venerdì 28 ottobre 2011

La Bomb, Libera e Bottoni: tutto in una notte ad Infermento


Vi ho partecipato nel corso dei mesi scorsi. E ieri sera si è chiuso il cerchio.
Sto parlando del tanto discusso Collettivo Birra e della prima nata Bomb.

Non entrerò nel marasma litigioso venutosi a creare nei mesi scorsi per via del nome di questa birra e degli strascichi seguiti sul web tra favorevoli e contrari. Liquido la faccenda affermando che, a mio parere, tutti i protagonisti hanno esagerato, su ogni fronte, e credo nessuno possa darmi torto.
Dalla mia posso solo dire che per porre fine subito alla faccenda si poteva anche trasformare Bomb in No Bomb, e sarebbero vissuti tutti felici e contenti.
Ok, stop, ho detto anche troppo.

Passiamo alla serata, che si è svolta presso Infermento, ospitale locale a Polignano a Mare (BA) che, avendo saputo dell'iniziativa, mi ha coinvolto per portare in terre apuliche la tanto discussa birra.
Nella pratica, si è trattato di pianificare ben poco se non data e modalità di svolgimento della serata, trascorsa senz'altro positivamente.

E' riuscito a raggiungere Infermento anche lo stesso birraio Lorenzo "Marcos" Bottoni, intenzionato a prendere parte a quest'ultimo appuntamento nazionale con le serate di presentazione, in cui parla del progetto Collettivo Birra e della futura trasformazione in onlus con partecipazione di Bad Attitude solo marginale.
Anche Libera era presente, ebbene sì. Pur con mille peripezie, alla fine due volontari dei presidi di Adelfia e Bari hanno voluto prender parte, rappresentando l'associazione intera in quella sede.

Inizio verso le ore 22.00, con relativa breve presentazione ai presenti del progetto, delle finalità, degli scop(p)i benefici e della birra.
E sì, perchè in fin dei conti è di questo che bisogna parlare.

lunedì 24 ottobre 2011

Prima esplorazione nel mondo del sidro


Chissà com'è: l'homebrewer strizza l'occhio, prima o poi, anche ad altri fermentati, possibilmente con grado di complessità via via crescente.
Non so se questo può essere un esempio, ma la curiosità verso i sidri (fermentati di mele) è abbastanza comune. Chi è stato in Irlanda o Regno Unito immagino mi comprenda.

Dopo aver conosciuto qualche settimana fa Gianluca, homebrewer vincitore del concorso di Tribirra e valente domozimiurgo a dispetto dello "spread" d'età rispetto a me in primis, mi sono fatto convincere nel fare una "pseudo-cotta" di prova.
Non si tratta di una vera cotta, almeno per il metodo che abbiamo usato noi e che è molto comune. Non c'è da estrarre amido e farlo trasformare in zucchero dagli enzim. Mele, pere e altro hanno già lo zucchero bello e pronto.

Si può dire che abbiamo fatto quasi l'equivalente di una birra da estratti, se non fosse che qualitativamente si ottengo prodotti moltomigliori di una birra fatta in quel modo, volendo mantenere questo parallelismo.
Abbiamo svuotato nel fermentatore 12 litri di comunissimo succo di mela, facilmente trovabile nei discount in tetrapack, senza zuccheri aggiunti, già filtrato e pastorizzato.

A tutto ciòsi aggiunge il lievito, specifico per sidri o anche un lievito per birre ad alta fermentazione. Partendo da circa OG 1030, occorrono circa una decina di giorni per giungere a fine fermentazione intorno a FG 1005.
Unica indicazione che ho trovato in giro su un ottimo e quasi unico blog sul sidro è una tabella che mi fa pensare che il nostro sidro tenderà ad essere secco, liscio e beverino.
Intanto il lievito ha agito a 23°C circa, ed il sidro ora è stata già imbottigliato.

domenica 23 ottobre 2011

Cotta nazionale, ma per una bella robust porter


Abbiamo giocato d'anticipo a questo giro.

La Giornata Nazionale dell'Homebrewing 2011 era in programma oggi, domenica 23 ottobre, lo so. Ma noi abbiamo preferito anticipare al sabato.
In realtà abbiamo rinviato da settimane per arrivare a questo punto.In più non abbiamo seguito la ricetta consigliata per l'occasione, una dubbel.
Cioè, in pratica...non abbiamo rispettato nulla, ma chi se ne importa. L'obiettivo è quello di partecipare collettivamente a questo movimento birrario spontaneamente, e questo sicuramente lo abbiamo centrato.
Ed ecco, la ricetta per questa cotta è stata quella di una Porter, anzi di una
Robust Porter.

La molitura dei malti l'abbiamo anticipata al giorno precedente alla cotta, per risparmiare quella oretta necessaria a sistemarsi. Finalmente abbiamo anche collaudato una molitura più evoluta, collegando l'alberino dei rulli al trapano, a fare da mandrino. Beh, devo dire che i tempi si riducono drasticamente rispetto al macinare a mano. Unica cosa su cui fare attenzione è sulla granulosità, perchè se si forza troppo, la farina che si produce diventa davvero tanta, con successivi vantaggi sulla resa ma problemi di intorbidimento.

Si comincia il sabato alquanto mattinieri. Alle ore 8.00 la pentola è già là che scalda i suoi 24 litri iniziali per portarli a 42°C per permettere l'inserimento dell'avena.
Questo step, abbiamo un po' letto in giro, non è così fondamentale in quanto quella che abbiamo comprato dovrebbe essere già gelatinizzata.
Per toglierci il dubbio e per non rischiare una schiuma scarsa, inseriamo l'avena, e poi saliamo fino alla temperatura successiva per inserire tutti gli altri malti.
Eccone l'elenco:

Pale                  5,00 kg
Crystal              1,00 kg
Chocolate         0,200 kg
Black                0,250 kg
Wheat               0,150 kg
Oatmeal            0,200 kg
Roasted Barley 0,300 kg

E questa è la successione degli step:

40°C 0min (mash-in Oatmeal)
45°C 10min (mash-in tutti)
63°C 45min
70°C 30min

Sinceramente abbiamo trovato quanto sia alquanto difficile salire di temperatura quando la pentola è così piena di acqua e malti. Ecco perchè i tempi degli step sono anche abbastanza lunghi, quelli teorizzati "ex ante" sarebbero dovuti essere più corti. Diciamo che eravamo appena sui 3,1 come rapporto in peso acqua/malti, e ciò non rende molto agevole il mescolamento a mano della poltiglia.
Ragion per cui mi sono ripromesso di mettere a punto un miscelatore con il classico motorino (ricavato dalla pompetta dell'acqua per i tergicristalli di un'automezzo, o dalla ventola del motore di un automezzo) che come un mulinello mescoli il tutto per omogeneizzare la temperatura in tutta la pentola e salire più velocemente la rampa di temperature.

sabato 22 ottobre 2011

Birra e mobili, la nuova frontiera?

Per niente mi aspettavo di trovare qualcosa che avessea che fare con la birra in un negozio Ikea. Per primo perchè non ho mai trovato neppure l'ombra di un bicchiere che non fosse prettamente da vino. Per secondo perchè proprio non ce lo vedo un angolo birra lì, semplicemente perchè non so cosa una multinazionale dei mobili possa dire a riguardo, o possa ricavare utili a riguardo.


La sto facendo più grossa di quella che è forse. In fin dei conti è riservata a soci Ikea family ed organizzata da Salsamentarius, non proprio "associazione" come riferito in cartello.

Se non si parla di fenomeno di moda a questo giro, allora quando?
Una specie di caraffa camuffata da boccale ed un bicchiere lontano cugino di quello di una pils non credo siano emblema di una cultura birraria da promuovere.

Almeno, per me non lo rappresentano al momento, cari svedesi!

mercoledì 19 ottobre 2011

Oktoberfest, ma solo in bottiglia!

Ottobre sta per terminare, la celebre Oktoberfest è terminata, invece da un bel po'.

Non ho mai avuto modo di organizzarmi per andarci. Sinceramente non ci tengo moltissimo, anzi ci tenevo ma è scemata la voglia. Non solo per la distanza, ma perchè non credo possa aggiungere moltissimo a livello birrario stretto. Reputo, invece, sia una gran bella festa da vivere, da godersi, anche se noto sempre un certo aspetto godereccio prevalere su quello "culturale" e conviviale di questa festa e di questo importantissimo evento bavarese.
Non sto qui a dibattere molto di questo, anche perchè non essendoci stato rischierei di parlare di aria fritta. Lascio un po' ritagli di storia con riferimenti all'edizione 2009.


Le origini dell’Oktoberfest risalgono al 12 ottobre 1810, quando si celebrarono le nozze tra il principe Ludwig I di Baviera e la principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. I festeggiamenti, a cui furono invitati tutti i cittadini e che furono accompagnati da una corsa di cavalli, ebbero un così gran successo che si decise di ripeterli annualmente, insieme a danze popolari, musica e giostre. La birra divenne immedatamente uno degli elementi distintivi, al punto che negli anni l’Oktoberfest si è trasformato nella festa della birra per antonomasia. 
Dal 1810 ad oggi l’Oktoberfest è stato annullato solo 24 volte, in occasione dei conflitti modiali, delle epidemie, dell’inflazione crescente o per altri problemi. La tradizionale corsa dei cavalli non si tiene più dal 1960, mentre dal 2007 è entrata in vigore la norma anti-fumo, che ha portato con sè uno strascico di polemiche e problemi a livello organizzativo.
Tuttavia da domani fino a domenica 4 ottobre 2009, Monaco di Baviera sarà pronta ad spitare i circa 6 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Il programma dell’edizione 2009 prevede 3 grandi appuntamenti. Sabato 19 settembre, a partire dalle 10:45, del mattino avrà luogo la Grande Entrata dei birrai e degli osti dell’Oktoberfest. L’evento avrà una durata di circa 45 minuti e si snoderà lungo le strade Sonnenstraße-Schwanthalerstrasse, fino alla zona della festa.
Il giorno dopo tocca alla sfilata dei tiratori e dei costumi tradizionali. Dalla durata di 2 ore circa, l’evento avrà luogo alle ore 10,00 partendo da Siegestor fino alla Theresienwiese, passando per le zone più belle del centro. Come tradizione si tratta dell’evento più atteso che cade la mattina della prima domenica dell’Oktoberfest. E’ il modo migliore per avere una visone dei vari tipi di costumi tradizionale bavaresi, compresi quelli degli Schützen, i tiratori.
Ultimo appuntamento “istituzionale” domenica 27 settembre con il tradizionale concerto delle orchestrine dell’Oktoberfest. Alle ore 11,00 sulla scalinata della Bavaria sarà il momento delle musiche travolgenti che riescono a coinvolgere anche i turisti più distaccati. (fonte: CronachediBirra)


E continuo a pensare a come siano avvantaggiati (per questo e per altri viaggi verso patrie birrarie come il Belgio, per esempio) birrofili del centro-nord rispetto a noi meridionali, costretti a barcamenarci tra assaggi importati e racconti.

Difatti dallo scaffale di un ipermercato ho messo in carrello e portato a casa una oktoberfestbier.

venerdì 7 ottobre 2011

XX Bitter (end!)

Non mi sprecherò in minuziose degustazioni per scoprire il più improponibile sentore.
Stavolta non ho resistito ad abbandonarmi a questa birra.
L'ho desiderata veramente tanto.

Lo scorso dicembre l'ho assaggiata per la prima volta al corso di degustazione di primo livello. E devo dire che, tra tutta quell'abbondanza, è stata la birra il cui ricordo mi ha seguito fino ad ora senza svanire e senza far svanire la voglia di un'altro bicchiere.

L'ho comprata alla "svendita" del corso citato. L'ho conservata prima in cantina, poi in frigo per tutta l'estate per preservarla dall'afa terronica.

Poi è arrivato il suo momento...all'improvviso, in un qualsiasi pomeriggio, quando altre birre homemade ed altre a cui ero meno affezionate erano terminate.

La premessa è alquanto aulica, lo so, ma sinceramente non riesco a scrivere diversamente.
Mi sono perso dietro la sua impronta amara finale che tronca il gusto maltato ed i sapori da frutti a polpa gialla. Io ci ho sentito la scorza dell'albicocca e del percoco, magari in balia dell'estasi mistica.

Sono stato nel limbo dell'indecisione tra il berla più lentamente per degustarla meglio e il berla speditamente come richiesto dalle viscere.
Il finale è noto...è terminata ugualmente, infatti!
Se proprio doveva finire, sono contento di aver almeno assecondato le oscure viscere!

martedì 4 ottobre 2011

Il nuovo Birrificio Castel del Monte ed il ricorrente tema federiciano

In scia con il panorama nazionale, anche in Puglia si susseguono gli annunci di nuovi microbirrifici.
Scopro da pochi giorni che sta aprendo il Birrificio Castel del Monte. No si hanno ancora molte notizie a riguardo, tranne che si trova nel comune di Ruvo di Puglia (BA), non lontano dal castello patrimonio Unesco di cui porta il nome.
In qualche notizia lancio presente sul web , sul sito e sulla pagina facebook viene così descritto il birrificio e la serata di lancio prevista per martedì 4 ottobre:
Metti una fredda sera d’inverno, metti un’allegra compagnia, mettici anche la passione per la birra, ed ecco che nasce qualcosa di originale e fortemente “buono”. Stiamo parlando di una realtà diventata tale, grazie alla determinazione e all’entusiasmo di alcuni giovani del territorio che hanno voluto progettare il microbirrificio artigianale “Castel del Monte” che nell’ambito di un evento in programma questa sera, al quale i cultori ed anche semplici conoscitore della birra non possono mancare, presenterà il suo primo prodotto di punta: la birra “Bianca Lancia”.
Questa sera infatti, alle ore 21:00, presso i locali del Tapas de Poldo, scoprirete cosa si cela dietro al bicchiere di una bionda artigianale…ma attenzione! Non è una bionda qualsiasi!
I fondatori della nuova scommessa imprenditoriale dichiarano: "il microbirrificio Artigianale Castel del Monte è un progetto che vuole valorizzare personalità, qualità, attitudini e competenze di giovani che vivono nel territorio pugliese ed inoltre essere un occasione di crescita e un modo per creare nuove opportunità di lavoro”.

I giovani imprenditori assicurano infine che presto il microbirrificio sarà visitabile nel sito di Ruvo di Puglia e si riserverà di stupirvi ancora con ulteriori colpi di scena...intanto, appuntamento a questa sera per scoprire la “preferita di Federico”. Presentazione che sarà impreziosita anche dalla partecipazione dei Sottosuono. Una serata ad alto tasso di divertimento tra buona musica e ottima birra!

Voglio soffermarmi su due aspetti in particolare.