martedì 28 giugno 2011

La Anchor Steam ed il pub Nincasi

Con qualche mezzo di fortuna, insisto e tengo aggiornato questo blog-diario.
A parte tutto, giugno si è rivelato mese di buone nuove bevute.

Qualche giorno fa abbiamo riempito la macchina per fare tappa a Cisternino (BR) e recarci al pub Nincasi.
Locale dalla storica passione per le birre, offre una lista di circa 300 birre. Per via di organizzazione e/o stagionalità, però, nella pratica il numero si riduce sotto al centinaio.
Assolutamente tante ed interessanti, ma leggere nomi come Lutece, Bombardier ecc... e poi restare delusi dalla indisponibilità è un peccato. Ad ogni modo, grande scelta soprattutto da Belgio, Inghilterra e USA.
Molto simpatico, disponibile e preparato il publican, disponibile a chiacchierare anche su homebrewing e scena birraria internazionale. Ci ha anche parlato del Nincasi beer festival 2011 in programma a fine luglio, ed anche anticipato l'arrivo di birre con etichetta Nincasi. Saranno artigianalmente prodotte nell'impianto di Birranova (Triggianello), e dalle sue parole dovrebbero essere una Oatmeal Stout ed una IPA.
Una scelta che punta a fare dello storico locale un ulteriore riferimento di appassionati. Da seguirne è, comunque, l'evoluzione nei prossimi mesi.


Tra tutto il marasma di birre in elenco, ho cercato qualcosa di diverso dal solito, anche se di introvabile c'è davvero tanto.
E l'overdose di belghe d'abbazia in elenco, invece, mi ha fatto virare su qualcosa di livello diverso e dal fascino "pacifico".
Ho preso una Steam, stile birraio nonchè marchio registrato della Anchor Brewing, di cui in passato ho solo avuto modo di prendere l'ottimo Barley wine (anzi...Barleywine) Old Foghorn. Mi piace riportare una piccola descrizione di questo stile e della sua storia.

lunedì 20 giugno 2011

Il mio publican...

Il mio publican ha il sorriso.
Il mio publican viaggia, impara, conosce, poi racconta.
Il mio publican cura pub e birre più di quanto curi sè stesso.
Il mio publican sa consigliare, incuriosire, correggere, sgridare.
Il mio publican ascolta.
Il mio publican lavora con birra sia straniera che italiana.
Il mio publican è anche bevitore, e sa quanto deve costare una birra.
Il mio publican ha gli occhi che brillano quando svetta dietro al bancone.
Il mio publican può accostare in spina una birra macro ed una micro, senza provare vergogna.
Il mio publican ha sempre una parola da spendere con chiunque: l'amico, l'appassionato, il menefreghista, il turista, il vecchio, il cretino.
Il mio publican ha la giornata storta, come me, come te.
Il mio publican finisce di lavorare e si siede con me per l'ultimo bicchiere.
Il mio publican ha la pancia. 
Il mio publican mi chiama per nome.
Il mio publican non esiste.












tratto dal blog Hoppy-Hour

mercoledì 15 giugno 2011

Concorso per homebrewers al prossimo Tribirra



In questi giorni è stata comunicata l'apertura del concorso per homebrewer che prenderà luogo a Triggianello, frazione di Conversano (BA) dove dal 5 al 9 agosto prenderà vita Tribirra, festival delle birre artigianali giunto alla quarta edizione.
Non ci sono ancora notizie sugli eventi, sui birrifici partecipanti e sulle iniziative collaterali.
Ma in compenso è stato definito chiaramente il regolamento della partecipazione al concorso per homebrewers, che parte quest'anno per la prima volta nel festival.
Ecco il regolamento e qualche semplice considerazione.


CONCORSO HOMEBREWER
si svolgerà durante TRIBIRRA a Triggianello - Bari


REGOLAMENTO

Stili ammessi
Al concorso sono ammesse birre autoprodotte in ogni stile, sfruttando le metodologie di produzione E+G, AG.

Data di preparazione delle birre
Qualsiasi.
Numero birre iscritte
Ogni concorrente potrà iscrivere fino a 2 birre nelle seguenti categorie:
1. birra di ispirazione tedesca ad alta fermentazione
2. birra di ispirazione anglosassone ad alta fermentazione
3. birra di ispirazione belga ad alta fermentazione
4. birra di ispirazione americana ad alta fermentazione
5. birre a bassa fermentazione
6. birre con ingredienti speciali che esprimono il territorio


lunedì 13 giugno 2011

Bevute di giugno: Hoegaarden, Blanche des Honnelles, Bruin Extraomnes

In questi giorni mi sono capitate una serie di bevute di birre a me nuove.

Pur essendo un brand ormai commerciale (recuperata e lanciata dal compianto Pierre Celis), distribuito anche in ipermercati, ho assaggiato per la prima volta una Hoegaarden.
Devo dire che, come blanche, non mi ha affatto deluso. Una grana fine di schiuma compatta e bianchissima, soffice come alcume montato a neve ma con diverse bolle grosse. 
Il colore giallo paglierino dava riflessi quasi verdognoli, e si presentava giustamente torbida ma fluida come da stile.
Coriandolo e agrumato sono una piacevole conferma, con un olfatto mai invadente e con un citrico leggero. La carbonazione elevata e il profilo delicato aprono la strada per questa birra quando, tornati da lavoro a fine giornata, amaca e frigo si sposano perfettamente con il bisogno di quella mezz'oretta di relax personale.
Domina la freschezza e la pulizia in bocca da parte della CO2. Pur essendo una birra ormai commerciale da diverso tempo, resta "onesta" (cit.), e per qualità/prezzo ritengo sia consigliatissima per questa stagione.

venerdì 10 giugno 2011

La birra e l'ingrediente acqua


In periodo di grande clamore alle porte di quesiti referendari, ho pensato fosse il caso di spendere qualche pensiero riguardo all'acqua come elemento base nella produzione della birra.
Sicuramente i più sapranno già queste informazioni. Ne approfitto, comunque, per fare un po' di ordine tra le informazioni di cui dispongo.


L'acqua spesso caratterizza il prodotto finale in quanto a proprietà qualitative. La storia della birra e degli stili, infatti, ha dimostrato questo nel corso dei secoli.
C'è da dire che l'acqua non deve risultare insapore, inodore, incolore e se non rispetta queste caratteristiche dovrebbe essere trattata.
L'azione dell'acqua sul malto, sull'azione di vari enzimi e su componenti del luppolo dipende strettamente dai due parametri fondamentali:
PH: solitamente è richiesto un ph leggermente acido, in quanto per un buon ammostamento il ph della soluzione che si crea tra acqua e malto deve essere intorno a 5,5. In questo modo l'azione degli enzimi contenuti nel malto, che servono a trasformare l'amido in zuccheri più semplici e fermentabili, è strettamente dipendente dal valore del pH.
DUREZZA: è un parametro che indica la quantità di carbonati, solfati, cloruri e nitrati di calcio e magnesio disciolti in un'acqua. Quindi quando compriamo acqua per brassare non bisogna solo leggere la voce che riguarda i carbonati, che ne è solamente una quota parte.
Si esprime normalmente in gradi francesi (°fH), e solitamente è compresa fra 2°fH e 54°fH per cui può essere distinta in:


molto dolce se compresa tra 2 e 7
dolce se compresa tra 7 e 14
mediamente dura se compresa tra 14 e 21
dura se compresa tra 21 e 54
molto dura se superiore a 54

giovedì 9 giugno 2011

Maybe imbottigliata...buona maturazione!

Lunedì scorso abbiamo finalmente imbottigliato la nostra Maybe.
Ebbene sì...l'ultima fase, pur tardando ad arrivare, si è finalmente consumata.
Oltre alla fermentazione primaria ed al travaso, la fermentazione secondaria ha impiegato circa altri 10 giorni a causa della bassa velocità del lievito ad attenuarsi e portarsi sui 1015 di FG prevista. In realtà ci siamo fermati a 1016, poco male!
Alla fine le temperature sui 20°C circa ci hanno dato una mano, e dunque una fase di raffreddamento in frigo sui 10°C ci ha facilitato nella sedimentazione dei depositi per circa 48 ore.
Scegliendo opportune bottiglie da 50cl e 75cl, con Ivan abbiamo finalmente messo la parola fine sulle prime cure da dare alla nostra Maybe.
Si presenta già molto molto interessante in bocca, sicuramente non deluderà.

lunedì 6 giugno 2011

I beer blog e l'influenza sul mondo birrario

Un diario online, da creare in pochi minuti ma da aggiornare giorno per giorno, o per lo meno frequentemente.


Un blog è questo, e lo è da due decenni quasi. Il fenomeno blogging trova terreno fertile in qualsiasi sacca di gente accomunata da qualche passione comune. La birra non poteva essere da meno, una delle passioni per antonomasia.


Il noto blogger Pete Brown racconta su Morning Advertiser che quando inaugurò nel 2006 quello che probabilmente è il primo beer blog britannico nel 2006, lo fece perchè il suo editore glielo consigliò, e lui cedette scrivendo qualche post con una certa riluttanza.
Pare che a distanza di un anno ci fossero circa 20 beer blog made in UK in rete, ed una comunità attiva di appassionati. Da allora la blogosfera birraia si è sviluppata, con linguaggi e regole propri e personaggi chiave.


Nel mondo, in realtà, si contano attualmente all'incirca 1000 beer blog attivi, intesi come blog aggiornati almeno settimanalmente con racconti di viaggi, bevute e storie di homebrewing.
Da Beer Blogger Conference, community americana capofila nel tentativo di mettere insieme tutti i blog, non sono in una anagrafa mondiale, ma anche in incontri veri e propri. Inizialmente solo negli States, da quest'anno anche nel vecchio continente (Londra, 20-22 maggio 2011), patria delle più prestigiose tradizioni brassicole.
Da qualche anno fa ad oggi, i più affermano senza remore che la percezione del fenomeno blog è cambiata: sempre più spesso i blogger hanno una funzione simile a giornalisti, critici o autori. Non è il caso mio, ma spesso si tratta di qualcosa di più del nome "blogger".
Il blogging è interattivo, immediato, personale. 

venerdì 3 giugno 2011

Che Puglia birrofila vogliamo essere?

La Puglia birraia pare si stia dando da fare non solo per la produzione, ma anche per la promozione stessa dei suoi prodotti.
Negli ultimi tempi si vedono fioccare sempre più eventi che coinvolgono le birre pugliesi in serate appositamente organizzate.
Una delle aree maggiormente organizzate ed attive si sta dimostrando il leccese. Diversi locali, infatti, stanno proponendo eventi di degustazione che offrono abbinamenti birra-cibo innovativi ed inaspettati.
Le birre Birranova sono servite ognuna con differenti pizze. Altro accostamento interessantissimo che ho letto qua e là a proposito di una serata è una riduzione di Primatia insieme alle ciliegie Ferrovia.
Leggo di Birrificio Svevo all'assalto degli abbinamenti di pesce alla manifestazione Slowfish di Genova. Molti, moltissimi sono gli eventi, non riuscirei neppure ad elencare quelli dello scorso mese.
I più ferventi luoghi del Salento, che sento spesso nominare, sono soprattutto:
Modò
Le Macare
Sono solo due esempi, ma giudicare dalle informazioni che ho, io suppongo che in queste occasioni si esalti la vena gastro-birrofila dei buongustai e dei birrai stessi, spesso coinvolgendo personalità come Kuaska, De Luca (che non conosco personalmente, ma la cui fama lo precede) ed altri.
Traghettatori di sensi e celeberrime papille.
Con frequenze e toni sempre differenti, il fenomeno delle degustazioni, a volte un po' esclusivo o d'elite negli intenti, prende piede un po' dappertutto qui nel tacco appulo.
Sicuramente sono ottime iniziative, sia per la promozione che per la crescita di una certa consapevolezza sensoriale.
Mi chiedo come mai, però, sbucano con frequenza ed impegno minori eventi più tipicamente "da pub", dove la birra non sia semplicemente coinvolta, ma vera ed unica protagonista.
Dobbiamo davvero, ogni volta,piegare il gusto di una birra a quello di un piatto? Non è un po' limitante?
E' conseguenza del pregio/difetto tutto italiano (o meridionale forse) di essere popolo di buongustai mangioni?
Fatta eccezione per i brewpub che solamente un paio di pugliesi della birra artigianale possiedono, il resto dei pub vedo si presta con qualche resistenza alla sola consacrazione della birra. Forse è qualcosa che derica direttamente dalla clientela, non lo escludo.
Attira di meno (o fa più paura) bere bene piuttosto che mangiare bene!
Forse noi italiani, che tanto ci vantiamo del nostro repertorio culinario, di fronte a quello bevereccio ci sentiamo piccoli piccoli...e siamo un po' fifoni di scoprirci ignoranti in tema, in questo caso, di birra.
E' questa la via che è destinata a prendere la nostra cultura birraia.
Mi farebbe piacere sentire qualche parere, birrai e professionisti compresi. Vorrei capirne di più.