ci provo.

domenica 11 dicembre 2011

Montezuma, la nostra american pale ale misteriosamente torbida

Dopo una settimana di continue delusioni e di avvenimenti personali negativi, ci mancava solo questa...!

Riunitici venerdì pomeriggio per imbottigliare la nostra american pale ale, scopriamo un'inquietante situazione.

La birra aveva già subito un travaso circa una settimana prima. Il lievito sul fondo era molto compatto, con presenza di sufficienti depositi di luppolo. Il colore, pur essendo biondo sul dorato carico, sembrava in parte opaco. Una certa torbidità si poteva osservare, ma era pur sempre una birra giovanissima e che conteneva ancora lieviti sospesi e roba varia. E fin qui poteva ancora sembrare tutto ok.
Ma proprio poco prima di imbottigliare, dopo aver tolto il fermentatore del frigo dove lo avevamo posto per far precipitare e compattare i depositi portandolo ad 8°C, ci accorgiamo che qualcosa non va.
La torbidità è spaventosa, nonostante travaso e raffreddamento.
La FG è sui 1018, ottima essendo partiti da oltre 1060. Ma il colore è davvero impenetrabile.
Al naso non si denota nessun particolare difetto, da bendati la birra ci sarebbe sembrata decisamente invitante, per colpa o per merito anche dell'Amarillo.
In bocca non si sente molto di strano, forse nel finale si avverte qualcosa di legnoso ed appena oleoso, ma neanche così evidenti.

Ad ogni modo, proprio non riusciamo a capire il motivo di questo problema.
E ci mettiamo a formulare varie ipotesi.

martedì 6 dicembre 2011

1° Meeting degli Homebrewers pugliesi

E dunque...eccomi ad annunciare l'evento di cui avevo cominciato ad accennare.
In occasione del primo anno di vita, ho pensato ad un modo per festeggiare e condividere.

Questa piccola ricorrenza vorrei sia un'occasione per organizzare un incontro ufficiale tra tutti gli homebrewers pugliesi, che siano già lettori del blog o semplici frequentatori.

Durante quest'anno ho avuto modo di conoscerne diversi e di condividere con alcuni cotte, bevute, chiacchiere ed esperienze.
Alla luce di questo, penso sia bello estendere a tutti gli homebrewers in zona la possibilità di godere della gioia della birra fatta in casa.

L'incontro, il 1° Meeting degli Homebrewers pugliesi, che si candida ad essere il primo incontro di una serie, avrà due obiettivi:


  • stilare una lista di materie prime per un effettuare un ORDINE COLLETTIVO.
Lo scopo è quello di abbattere il costo delle materie prime stesse comperandole in grandi quantità nonchè di eliminare o suddividere le spese di spedizione. Per questo sarebbe opportuno venire all'incontro con una "lista approssimativa" delle materie prime e delle quantità che ogni homebrewer prevede di utilizzare durante i prossimi mesi. C'è già qualcuno dei partecipanti che sta pian piano aggiungendo la propria lista su un documento Excel su Google Document, consultabile ed aggiornabile da tutti fin da ora.

  • condividere il risultato finale delle cotte, facendo uno SCAMBIO DELLE PROPRIE BIRRE.
Ognuno porterà una birra autoprodotta, in formato 50cc o superiore, che finirà per sorteggio ad un altro degli homebrewer presenti e che sarà consumata durante la serata. Sarà possibile, così, scambiare libere opinioni sulle birre ed eventuali dibattiti su impiantino, attrezzature e processo di produzione.

Volendo venire incontro alle esigenze di tutti i partecipanti, come primo possibile luogo di ritrovo c'è già la disponibilità di LA CANTINA DELLA BIRRA, presso Triggianello di Conversano (BA) dove, a differenza di altri luoghi sondati, sicuramente non manca lo spazio per un gruppo di persone.
Nel caso per la maggioranza dei partecipanti fosse difficile raggiungere il locale (e prego di farmelo sapere), si può proporre ad un'alternativa.
Stesso discorso per la data dell'incontro.


Allora...pronti ad aderire?
Le adesioni possono essere comunicate direttamente qui o interagendo con la pagina facebook dell'evento.

Dimenticavo...chi non ha disponibilità di birra autoprodotta perchè terminata, o chi è simpatizzante ed è interessato ad cominciare a fare birra in casa, può eventualmente portare una buona birra artigianale.

Ci vediamo mercoledì 21 dicembre, ore 20.30 (data soggetta a variazione)...e godiamoci le nostre sane e buone birre!
Cheers!

sabato 3 dicembre 2011

Un anno di blog...

Era il 3 dicembre 2010, e compariva il primo post su questo blog.

Non ho mai cercato di fare bilanci o post celebrativi, ma questa soddisfazione ora vorrei togliermela.
Sono molto contento questo piccolo spazio di web sia stato in piedi per tutto questo primo anno di vita.

E' stato, è, e sarà ancora sempre da stimolo per la mia ricerca di informazioni birrarie attendibili e condivisione di esse con chiunque capiti da queste parti e butti un click.
Non avrei mai pensato sarebbe stato un ottimo mezzo per conoscere altra gente. Ho avuto modo di stringere rapporti con nuovi homebrewer, con birrai così come con appassionati bevitori, condividere con amici i progressi delle cotte e gli aggiornamenti sulle fermentazioni, anche prendendo spunto da errori o da nozioni provenienti da altri luoghi del web.
Per forza di cose, poi, la condivisione mi ha portato anche a creare una pagina facebook dedicata al blog, e devo dire che i due modi di interagire con altri appassionati sono davvero complementari ed insostituibili.


E dunque, riguardo a qualche statistica vorrei renderla nota ora, così mi tolgo il pensiero e lascio spazio per la mia proposta di festeggiare questo compleanno.



Il numero di visualizzazioni ha sfondato qualche settimana fa quota 10.000, ed ora è a 12.068. Dopo i 78 click del primo mese, con piacere ora conto circa 1400 visitatori al mese, e narcisisticamente devo dire che sono contento.

Il pubblico, soprendentemente, non è stato esclusivamente italiano, pur non avendo grandi contatti di appassionati all'estero (USA, Svizzera, Germania, Regno Unito...).

Il mese più letto è stato agosto, tra la partecipazione a Tribirra dietro le spine e al concorso per homebrewers, avvenimenti di cui ho voluto documentare tutto a mò di diario, dato che sentivo di vivere una bella esperienza da tanti punti di vista.

Le parole che hanno portato i naviganti a finire su berebirra sono state, tra tante, soprattutto "berebirra", "etichetta per birra artigianale".



Ed i post più visitati risultano essere stati quello relativo alla notizia della incredibile multa ad Almond'22 per la dicitura di birra artigianale in etichetta, a quella su un nuovo birrificio pugliese "Castel del Monte" ed anche al racconto di una cotta di homebrewing per la nostra belgian pale ale Maybe.



Negli ultimi giorni pensavo che questa piccola (personale) ricorrenza avrei voluto festeggiarla in qualche modo. E festeggiare non può che voler dire condividere.
Pensando e ripensando ho deciso e...lo dico?

Lo dico.
Nel prossimo post però. Aspetto una conferma, così posso dare un "comunicato ufficiale".
Concludo con un ottimo post di Tyrser che parla di chi racconta di birra e che si chiama proprio Scrivere di birra.
Spero di avere almeno alcune di queste caratteristiche e di riuscire a comunicare in tutta umiltà, almeno un po' di divertimento che provo nel fare birra e di coinvolgimento che provo nel berla.

Cheers, ed auguri berebirra!



DomoziMùrgia


Lo scorso week end passerà nei miei ricordi come quello delle APA.

Dopo essermi dedicato alla cotta della nostra american pale ale, ho avuto modo di assistere a parte di un'altra cotta riguardante lo stesso stile.
Raccontavo di Vincenzo, conosciuto sul web ed in pochi giorni di persona.
Averlo invitato alla nostra cotta mi ha permesso di ricevere, a mia volta, un invito per la sua.
In verità egli stesso aveva precedentemente mandato un invito nel web, sul forum di AreaBirra, con una specie di S.O.S. per cercare aiutanti e aiuti.

Ho accolto molto spotaneamente questo suo grido, perchè si trattava di un invito alla condivisione del brewing come atto sociale, ancora più forte del bere birra.
In queste due cotte consecutive ho potuto ritrovare nella realtà quello che nella fantasia avevo sempre immaginato, e cioè aggiungere un senso sociale e goliardico alle sessioni di homebrewing.
Se da un lato è un aspetto scontato, dall'altro nei fatti non lo è forse mai stato qui, nel barese.

Credo fortemente che fare gruppo tra noi è un ottimo modo per migliorarsi, stimolarsi, coltivare più fermamente ricette e rapporti, perfezionare costruzioni di attrezzature...e soprattutto spassarsela creando grandi birre!
In realtà è facile, basta solo disponibilità di tempo, voglia di fare e voglia di condividere.
Basta poco tempo per entrare in sintonia e offrirsi a vicenda le proprie birre.

Proprio nella cotta di Vincenzo abbiamo potuto parlare delle nostre produzioni ed analizzarle. Più che altro, chi se non un altro homebrewer, può essere sincero e richiedere le giuste informazioni sulle birre prodotte?
Di Vincenzo ho assaggiato ben quattro birre, a fronte della mia unica a disposizione.

venerdì 2 dicembre 2011

La nostra APA brassata in compagnia, tra dispute su luppoli e spezie

Questa che racconto è una delle cotte più coinvolgenti che abbia mai fatto.

Parlo della cotta dello scorso sabato 26 novembre, in cui abbiamo brassato una American Pale Ale.
Anche se quasi imprevista causa impegni, ci siamo organizzati a partire dalla mattina.
Inizialmente con il Ivan ed anche con Gianluca (con cui si programmava da tempo qualcosa insieme) per una ricetta concordata a sei mani, ci siamo lanciati nella rifinitura della ricetta, il cui risultato è stato questo mix di malti:

3,160 kg Pale Ale
1,250 kg Pilsner
0,750 kg Carared
0,300 kg Weizen
0,150 kg Carapils
0,100 kg Smoked 

Lo Smoked è stato giusto una prova, una sperimentazione che non ha grossa attinenza con questa ricetta e questo stile. Però, si prova.
La successione degli step (dello step) di temperatura è stata alquanto semplice (stavolta):

72°C mash in
66°C 90 min
78°C mash out

Ad estrazione completata ci raggiunge anche Francesco, che da lettore del blog è diventato compagno di merende, ed ora è stato iniziato all'homebrewing più nostrano.
Operazioni di sparging solite, come nella cotta precedente della porter, anche qui con un ulteriore recupero del mosto finito sotto il fondo filtrante, semplicemente inclinando la pentola e facendo passareil liquido da una calza filtrante.
Si recuperano dai 2 ai 4 litri tranquillamente, ed in bollitura si arriva più larghi e tranquilli.

La bollitura merita un discorso a sè. Credo sia stato una vera sorpresa avendo trovato un punto d'incontro tra i vari gusti nostri. Tra chi (e sono io) non vuole cadere troppo spesso tra le sirene ammalianti del Cascade, chi lo vorrebbe in continuous hopping e molto presente come i colleghi americani fanno e come lo stile richiederebbe, chi pragmatico preferisce usare i luppoli aperti che abbiamo a disposizione.
Tutto ciò è stato anche arricchito dalla malsana idea improvvisata di utilizzare una spezia come ingrediente segreto.

Non sapevo se sono fischiate le orecchie più a Sam Calagione o più a Juri Ferri, a dire la verità.
Nella location campestre in cui eravamo immersi il discorso è andato a finire sugli alberi presenti e su un albero di pepe rosa in bella vista, da cui ho raccolto qualche mese fa delle bellissime bacche rosate.
Dopo averle accuratamente separate dai rametti, le ho custodite proprio in vista di una pale ale in cui avrei potuto un po' imitare la Pink IPA di Almond'22. Anche se imprevisto, il momento propizio si è manifestato proprio dopo aver fatto annusare la sua fragranza agli altri homebrewer. E' stato un sì unanime.
Per cui abbiamo fatto un po' spazio al pepe rosa, togliendo l'onnipresente Cascade e lasciando solamente l'Amarillo come luppolo da aroma, legittimandolo negli ultimi minuti. In tutto ciò abbiamo inserito subito ed audacemente il pepe rosa sperando non si volatilizzi del tutto.
Nel pieno della bollitura, invece, siamo andati di luppoli europeri, ed ecco lo schema di bollitura:

sabato 19 novembre 2011

A proposito di carta delle birre e distributori...


Molti avranno sicuramente visto nella maggior parte delle pizzerie o dei locali che chiamiamo erroneamente "pub", almeno una volta, un libricino detto "beerbook".
Chiamato così o anche "carta delle birre", arricchito da qualche descrizione riguardante stile, percorso gustativo ed abbinamenti culinari, è opera di un grande distributore.


C'è scritto a piè di pagina alla fine della carta delle birre, ma dubito che in molti facciano caso al nome dei distributori.
Ebbene, fanno capo a Cippone & Di Bitetto, ma se lo si chiama Cippone qualsiasi publican o gestore dell'attività sa di quale azienda si sta parlando. Si tratta di grossi distributori che coprono Puglia e Basilicata.

Sono spinto a scrivere qualcosa in più su di loro perchè, personalmente, detengono quasi un monopolio nella distribuzione di birra, e parlando da appassionato rappresentano per me croce e delizia di questo mondo.

Bisogna dire che, da quanto so e da quanto ho osservato nel corso degli ultimi 5-10 anni, sono loro coloro che storicamente hanno cominciato a portare nelle birrerie pugliesi alcune delle più famigerate birre belghe. E parlo dei classiconi Chimay ma anche Leffe, Corsendok e tantissimi altri.

Questo ritengo sia stato fondamentale nell'ottica di proporre birre diverse da alcune lager pastorizzate cadaveriche, e soprattutto ne è seguita la proposta di gateway beer al consumatore. Una qualità superiore viene apprezzata, si sa, e viene rincorsa sempre più. Non vorrei dire che la qualità provoca dipendenza, ma sicuramente fa crescere una certa passione.

giovedì 17 novembre 2011

A Monopoli Il Cappellaio Matto ora anche rivenditore autorizzato Birramia


Tutti noi homebrewer siamo abituati ad un'azione obbligata se vogliamo procurarci il necessario per fare una buona birra: comprare malti, luppoli e lieviti online.

I vari siti che permettono questi acquisti hanno i nomi di Mr. Malt, Birramia, Braumaster e qualcun altro.
Mentre a Mr. Malt va riconosciuto il primato di essere stato tra i primi a fare questo tipo di commercio ed, in sostanta, a far nascere il movimento degll'homebrewing italiano, spesso Birramia viene scelto per gli acquisti per i prezzi un po' più bassi rispetto al primo. Chi ha fatto un ordine almeno una volta sa che ai prezzi indicati va calcolata l'iva (per alcuni articolo al 21%, per altri al 10%) oltre alle spedizioni, ma solitamente si risparmia qualcosa rispetto a Mr. Malt. Anche se ho potuto appurare che il su citato Braumaster ha prezzi anche più bassi a dispetto di tempi di consegna più lunghi.

E' ancora più interessante, quindi, sapere che ora c'è un rivenditore autorizzato di Birramia in provincia di Bari.
Precisamente a Monopoli (BA), presso Il Cappellaio Matto.
Il pub ha una vasta scelta di birre artigianali, da alcuni lambic alle birre di Baladin, dalle trappiste ad alcune produzioni americane.
Perciò pare qualcuno dei birrofili, abituati a buone birre e sempre più interessati a questo mondo, abbiano chiesto o siano già in grado di fare un salto verso l'homebrewing. L'uccellino mi ha detto che, soprattutto, un homebrewer ha suggerito questo passo! :)

Quello che si propone, prima di tutto, è la formula del kit che consiste in estratti di malti luppolati. Ma non solo, così come sul sito Birramia sono disponibili anche malti in grani e altro.

sabato 12 novembre 2011

Imbottigliata la robust porter. Si chiamerà Dencity!

Niente da fare, la densità della nostra robust porter non è scesa ulteriormente.
Ero rimasto a documentare il travaso, in cui avevamo misurato una FG di 1027. Dopo ulteriori dieci giorni, poco o nulla è cambiato, nonostante il gorgogliatore mi ingannasse con un continuo sbrodolio, dovuto sicuramente alla sola anidride carbonica rimasta ancora intrappolata nella "protobirra".

La ragione di questa situazione di stallo è da legare a due motivi.

Il primo riguarda il lievito. Lo S04 pare non abbia una altissima attenuazione, cioè trasforma non tantissimi zuccheri. Si stanca ad un certo punto, insomma. Forse avremmo puntare sullo starter, o addirittura metterne di più di una singola bustina.

Il secondo motivo potrebbe essere la fase di ammostamento non ben eseguita. In particolare abbiamo avuto problemi a restare bassi nel primo step, dove saremmo dovuti stare tra 60°C e 65°C con più costanza per attivare l'enzima β amilasi che agisce trasformando l'amido in zuccheri tutti fermentabili come maltosio e maltotriosio (più ne saranno trasformati, più la birra risulterà alcolica). Per cui il lievito può aver esaurito gli zuccheri da mangiare per dare alcool, ed aver completato il lavoro che poteva fare.


Ragioni per cui si è meritata il nome di Dencity, e questa è l'etichetta che ho messo a punto.
Impossibile non includere in parte un riferimento agli scenari affascinanti della city londinese, città in cui lo stile si è affermato.
Tra le gente comune nelle public houses, una scura poltiglia confortava i lavoratori dell'area portuale, dando calore e sapori tostati e gratificanti.
Il blog di Tyrser presenta un'ampia retrospettiva sullo stile, per chi se la fosse persa...capitoli I, II, III e IV.

domenica 6 novembre 2011

Report dal Corso per homebrewers MoBI di Castel San Giorgio (SA)

In passato ero molto curioso di partecipare a qualche corso di homebrewing. Scoraggiato, però, dalla rara presenza di questi eventi al meridione e dalla distanza da percorrere per partecipare al più vicino (quasi sempre non più vicino dell'area napoletana), ho sempre desistito, cercando di apprendere in ripetute cotte e svariate letture sul web alcune delle principali informazioni riguardanti attrezzature, materie prime ed operazioni da eseguire per fare birra in casa.

Pur avendo appreso ugualmente, la curiosità mi è rimasta ancora.
E così, sapendo che l'amico e lettore di questo blog Francesco ci sarebbe andato ed in mancanza di qualcosa di simile (al momento...escluse cotte pubbliche più disimpegnate e meno "tecniche"), ho pensato sarebbe stato bello pubblicare qui il suo report, per me e per chiunque si chieda cosa si faccia in un Corso homebrewing MoBI e come ci si trovi a partecipare per la prima volta ad una cotta.

Francesco vi partecipava per la prima volta, ed ho riportato integralmente il suo racconto, così come lui lo ha elaborato in base alle conoscenze possedute ed apprese in quella sede.
Ecco, quindi, il suo report dal corso svoltosi a Castel San Giorgio (SA) presso il birrificio Aeffe lo scorso sabato 29 ottobre 2011, con suoi commenti finali e foto prelevate direttamente dalla pagina Facebook di Beerpassion.

Buona lettura!


Ciao Angelo! Come va?
Qui brevemente ti riassumo la giornata passata a Castel San Giorgio in compagnia del mastrobirraio Luigi Serpe
responsabile territoriale MoBI nonchè amministratore del sito Beerpassion Alfio Ferito , il titolare del birrificio (e che birrificio...400 mila euro!!!!) Aeffe e i simpatici - ma non tutti interessati all'homebrewing - ragazzi/e partecipanti al corso.


Tutto è stato condotto sapientemente e con maestria da un guru della birrifcazione, il chimico Luigi Serpe, chimico votato alla birra; chimico di preparazione universitaria, si intende, titolato insomma, proprietario anch'egli di un birrificio Maltovivo. Dopo una breve introduzione sui "perchè e percome" dell'homebrewing, siamo passati alle nozioni fondamentali e cenni storici sulla birra che ci apprestavamo a realizzare. Una Saison, birra belga ad alta fermentazione.

sabato 5 novembre 2011

Il Felix e le sue proposte ceche: Bernard e Pardubicky

Ieri è finalmente giunto il momento di assaggiarle. 

Al Felix di Castellana ci siamo fiondati sui nuovi arrivi dalle terre boeme. Nuovi per noi, in quanto non ancora assaggiati qui e non presenti altrove in zona. A dire il vero avevo già testato direttamente a Praga, al Prague Beer Museum Pub alla spina, ma quantità e situazioni non sono confrontabili e neppure oggetto di paragoni.

Ci siamo lanciati sulle tre birre ceche presenti in frigo, con un intermezzo.

Per prima la Bernard Svatecni Lezak, altresì chiamata Celebration Lager, so cosa aspettarmi. ABV 5%, nel bicchiere si presenta dorata, e subito il suo aroma rivela la sua bassa fermentazione delle birre lager ed un aroma delicatamente amarognolo come solo i luppoli Saaz e affini riescono a fare. Inizialmente non fa grande impressione e sembra incredibilmente simile a birre di ben altro spessore e provenienza. Una volta preparata la bocca con le prime boccate, però, appare una ottima traccia amara di fondo su cui si spalmano tutte le sfumature di crosta di pane e di leggero ed elegante maltato. Si fa strada da sola, poi, fino alla fine. Sicuramente un'ottima birra, non pastorizzata così come l'altra Bernard che abbiamo bevuto.

La seconda è stata la Bernard Cerny Lezak, chiamata Dark Lager per i non autoctoni. ABV 5% anche lei, mi è sembrato di tornare a bere quelle birre scure che a Praga ho tanto amato. E' davvero un ottimo esempio di quel panorama birrario, che spesso qui si ignora in termini di importanza e valore gustativo.
Di solito da birre di questo colore molto scuro non ci si aspetta questa leggerezza. Qui ho ritrovato un connubio ideale tra la tostatura e l'amaro dei luppoli cechi, che secondo me è la chiave dell'equilibrio. Il corpo non è invadente nè assente.
La schiuma la ricordavo più imponente, ma ovviamente faccio riferimento alla versione alla spina, quindi su questo non ho nulla da pretendere.

venerdì 4 novembre 2011

Travaso della porter con l'incognita lievito


A distanza di una settimana dalla cotta, è già tempo di travaso per la robust porter, ancora in attesa di un nome.
Il deposito è già molto consistente, a causa delle farine forse abbondanti e della fermentazione molto buona avvenuta in questi giorni sui 18°C segnati da termometro (ovvero, 20°C effettivi del mosto).

Addirittura il rubinetto del fermentatore era in parte invaso dai depositi, per cui ho preferito pescare dall'alto.
Ho dovuto lasciare circa 1,5 litri e siamo nel secondo fermentatore a quota 20 litri.


venerdì 28 ottobre 2011

La Bomb, Libera e Bottoni: tutto in una notte ad Infermento


Vi ho partecipato nel corso dei mesi scorsi. E ieri sera si è chiuso il cerchio.
Sto parlando del tanto discusso Collettivo Birra e della prima nata Bomb.

Non entrerò nel marasma litigioso venutosi a creare nei mesi scorsi per via del nome di questa birra e degli strascichi seguiti sul web tra favorevoli e contrari. Liquido la faccenda affermando che, a mio parere, tutti i protagonisti hanno esagerato, su ogni fronte, e credo nessuno possa darmi torto.
Dalla mia posso solo dire che per porre fine subito alla faccenda si poteva anche trasformare Bomb in No Bomb, e sarebbero vissuti tutti felici e contenti.
Ok, stop, ho detto anche troppo.

Passiamo alla serata, che si è svolta presso Infermento, ospitale locale a Polignano a Mare (BA) che, avendo saputo dell'iniziativa, mi ha coinvolto per portare in terre apuliche la tanto discussa birra.
Nella pratica, si è trattato di pianificare ben poco se non data e modalità di svolgimento della serata, trascorsa senz'altro positivamente.

E' riuscito a raggiungere Infermento anche lo stesso birraio Lorenzo "Marcos" Bottoni, intenzionato a prendere parte a quest'ultimo appuntamento nazionale con le serate di presentazione, in cui parla del progetto Collettivo Birra e della futura trasformazione in onlus con partecipazione di Bad Attitude solo marginale.
Anche Libera era presente, ebbene sì. Pur con mille peripezie, alla fine due volontari dei presidi di Adelfia e Bari hanno voluto prender parte, rappresentando l'associazione intera in quella sede.

Inizio verso le ore 22.00, con relativa breve presentazione ai presenti del progetto, delle finalità, degli scop(p)i benefici e della birra.
E sì, perchè in fin dei conti è di questo che bisogna parlare.

lunedì 24 ottobre 2011

Prima esplorazione nel mondo del sidro


Chissà com'è: l'homebrewer strizza l'occhio, prima o poi, anche ad altri fermentati, possibilmente con grado di complessità via via crescente.
Non so se questo può essere un esempio, ma la curiosità verso i sidri (fermentati di mele) è abbastanza comune. Chi è stato in Irlanda o Regno Unito immagino mi comprenda.

Dopo aver conosciuto qualche settimana fa Gianluca, homebrewer vincitore del concorso di Tribirra e valente domozimiurgo a dispetto dello "spread" d'età rispetto a me in primis, mi sono fatto convincere nel fare una "pseudo-cotta" di prova.
Non si tratta di una vera cotta, almeno per il metodo che abbiamo usato noi e che è molto comune. Non c'è da estrarre amido e farlo trasformare in zucchero dagli enzim. Mele, pere e altro hanno già lo zucchero bello e pronto.

Si può dire che abbiamo fatto quasi l'equivalente di una birra da estratti, se non fosse che qualitativamente si ottengo prodotti moltomigliori di una birra fatta in quel modo, volendo mantenere questo parallelismo.
Abbiamo svuotato nel fermentatore 12 litri di comunissimo succo di mela, facilmente trovabile nei discount in tetrapack, senza zuccheri aggiunti, già filtrato e pastorizzato.

A tutto ciòsi aggiunge il lievito, specifico per sidri o anche un lievito per birre ad alta fermentazione. Partendo da circa OG 1030, occorrono circa una decina di giorni per giungere a fine fermentazione intorno a FG 1005.
Unica indicazione che ho trovato in giro su un ottimo e quasi unico blog sul sidro è una tabella che mi fa pensare che il nostro sidro tenderà ad essere secco, liscio e beverino.
Intanto il lievito ha agito a 23°C circa, ed il sidro ora è stata già imbottigliato.

domenica 23 ottobre 2011

Cotta nazionale, ma per una bella robust porter


Abbiamo giocato d'anticipo a questo giro.

La Giornata Nazionale dell'Homebrewing 2011 era in programma oggi, domenica 23 ottobre, lo so. Ma noi abbiamo preferito anticipare al sabato.
In realtà abbiamo rinviato da settimane per arrivare a questo punto.In più non abbiamo seguito la ricetta consigliata per l'occasione, una dubbel.
Cioè, in pratica...non abbiamo rispettato nulla, ma chi se ne importa. L'obiettivo è quello di partecipare collettivamente a questo movimento birrario spontaneamente, e questo sicuramente lo abbiamo centrato.
Ed ecco, la ricetta per questa cotta è stata quella di una Porter, anzi di una
Robust Porter.

La molitura dei malti l'abbiamo anticipata al giorno precedente alla cotta, per risparmiare quella oretta necessaria a sistemarsi. Finalmente abbiamo anche collaudato una molitura più evoluta, collegando l'alberino dei rulli al trapano, a fare da mandrino. Beh, devo dire che i tempi si riducono drasticamente rispetto al macinare a mano. Unica cosa su cui fare attenzione è sulla granulosità, perchè se si forza troppo, la farina che si produce diventa davvero tanta, con successivi vantaggi sulla resa ma problemi di intorbidimento.

Si comincia il sabato alquanto mattinieri. Alle ore 8.00 la pentola è già là che scalda i suoi 24 litri iniziali per portarli a 42°C per permettere l'inserimento dell'avena.
Questo step, abbiamo un po' letto in giro, non è così fondamentale in quanto quella che abbiamo comprato dovrebbe essere già gelatinizzata.
Per toglierci il dubbio e per non rischiare una schiuma scarsa, inseriamo l'avena, e poi saliamo fino alla temperatura successiva per inserire tutti gli altri malti.
Eccone l'elenco:

Pale                  5,00 kg
Crystal              1,00 kg
Chocolate         0,200 kg
Black                0,250 kg
Wheat               0,150 kg
Oatmeal            0,200 kg
Roasted Barley 0,300 kg

E questa è la successione degli step:

40°C 0min (mash-in Oatmeal)
45°C 10min (mash-in tutti)
63°C 45min
70°C 30min

Sinceramente abbiamo trovato quanto sia alquanto difficile salire di temperatura quando la pentola è così piena di acqua e malti. Ecco perchè i tempi degli step sono anche abbastanza lunghi, quelli teorizzati "ex ante" sarebbero dovuti essere più corti. Diciamo che eravamo appena sui 3,1 come rapporto in peso acqua/malti, e ciò non rende molto agevole il mescolamento a mano della poltiglia.
Ragion per cui mi sono ripromesso di mettere a punto un miscelatore con il classico motorino (ricavato dalla pompetta dell'acqua per i tergicristalli di un'automezzo, o dalla ventola del motore di un automezzo) che come un mulinello mescoli il tutto per omogeneizzare la temperatura in tutta la pentola e salire più velocemente la rampa di temperature.

sabato 22 ottobre 2011

Birra e mobili, la nuova frontiera?

Per niente mi aspettavo di trovare qualcosa che avessea che fare con la birra in un negozio Ikea. Per primo perchè non ho mai trovato neppure l'ombra di un bicchiere che non fosse prettamente da vino. Per secondo perchè proprio non ce lo vedo un angolo birra lì, semplicemente perchè non so cosa una multinazionale dei mobili possa dire a riguardo, o possa ricavare utili a riguardo.


La sto facendo più grossa di quella che è forse. In fin dei conti è riservata a soci Ikea family ed organizzata da Salsamentarius, non proprio "associazione" come riferito in cartello.

Se non si parla di fenomeno di moda a questo giro, allora quando?
Una specie di caraffa camuffata da boccale ed un bicchiere lontano cugino di quello di una pils non credo siano emblema di una cultura birraria da promuovere.

Almeno, per me non lo rappresentano al momento, cari svedesi!

mercoledì 19 ottobre 2011

Oktoberfest, ma solo in bottiglia!

Ottobre sta per terminare, la celebre Oktoberfest è terminata, invece da un bel po'.

Non ho mai avuto modo di organizzarmi per andarci. Sinceramente non ci tengo moltissimo, anzi ci tenevo ma è scemata la voglia. Non solo per la distanza, ma perchè non credo possa aggiungere moltissimo a livello birrario stretto. Reputo, invece, sia una gran bella festa da vivere, da godersi, anche se noto sempre un certo aspetto godereccio prevalere su quello "culturale" e conviviale di questa festa e di questo importantissimo evento bavarese.
Non sto qui a dibattere molto di questo, anche perchè non essendoci stato rischierei di parlare di aria fritta. Lascio un po' ritagli di storia con riferimenti all'edizione 2009.


Le origini dell’Oktoberfest risalgono al 12 ottobre 1810, quando si celebrarono le nozze tra il principe Ludwig I di Baviera e la principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. I festeggiamenti, a cui furono invitati tutti i cittadini e che furono accompagnati da una corsa di cavalli, ebbero un così gran successo che si decise di ripeterli annualmente, insieme a danze popolari, musica e giostre. La birra divenne immedatamente uno degli elementi distintivi, al punto che negli anni l’Oktoberfest si è trasformato nella festa della birra per antonomasia. 
Dal 1810 ad oggi l’Oktoberfest è stato annullato solo 24 volte, in occasione dei conflitti modiali, delle epidemie, dell’inflazione crescente o per altri problemi. La tradizionale corsa dei cavalli non si tiene più dal 1960, mentre dal 2007 è entrata in vigore la norma anti-fumo, che ha portato con sè uno strascico di polemiche e problemi a livello organizzativo.
Tuttavia da domani fino a domenica 4 ottobre 2009, Monaco di Baviera sarà pronta ad spitare i circa 6 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Il programma dell’edizione 2009 prevede 3 grandi appuntamenti. Sabato 19 settembre, a partire dalle 10:45, del mattino avrà luogo la Grande Entrata dei birrai e degli osti dell’Oktoberfest. L’evento avrà una durata di circa 45 minuti e si snoderà lungo le strade Sonnenstraße-Schwanthalerstrasse, fino alla zona della festa.
Il giorno dopo tocca alla sfilata dei tiratori e dei costumi tradizionali. Dalla durata di 2 ore circa, l’evento avrà luogo alle ore 10,00 partendo da Siegestor fino alla Theresienwiese, passando per le zone più belle del centro. Come tradizione si tratta dell’evento più atteso che cade la mattina della prima domenica dell’Oktoberfest. E’ il modo migliore per avere una visone dei vari tipi di costumi tradizionale bavaresi, compresi quelli degli Schützen, i tiratori.
Ultimo appuntamento “istituzionale” domenica 27 settembre con il tradizionale concerto delle orchestrine dell’Oktoberfest. Alle ore 11,00 sulla scalinata della Bavaria sarà il momento delle musiche travolgenti che riescono a coinvolgere anche i turisti più distaccati. (fonte: CronachediBirra)


E continuo a pensare a come siano avvantaggiati (per questo e per altri viaggi verso patrie birrarie come il Belgio, per esempio) birrofili del centro-nord rispetto a noi meridionali, costretti a barcamenarci tra assaggi importati e racconti.

Difatti dallo scaffale di un ipermercato ho messo in carrello e portato a casa una oktoberfestbier.

venerdì 7 ottobre 2011

XX Bitter (end!)

Non mi sprecherò in minuziose degustazioni per scoprire il più improponibile sentore.
Stavolta non ho resistito ad abbandonarmi a questa birra.
L'ho desiderata veramente tanto.

Lo scorso dicembre l'ho assaggiata per la prima volta al corso di degustazione di primo livello. E devo dire che, tra tutta quell'abbondanza, è stata la birra il cui ricordo mi ha seguito fino ad ora senza svanire e senza far svanire la voglia di un'altro bicchiere.

L'ho comprata alla "svendita" del corso citato. L'ho conservata prima in cantina, poi in frigo per tutta l'estate per preservarla dall'afa terronica.

Poi è arrivato il suo momento...all'improvviso, in un qualsiasi pomeriggio, quando altre birre homemade ed altre a cui ero meno affezionate erano terminate.

La premessa è alquanto aulica, lo so, ma sinceramente non riesco a scrivere diversamente.
Mi sono perso dietro la sua impronta amara finale che tronca il gusto maltato ed i sapori da frutti a polpa gialla. Io ci ho sentito la scorza dell'albicocca e del percoco, magari in balia dell'estasi mistica.

Sono stato nel limbo dell'indecisione tra il berla più lentamente per degustarla meglio e il berla speditamente come richiesto dalle viscere.
Il finale è noto...è terminata ugualmente, infatti!
Se proprio doveva finire, sono contento di aver almeno assecondato le oscure viscere!

martedì 4 ottobre 2011

Il nuovo Birrificio Castel del Monte ed il ricorrente tema federiciano

In scia con il panorama nazionale, anche in Puglia si susseguono gli annunci di nuovi microbirrifici.
Scopro da pochi giorni che sta aprendo il Birrificio Castel del Monte. No si hanno ancora molte notizie a riguardo, tranne che si trova nel comune di Ruvo di Puglia (BA), non lontano dal castello patrimonio Unesco di cui porta il nome.
In qualche notizia lancio presente sul web , sul sito e sulla pagina facebook viene così descritto il birrificio e la serata di lancio prevista per martedì 4 ottobre:
Metti una fredda sera d’inverno, metti un’allegra compagnia, mettici anche la passione per la birra, ed ecco che nasce qualcosa di originale e fortemente “buono”. Stiamo parlando di una realtà diventata tale, grazie alla determinazione e all’entusiasmo di alcuni giovani del territorio che hanno voluto progettare il microbirrificio artigianale “Castel del Monte” che nell’ambito di un evento in programma questa sera, al quale i cultori ed anche semplici conoscitore della birra non possono mancare, presenterà il suo primo prodotto di punta: la birra “Bianca Lancia”.
Questa sera infatti, alle ore 21:00, presso i locali del Tapas de Poldo, scoprirete cosa si cela dietro al bicchiere di una bionda artigianale…ma attenzione! Non è una bionda qualsiasi!
I fondatori della nuova scommessa imprenditoriale dichiarano: "il microbirrificio Artigianale Castel del Monte è un progetto che vuole valorizzare personalità, qualità, attitudini e competenze di giovani che vivono nel territorio pugliese ed inoltre essere un occasione di crescita e un modo per creare nuove opportunità di lavoro”.

I giovani imprenditori assicurano infine che presto il microbirrificio sarà visitabile nel sito di Ruvo di Puglia e si riserverà di stupirvi ancora con ulteriori colpi di scena...intanto, appuntamento a questa sera per scoprire la “preferita di Federico”. Presentazione che sarà impreziosita anche dalla partecipazione dei Sottosuono. Una serata ad alto tasso di divertimento tra buona musica e ottima birra!

Voglio soffermarmi su due aspetti in particolare.

venerdì 30 settembre 2011

L'estinguersi di una birra: Bon Secours Brune

Come birra da fine serata ieri ho azzardato.

La storia della belga Brasserie Caulier, controversa ed interessante, non l'ho detta tutta.
In un post precedente parlavo di un birrificio rilevato da una banca, causa fallimento.
Il birrificio che ha chiuso i battenti è Bon Secours. Non si tratta di un birrificio fisico ma di un marchio che brassava presso la Brasserie Caulier, ed è essa, in realtà, ad essere fallita.
Una breve storia è narrata sia su Inbirrerya che sul sito francofono BibleBiere

La Maison Caulier nasce nel 1993 per opera di Charles Caulier che inizia un'attività di distribuzione birre. La terza generazione nel 1980 si installa a Péruwelz iniziando a commerciare una propria birra brassata in un'altro birrificio. Solo nel 1995 si inizia la produzione della "La vieille Bon-Secours" nei propri impianti.

Oggi l'opera di Roger Caulier non esiste più, e quel nome Caulier ora è rappresentato da altre birre prodotte in un altro impianto, con una diversa gestione, come raccontato precedentemente.


Indi per cui, le Bon Secours ora sono ancora in giro, ma fino ad esaurimento scorte.
Da El Gato Borracho di Monopoli (BA), oltre ad un ampio beerbook di birre esclusivamente belghe, avevano un esemplare di Blonde, uno di Brune ed uno di Ambrèe.
Ho deciso di sterminare la Brune.