sabato 19 novembre 2011

A proposito di carta delle birre e distributori...


Molti avranno sicuramente visto nella maggior parte delle pizzerie o dei locali che chiamiamo erroneamente "pub", almeno una volta, un libricino detto "beerbook".
Chiamato così o anche "carta delle birre", arricchito da qualche descrizione riguardante stile, percorso gustativo ed abbinamenti culinari, è opera di un grande distributore.


C'è scritto a piè di pagina alla fine della carta delle birre, ma dubito che in molti facciano caso al nome dei distributori.
Ebbene, fanno capo a Cippone & Di Bitetto, ma se lo si chiama Cippone qualsiasi publican o gestore dell'attività sa di quale azienda si sta parlando. Si tratta di grossi distributori che coprono Puglia e Basilicata.

Sono spinto a scrivere qualcosa in più su di loro perchè, personalmente, detengono quasi un monopolio nella distribuzione di birra, e parlando da appassionato rappresentano per me croce e delizia di questo mondo.

Bisogna dire che, da quanto so e da quanto ho osservato nel corso degli ultimi 5-10 anni, sono loro coloro che storicamente hanno cominciato a portare nelle birrerie pugliesi alcune delle più famigerate birre belghe. E parlo dei classiconi Chimay ma anche Leffe, Corsendok e tantissimi altri.

Questo ritengo sia stato fondamentale nell'ottica di proporre birre diverse da alcune lager pastorizzate cadaveriche, e soprattutto ne è seguita la proposta di gateway beer al consumatore. Una qualità superiore viene apprezzata, si sa, e viene rincorsa sempre più. Non vorrei dire che la qualità provoca dipendenza, ma sicuramente fa crescere una certa passione.

giovedì 17 novembre 2011

A Monopoli Il Cappellaio Matto ora anche rivenditore autorizzato Birramia


Tutti noi homebrewer siamo abituati ad un'azione obbligata se vogliamo procurarci il necessario per fare una buona birra: comprare malti, luppoli e lieviti online.

I vari siti che permettono questi acquisti hanno i nomi di Mr. Malt, Birramia, Braumaster e qualcun altro.
Mentre a Mr. Malt va riconosciuto il primato di essere stato tra i primi a fare questo tipo di commercio ed, in sostanta, a far nascere il movimento degll'homebrewing italiano, spesso Birramia viene scelto per gli acquisti per i prezzi un po' più bassi rispetto al primo. Chi ha fatto un ordine almeno una volta sa che ai prezzi indicati va calcolata l'iva (per alcuni articolo al 21%, per altri al 10%) oltre alle spedizioni, ma solitamente si risparmia qualcosa rispetto a Mr. Malt. Anche se ho potuto appurare che il su citato Braumaster ha prezzi anche più bassi a dispetto di tempi di consegna più lunghi.

E' ancora più interessante, quindi, sapere che ora c'è un rivenditore autorizzato di Birramia in provincia di Bari.
Precisamente a Monopoli (BA), presso Il Cappellaio Matto.
Il pub ha una vasta scelta di birre artigianali, da alcuni lambic alle birre di Baladin, dalle trappiste ad alcune produzioni americane.
Perciò pare qualcuno dei birrofili, abituati a buone birre e sempre più interessati a questo mondo, abbiano chiesto o siano già in grado di fare un salto verso l'homebrewing. L'uccellino mi ha detto che, soprattutto, un homebrewer ha suggerito questo passo! :)

Quello che si propone, prima di tutto, è la formula del kit che consiste in estratti di malti luppolati. Ma non solo, così come sul sito Birramia sono disponibili anche malti in grani e altro.

sabato 12 novembre 2011

Imbottigliata la robust porter. Si chiamerà Dencity!

Niente da fare, la densità della nostra robust porter non è scesa ulteriormente.
Ero rimasto a documentare il travaso, in cui avevamo misurato una FG di 1027. Dopo ulteriori dieci giorni, poco o nulla è cambiato, nonostante il gorgogliatore mi ingannasse con un continuo sbrodolio, dovuto sicuramente alla sola anidride carbonica rimasta ancora intrappolata nella "protobirra".

La ragione di questa situazione di stallo è da legare a due motivi.

Il primo riguarda il lievito. Lo S04 pare non abbia una altissima attenuazione, cioè trasforma non tantissimi zuccheri. Si stanca ad un certo punto, insomma. Forse avremmo puntare sullo starter, o addirittura metterne di più di una singola bustina.

Il secondo motivo potrebbe essere la fase di ammostamento non ben eseguita. In particolare abbiamo avuto problemi a restare bassi nel primo step, dove saremmo dovuti stare tra 60°C e 65°C con più costanza per attivare l'enzima β amilasi che agisce trasformando l'amido in zuccheri tutti fermentabili come maltosio e maltotriosio (più ne saranno trasformati, più la birra risulterà alcolica). Per cui il lievito può aver esaurito gli zuccheri da mangiare per dare alcool, ed aver completato il lavoro che poteva fare.


Ragioni per cui si è meritata il nome di Dencity, e questa è l'etichetta che ho messo a punto.
Impossibile non includere in parte un riferimento agli scenari affascinanti della city londinese, città in cui lo stile si è affermato.
Tra le gente comune nelle public houses, una scura poltiglia confortava i lavoratori dell'area portuale, dando calore e sapori tostati e gratificanti.
Il blog di Tyrser presenta un'ampia retrospettiva sullo stile, per chi se la fosse persa...capitoli I, II, III e IV.

domenica 6 novembre 2011

Report dal Corso per homebrewers MoBI di Castel San Giorgio (SA)

In passato ero molto curioso di partecipare a qualche corso di homebrewing. Scoraggiato, però, dalla rara presenza di questi eventi al meridione e dalla distanza da percorrere per partecipare al più vicino (quasi sempre non più vicino dell'area napoletana), ho sempre desistito, cercando di apprendere in ripetute cotte e svariate letture sul web alcune delle principali informazioni riguardanti attrezzature, materie prime ed operazioni da eseguire per fare birra in casa.

Pur avendo appreso ugualmente, la curiosità mi è rimasta ancora.
E così, sapendo che l'amico e lettore di questo blog Francesco ci sarebbe andato ed in mancanza di qualcosa di simile (al momento...escluse cotte pubbliche più disimpegnate e meno "tecniche"), ho pensato sarebbe stato bello pubblicare qui il suo report, per me e per chiunque si chieda cosa si faccia in un Corso homebrewing MoBI e come ci si trovi a partecipare per la prima volta ad una cotta.

Francesco vi partecipava per la prima volta, ed ho riportato integralmente il suo racconto, così come lui lo ha elaborato in base alle conoscenze possedute ed apprese in quella sede.
Ecco, quindi, il suo report dal corso svoltosi a Castel San Giorgio (SA) presso il birrificio Aeffe lo scorso sabato 29 ottobre 2011, con suoi commenti finali e foto prelevate direttamente dalla pagina Facebook di Beerpassion.

Buona lettura!


Ciao Angelo! Come va?
Qui brevemente ti riassumo la giornata passata a Castel San Giorgio in compagnia del mastrobirraio Luigi Serpe
responsabile territoriale MoBI nonchè amministratore del sito Beerpassion Alfio Ferito , il titolare del birrificio (e che birrificio...400 mila euro!!!!) Aeffe e i simpatici - ma non tutti interessati all'homebrewing - ragazzi/e partecipanti al corso.


Tutto è stato condotto sapientemente e con maestria da un guru della birrifcazione, il chimico Luigi Serpe, chimico votato alla birra; chimico di preparazione universitaria, si intende, titolato insomma, proprietario anch'egli di un birrificio Maltovivo. Dopo una breve introduzione sui "perchè e percome" dell'homebrewing, siamo passati alle nozioni fondamentali e cenni storici sulla birra che ci apprestavamo a realizzare. Una Saison, birra belga ad alta fermentazione.

sabato 5 novembre 2011

Il Felix e le sue proposte ceche: Bernard e Pardubicky

Ieri è finalmente giunto il momento di assaggiarle. 

Al Felix di Castellana ci siamo fiondati sui nuovi arrivi dalle terre boeme. Nuovi per noi, in quanto non ancora assaggiati qui e non presenti altrove in zona. A dire il vero avevo già testato direttamente a Praga, al Prague Beer Museum Pub alla spina, ma quantità e situazioni non sono confrontabili e neppure oggetto di paragoni.

Ci siamo lanciati sulle tre birre ceche presenti in frigo, con un intermezzo.

Per prima la Bernard Svatecni Lezak, altresì chiamata Celebration Lager, so cosa aspettarmi. ABV 5%, nel bicchiere si presenta dorata, e subito il suo aroma rivela la sua bassa fermentazione delle birre lager ed un aroma delicatamente amarognolo come solo i luppoli Saaz e affini riescono a fare. Inizialmente non fa grande impressione e sembra incredibilmente simile a birre di ben altro spessore e provenienza. Una volta preparata la bocca con le prime boccate, però, appare una ottima traccia amara di fondo su cui si spalmano tutte le sfumature di crosta di pane e di leggero ed elegante maltato. Si fa strada da sola, poi, fino alla fine. Sicuramente un'ottima birra, non pastorizzata così come l'altra Bernard che abbiamo bevuto.

La seconda è stata la Bernard Cerny Lezak, chiamata Dark Lager per i non autoctoni. ABV 5% anche lei, mi è sembrato di tornare a bere quelle birre scure che a Praga ho tanto amato. E' davvero un ottimo esempio di quel panorama birrario, che spesso qui si ignora in termini di importanza e valore gustativo.
Di solito da birre di questo colore molto scuro non ci si aspetta questa leggerezza. Qui ho ritrovato un connubio ideale tra la tostatura e l'amaro dei luppoli cechi, che secondo me è la chiave dell'equilibrio. Il corpo non è invadente nè assente.
La schiuma la ricordavo più imponente, ma ovviamente faccio riferimento alla versione alla spina, quindi su questo non ho nulla da pretendere.

venerdì 4 novembre 2011

Travaso della porter con l'incognita lievito


A distanza di una settimana dalla cotta, è già tempo di travaso per la robust porter, ancora in attesa di un nome.
Il deposito è già molto consistente, a causa delle farine forse abbondanti e della fermentazione molto buona avvenuta in questi giorni sui 18°C segnati da termometro (ovvero, 20°C effettivi del mosto).

Addirittura il rubinetto del fermentatore era in parte invaso dai depositi, per cui ho preferito pescare dall'alto.
Ho dovuto lasciare circa 1,5 litri e siamo nel secondo fermentatore a quota 20 litri.