lunedì 30 gennaio 2012

Fermento e la mia idea di beershop


Ritorno sulla serata di venerdì con Bruno Carilli.
La serata si è tenuta a Fermento, il beershop di nuova apertura a Bari.
Qualche parola bisognerebbe spenderla, visto che per me e per molti dei presenti era la prima occasione di visitarlo.

Arredamento molto molto curato, se non avessi visto birra l'avrei dato per "wine bar" o "american bar". Al di là delle definizioni da viveur fortunatamente mancato, il locale appare molto molto ben curato, e questo sicuramente tenderà ad avvicinare molta gente affascinata dal mondo della birra artigianale.
Probabilmente, credo lo scopo sia proprio quello di puntare su un target di consumatore medio-alto. Deduco questo, come semplice personale considerazione, osservando anche molti spazi dedicati a birre vendute in packaging esclusivi. Su tutte le trappiste ormai rintracciabili anche dal salumiere, ma che ormai rappresentano anche qualcosa da comprare per se o regalare a colpo sicuro. Suppongo questo sia anche un altro suggerimento ai frequentatori di Fermento.

Riguardo alle birre, ce ne sono sicuramente non poche. Angolo USA presente, immagino sarà potenziato nei prossimi mesi rispetto a qualche nome presente ora (Great Divide, Anderson Valley).
Del resto, molto Belgio d'abbazia con qualche chicca e brand mainstream.

sabato 28 gennaio 2012

In principio era un meeting, poi solo le audaci Toccalmatto con Bruno Carilli.

Altra grande occasione per conoscere qualcuno nuovo e qualcosa di nuovo.
Il beershop Fermento ha ospitato ieri il 2° nostro meeting degli homebrewers "in borghese", che più che incontro di domozimurgia è stato la partecipazione ad un evento. Doveva essere un meeting, poi le nostre storie sono state inevitabilmente shiftate a fine serata. Ma qualcosa c'è, e sarà detto.

Bruno Carilli ha divertito ed intrattenuto tutti noi con le sue birre ed esponendo la filosofia alla base delle sue produzioni.
Non parlerei del locale, riservandomi di farlo nei prossimi post.
Vorrei solo un po' raccontare e documentare la serata.
Bruno è stato subito molto coinvolgente, al di là del ruolo di guida durante la degustazione. Si è subito vista una certa voglia di conoscere noi appassionati e di comunicare il proprio modo di lavorare e fare birra.
Le birre degustate ed abbinate ad assaggi sono state sei. Ecco qui tutto il programma:

Tagliatelle ed ostriche - Ambrosia
Carpaccio di mare fumè - Jadis
Tartare di salmone e verdure - Sibilla
Orecchiette con cime di rapa e cozze - Sibilla
Sfoglia di pasta con crema di ricotta e asparagi - Re Hop
Straccetti di cavallo ubriachi - Rude Boy
Cheese cake con vaniglia ed arancia - Gran Cru

Si comincia con una Ambrosia servita con dei frutti di mare della tradizione barese, le cosiddette "tagliatelle", ed ostriche. Ottimo come inizio. Un profilo aromatico favoloso, degno di una blanche. Spezie praticamente assenti, volutamente, ma con apporto di gelsomino, sambuco che la rendono ancora più delicata.



La Jadis, con carpaccio di mare, mi ha lasciato un po' perplesso. Indicata come double blanche, personalmente non ci ritrovo tutte quelle caratteristiche. Senz'altro originale l'aggiunta di uve Fontana, con interessante racconto di Bruno annesso sulla genesi. Non entra nelle mie corde, ma non per colpa della birra, che ha un suo perchè.

giovedì 26 gennaio 2012

Homebrewing dalla Capitale: una serata con la Honey Po(r)t da Andrea "amolabirra"

Più di un mese fa avevo visto l'annuncio di un concorso lanciato dall'amico Andrea, admin ed animatore del forum www.amolabirra.com. Si trattava semplicemente di partecipare ad una "pesca" in cui era messa in palio una sua birra fatta in casa. Scegliere un numero e sperare fosse il primo estratto sulla ruota di Roma del 27 dicembre 2011. Niente di più semplice. A tempo perso, scelgo il numero 57 chiudendo gli occhi e digitando a caso sulla tastiera.
Succede che, paradossalmente, non solo il mio numero era effettivamente uscito in quell'estrazione del lotto (mi sono morso e rimorso le mani per non aver giocato qualche euro, ma non gioco mai per cui era abbastanza imprevedibile tutto ciò). Non solo becco un numero, ma è anche il primo estratto. In pratica, avevo vinto io quella bottiglia!
Semplice fortuna, ma di quelle dee bendate davvero con due o tre bende sugli occhi.
Andrea mi comunica la vincita:
"Primo estratto sulla ruota di Roma è il 57!
Si aggiudica una bella bottiglia da 75cl. di Honey Po(r)t il buon Angelo Ruggiero, "in arte" jarrett, di berebirra!!!!!!" 
e prontamente mi invia a sue spese molto molto gentilmente la sua birra.

Si chiama Honey Po(r)t, e capisco si tratta di una birra con l'utilizzo di miele.
Causa trasporto, la tengo a riposare per una decina di giorni. Sarebbe stato un peccato non averle dato il giusto tempo per riprendersi dallo sbattimento da Roma a Bari.

E ieri, complice una serata di calma serafica senza troppi impicci, decido finalmente di stapparmela e godermela.
Il colore è molto scuro, mogano, ma limpido. Capisco si tratta di una base porter, ed i malti  in etichetta dicono Maris Otter, Crystal, Special B e Chocolate. Una schiuma compatta, a grana fine, sovrasta il bicchiere. Gli odori che cominciano ad uscire danno di lievitoso molto floreale, dato da un mix di luppoli Cascade-Magnum con il miele. Sicuramente incuriosisce.
Il gusto è sicuramente intenso, il corpo esile.
In bocca comincia dolce e maltata, virando verso un maltato floreale ed anche erbaceo, lievemente acidulo presumibilmente per la presenza del Maris Otter. Va giù gradevolmente e con una bella combinazione caramelloso-resinoso, con una impronta del chocolate poco avvertibile. Combinazione che poi ritorna in bocca per un finale che tende a dare un amaro soffice ed uniforme.
Emergono a fine beva belle sensazioni delicate, date sicuramente dal miele o da ciò che ne è rimasto dopo la sua stessa trasformazione in alcool. Sento sicuramente un agrumato di arancia candita, cedro candito. Mi rendo conto mi servirebbe proprio un panettone per accompagnarla, il profilo è quello. L'uva passa e note passite anche loro compaiono.

martedì 24 gennaio 2012

2° Meeting degli homebrewers pugliesi, special guest Toccalmatto

La genesi di questo incontro è alquanto intricata.


Dopo il piccolo successo del 1° Meeting degli Homebrewers Pugliesi, svoltosi lo scorso mese presso La Cantina della Birra, l'allegra compagnia pare si stia consolidando, sia nei rapporti reali che virtuali.
Il mese scorso ha visto un forsennato traffico di messaggi e post sul gruppo Facebook "Homebrewers Baresi, contenitore dei nostri sfoghi birrari locali.

E così, dal primo incontro si è passati a proporne un secondo. Ma stavolta senza le nostre birre, divorate già poche settimane prima. Stavolta sarebbe stato un meeting di homebrewers "in borghese", per concederci qualche ottima birra e cercando un tema comune, uno stile o più stili affini da confrontare, o una nazione birraria  da bere.
Dopo diverse opinioni e proposte, si è finiti per fare un sondaggio sia sulla data che sulla sede.
E dunque, i risultati hanno decretato la serata migliore per venerdì 27 febbraio, presso il Windigo a Bari.
Deciso ciò, il primo di noi che si è trovato nei pressi del locale ha accennato alla volontà di vedersi là, tra l'altro già avallata anche da un post di uno dei proprietari proprio sul blog.

Ma spuntava fuori un importante dettaglio. La stessa sera, presso il nuovissimo beershop Fermento, secondo locale della famiglia Windigo a poca distanza da questo, erano alte le probabilità di tenere una serata con Bruno Carilli, birraio del celeberrimo birrificio Toccalmatto, e con le sue birre.

giovedì 19 gennaio 2012

Arriva la quarta edizione del Corso di formazione per imprenditori di birra artigianale, San Severo (FG)

Torna, a distanza di qualche anno, il "Corso di formazione per imprenditori di birra artigianale".
Si tratta della quarta edizione, e si svolgerà a maggio sempre a San Severo (FG).

Questi gli obiettivi che compaiono:


Negli ultimi anni anche in Italia, l'apertura di nuove birrerie indipendenti di medio-piccole dimensioni e, soprattutto, di microbirrerie, come conseguenza di una richiesta di prodotti particolari e di qualità, è un fenomeno in forte crescita e può rappresentare nuove opportunità di lavoro.


Il corso si propone di offrire un’ampia e approfondita panoramica sugli argomenti fondamentali per chiunque voglia intraprendere un’attività legata alla produzione e commercializzazione di birra artigianale.


Gli argomenti, affrontati da esperti del settore, spazieranno dalle materie prime, alle tecnologie, alle esigenze impiantistiche, all’apprezzamento della qualità sino agli aspetti normativi, gestionali ed economico-finanziari.


Due intere giornate dedicate alla parte pratica con cotte di birra, utilizzando l’impianto pilota in dotazione della Scuola, consentirà inoltre ai partecipanti di toccare con mano e di verificare personalmente gli aspetti teorici affrontati in aula.
Il corso è a numero chiuso.



Tra i relatori che terranno il corso compaiono anche nomi importanti di Luigi Serpe (birrificio Maltovivo) e Leonardo Di Vincenzo (birrificio Birra del Borgo), che non sono nomi qualsiasi.
Mi hanno raccontato essere un bel corso, che mira ad affinare le doti di chi vuol prendere seriamente la strada della produzione di birra artigianale.
E' un corso in cui hanno partecipato anche alcuni che sarebbero diventati birrai di alcuni dei recenti birrifici meridionali ad essersi aperti.
Questo il programma delle giornate:


lunedì 16 gennaio 2012

Visita e spesa dal Beer-s-Hop di Palo del Colle (BA)


Qualche giorno fa, trovandomi nei dintorni di Bari ed avendo qualche ora di buco, ho pensato fosse il momento di andare a fare visita al Beer-s-Hop, a Palo del Colle.
Arrivo in anticipo abbondante, allora curioso dalla vetrina esterna le birre sugli scaffali.

Il locale, seppur piccolo, sembra davvero ben fornito.
Finalmente il locale apre e conosco Giancarlo, uno dei proprietari.
Staziono quasi un'ora, le chiacchiere sono piacevoli. Sono forniti di una zona Belgio, un'altra macro zona UK-USA ed un'altra stanza con Germania-Repubblica Ceca. Un piccolo angolo di Italia, anche.

A parte questa prima distinzione, devo dire che sono rimasto ben impressionato.Giancarlo accompagna nella scelta e nella descrizione dei più noti prodotti ma anche di qualche bella novità. Un'altro dei soci, poi, Giancarlo mi dice sia stato homebrewer, ed in effetti si vende anche qualche kit e altro.

Tornando alle birre, non ricordo neppure per bene tutta la roba che ho visto.
Provo a sparare random quello che ricordo:
Gambrinus, Aynger, Kostritzer, Schlenkerla, Goffel, Fruh, Hopf Weißbierbrauerei, König Ludwig, Meantime, Ridgeway, Samuel Smith's, St. Peter's, Brewdog, Mikkeller, Nøgne Ø, La Rulle, De Ranke, De Dolle, Lindemans, Cantillon, Brasserie de La Senne, Reinaert, Chouffe, Rochefort, Westvleteren, De Musketieres, Orval, Achel, Ducato, Almond, Kindl, Rogue, Anchor, Urthel...oltre ad altri nomi anche più reperibili. Mi sto premendo, giuro, ma è tutto quello che mi esce!

La scelta è stata difficilissima, mi sono imposto un tetto massimo di 30 euro, e meno male.
Ho comprato ben 9 birre però. Prezzi abbastanza buoni, devo dire, anche perchè le birre sono decisamente di buon livello.


sabato 14 gennaio 2012

Say no more, la Altbier di casa Infermento

Ed ecco la nuova birra che Infermento ha presentato ieri durante una serata organizzata per l'occasione.
Tolgo subito gli indugi rivelando lo stile di appartenenza, così a crudo: si tratta di una Altbier.
La birra è stata brassata presso Birranova dalle mani di Donato Di Palma, presente ieri in sala ad illustrare la nascita di questa creatura. Desiderando fortemente certe caratteristiche, Giuseppe ha spinto il birrificio di Triggianello in questa produzione tedesca, che mi ha sorpreso positivamente.

Si tratta, appunto, di uno stile tedesco ad alta fermentazione. La Say no more ha 5,5%v alc., ma potrebbe essere tranquillamente una session beer.
Donato racconta lo stile di riferimento ai presenti. Si tratta di uno stile molto diffuso nella città di Dusseldorf, ed in particolare il riferimento è stato quello delle Sticke Alt. Come raccontato e come ritrovo sul sito guida German beer institute, sono birre brassate due volte l'anno e per le quali i birrifici competono nell'esaurirle il prima possibile. E questo, in un certo senso, indica la birra che ha riscosso più successo. Le Sticke sono una versione più robusta delle classiche Alt che si mantengono decisamente sotto i 5°, e la parola "sticke" in un certo dialetto tedesco pare voglia dire "segreto", dato che queste ricette dovrebbero derivare da errori in eccesso nella dose di malto e che la buona riuscita della birra abbia spinto i produttori a mantenere vive queste birre pur non spifferandone la natura.
Suggerisco di leggere per intero queste notizie storiche e culturali sulle Sticke Alt, molto molto interessanti di cui riporto quello che sono riuscito a tradurre:


Una più scura e più forte variazione stagionale del tradizionale stile Düsseldorf Altbier. Inventato dal brewpub Uerige di Düsseldorf, è prodotta solo due volte l'anno ed è pronta per essere spillata il terzo Martedì di gennaio e il terzo Martedì di ottobre, rispettivamente. Anche un altro brewpub di Düsseldorf, Schumacher, serve un infuso simile, due volte l'anno, che chiama Latzenbier. Allo Schumacher, le date delle Latzenbier sono di solito intorno alla metà e la fine del 19 settembre e alla fine di novembre.
"Sticke" è nel dialetto locale "segreto", che significa che il birrificio non rivela la ricetta. La birra è corposa e ben luppolata, con un sorprendente equilibrio tra amarezza e dolcezza maltata-nocciolata, ricoperto da note forti di cioccolato e tostato, ma di malto non acre. Una Alt Sticke è solitamente di colore scuro ramato, ha il complesso aroma di una ale, il bouquet dei luppoli nobili e la schiuma cremosa di una Pils, ed il pulito, morbido, liscio di una Oktoberfest. Il suo livello di alcol in volume tipico è di circa 5,5%, a volte più alto rispetto al 4,7-4,8% di un Altbier regolare. Il brewpub Uerige realizza anche un Sticke ancora più forte, chiamata Doppelsticke, a circa 8,5% di alcol in volume. La Sticke Alt si serve da circa 7 a 10 ° C.
Due volte l'anno, il terzo Martedì di gennaio e il terzo Martedì di ottobre, un rituale viene rievocato negli angoli oscuri e fumosi delle sacre sale di un vecchio brewpub, lo Uerige a Düsseldorf nel Rheinland. C'è una folla di intenditori che si raccoglie in attesa della mescita, come fossero membri di una società segreta per assistere a un esclusivo evento: la spillatura di una rara ale invecchiata, la Sticke Alt, della prima botte di legno della stagione.

giovedì 12 gennaio 2012

Gipsy homebrewer


E' bello anche così.
Più si è, più ci si conosce, più ci si scambiano esperienze e più mi piace.
Nelle cotte in cui partecipo non sono mai solo, anche perchè l'attrezzatura al completo non ce l'ho.

Stavolta, complice la quasi "inagibilità" della mia campagna causa ventaccio insopportabile, sono stato in compagnia di Ivan e Vincenzo, con quest'ultimo padrone di casa.

La ricetta di Vincenzo è stata quella di una pils alla ricerca di un carattere puro ed originale.
Ricetta fatta da:
4,500 kg Pils
0,300 kg Cara Pils
0,200 kg Munich
La novità era un impiantino semi-automatizzato da testare e collaudare.
47°C 20 min mash in
54°C 30 min
63°C 30 min
72°C 15 min
78°C 10 min mash out
Ammostamento abbastanza rapido, devo dire. Un po' per l'efficienza delle resistenze dell'impianto, un po' anche per la correzione dell'acidità che altrimenti ci avrebbe permesso comunque di attivare gli enzimi ma più lentamente.

martedì 10 gennaio 2012

Nuovi birrifici pugliesi Federico-dipendenti...ma allora ci avevo preso!

Fa effetto vedersi realizzate, nella realtà, le supposizioni e le previsioni formulate anche con un po' di leggerezza.
Ebbene, qualche post fa parlavo dei birrifici di Puglia che hanno scelto di puntare sull'immagine e sui vocaboli legati al simbolismo normanno-svevo per legare le propire birre alle nostre radici storiche.
Vedi Birrificio Svevo, la industriale Birra Castelberg, il Birrificio Castel del Monte.
Supposizioni, impressioni, ma sicuramente curiose scelte agli occhi di un consumatore.

Ora torno sull'argomento per portare altri due tasselli alle mie osservazioni.
Sono nati due nuovi progetti imprenditoriali birrari.

Il primo è il Microbirrificio Artigianale Altamurano, situato ovviamente nella città del pane di Altamura (BA). Non compaiono molte informazioni se non quella che si tratta di un birrificio agricolo, e sarebbe il primo di questa "categoria" a sorgere in Puglia. Dall'aggiornatissimo microbirrifici.org si leggono i nomi delle loro birre:
Federiciana (India Pale Ale 6%), Ginevra (Robust Porter 6,5%), Superambrata (Belgian Strong Dark Ale 7,5%), Suprema (Marzen 5,5%), Weizen dell'Altamurgia (Weizen 6,5%).


lunedì 9 gennaio 2012

Riscoprire "The beer hunter" su piccola e grande scala

«My name really is Michael Jackson, but I don't sing, I don't dance, and I don't drink Pepsi. I drink beer.»
Non credo ci siano altri come lui.
Il fatto che poi sia, ahimè, scomparso prematuramente ne ha fatto un mito, a maggior ragione. Lo è stato e lo sarebbe stato comunque.

Michael Jackson può dire ancora tanto a tutti. Non sono io a dirlo, ma solo a comunicarlo.
Oggi il ruolo di divo della birra in tv è stato ereditato forse da Sam Calagione, sebbene in altri modi e con altri contenuti. La sperimentazione, la formula del reality rispetto a quella del documentario e forse anche la curiosità di vedere cosa accade tra le mura di un birrificio sono ciò che fa conquistare simpatie per il programma "Brew Masters" (in italiano, Sky l'ha tradotto in "Il boss della birra", giusto perchè per noi la mafia è pane quotidiano!).
Qui la serie degli episodi da poter vedere in streaming.


Ho visto anche io questa serie, ma confesso di non essermi esaltato per tutti i cinque episodi.
Visti un paio, sono quasi tutti uguali anche se cambia la trama. E' ciò che i beerhunter odierni forse prediligono: ingredienti strani, situazioni di difficoltà e stravaganza. Ma non credo neppure il 50% delle riprese video sia frutto di situazioni realmente verificatesi.

Noi nuove leve (categoria in cui mi inserisco per forza di cose) forse snobbiamo o dimentichiamo gli insegnamenti e gli sforzi di Michael Jackson nel portare la birra in tv. O forse si ignora quella capacità comunicativa che trasuda dalla serie "The Beer Hunter", realizzata nel lontano 1989 per la tv inglese.
Mi sono messo a vederla nei ritagli di tempo di questo periodo festivo. E direi che non ha nulla a che fare con "Brew Masters", seppur assolutamente interessante anche quest'ultimo. Troppo divertente e poco impegnato nel confronto con MJ.

O almeno...io ho subito quel fascino di chi racconta la birra piuttosto che il marketing, di chi spiega cultura e metodi piuttosto di chi dissacra stili ed artigianalità. Diciamocelo chiaramente: oltre ad essere pura e semplice campagna pubblicitaria, Dogfish Head di artigianale nel processo o nella concezione impiantistica ha davvero poco, è un birrificio industriale che fa belle birre e che non pastorizza, punto.

Sono pronto a scommettere che forse solo la metà della gente, tra quelli che hanno cominciato a bazzicare di birra di recente come me, ha visto o programmato di vederne gli episodi di questa serie in cui si viaggia tra nazioni birrarie tuffandosi in stili, birrerie e birrifici storici americani, cechi, belgi, tedeschi inglesi ed olandesi raccontati nei sei episodi di "The beer hunter".
Io mi sono sentito coccolato da quelle parole, quelle immagini, quella genuina voglia di capire una birra cercando di capire le persone dietro quella birra.
E vedere riprese in posti, come quelli di Praga nelle immagini di venti anni fa, e nei locali che ho avuto la fortuna di frequentare, mi ha veramente riconciliato con il beer hunting tout court.
Illustrare le origini del lambic, degli stili tedeschi, delle filosofie birrarie europee e della rinascita americana con quattro semplici parole in pochi minuti è un dono che noi appassaionati abbiamo quasi il dovere di apprezzare se davvero vogliamo essere chiamati avere a che fare con la birra.
E come non emozionarsi ascoltando le parole dei monaci trappisti, vederne i momenti in cui producono birra ed in cui se la godono bevendola?

venerdì 6 gennaio 2012

Birre esclusive realizzate per pub: tocca ad Infermento e Prophet


Manca un mese abbondante prima che vengano tagliati i nastri per l'inizio della Settimana della Birra Artigianale.

L'evento nazionale, giunto quest'anno alla seconda edizione e targato Cronache di Birra - Artsia sotto la regia di Andrea Turco, sta già raccogliendo adesioni ed eventi da parte di birrifici, brewpub, birrerie ed associazioni di tutta Italia.

Per la Puglia l'elenco va arricchendosi sempre più. Ma soprattutto spiccano già due eventi nati da collaborazioni tra pub e birrifici.

mercoledì 4 gennaio 2012

Birra in cucina 2.0: il Birramisù fatto con la nostra porter Dencity

Volevo stupire, volevo finalmente far salire di quotazione la birra agli occhi dei miei cari.
Da tempo ci stavo pensando e ne avevo letto in giro. Ora l'occasione e la birra perfetta si sono presentate.

Ho preparato il Birramisù con la nostra porter Dencity, e l'ho proposta in famiglia per il pranzo di Capodanno.



Ho dedicato circa 30 minuti nella preparazione, quindi davvero è facilissimo!
In pratica si può dire che è tutto uguale al procedimento per il tiramisù, ma i savoiardi si bagnano nella birra.
La nostra porter, anche se robust porter, è stata deliziosa per questo esperimento. Con il suo gusto tostato, sensazioni di moka e cacao si candidava splendidamente al ruolo di "vice-caffè".

Gli ingredienti sono stati:

lunedì 2 gennaio 2012

Finalmente dei beershop in zona Bari


Negli ultimi mesi dell'anno appena trascorso si è cominciato ad avvertire qualcosa di diverso in tema di birra in Puglia. Soprattutto per quanto riguarda la situazione beershop.
Non c'è che dire, l'assortimento era e continua ad essere una lacuna agli occhi degli appassionati ed un aspetto su cui crescere per creare una vera atmosfera birraria in queste terre.
Ma qualcosa sembra cambiare davvero.
Sto assistendo alla nascita di qualche beershop soprattutto nell'area metropolitana di Bari, piazza in teoria interessantissima ma non ancora sfruttata del tutto, nè da publican nè da birrai.
Comincio con ordine.

Il primo beershop di cui ho avuto notizia un paio di mesi fa, rovistando nel web, è stato il One for the Road, situato a Ruvo di Puglia (BA).
Le uniche informazioni disponibili a riguardo sono davvero poche. Da quanto si riesce a capire dalla pagina facebook, il beershop è attivo dalla stagione estiva. Purtroppo, però, non ci sono indicazioni sull'assortimento di birre presenti, e neppure sono riuscito a ricavarne pur avendo cercato di contattare direttamente i responsabili.
Mi auguro che si rivolgano meno ermeticamente agli appassionati, almeno descrivendo il loro magazzino, altrimenti diventa complicato invogliare un consumatore che qui è già molto se si interessa a birre artigianali.