mercoledì 29 febbraio 2012

3° Meeting degli Homebrewers pugliesi...si quaglia!

Quatti quatti siamo giunti al 3° Meeting degli Homebrewers Pugliesi.
Sono soddisfatto pensando che il 1° meeting è partito da questo blog, e che conoscendoci e sciogliendoci grazie a qualche bicchiere delle nostre stesse birre si sia poi creato un gruppetto di persone che condividono qualcosa: la passione per il fare ed il bere birra artigianale e fatta in casa.


Dal parlarne al vedersi il passo è stato breve. E così, accantonate solo momentaneamente le nostre produzioni e ritrovati insieme per il 2° meeting a sguazzare con le birre di Bruno Carilli ed i nostri confronti, con il filo conduttore della voglia di impegnarsi in qualcosa di concreto, attraverso l'ormai classico coagulante Facebook e gruppo di raccolta Homebrewers baresi (la cui restrizione geografica è solo simbolica), approdiamo a questo 3° meeting.

martedì 28 febbraio 2012

Ancora calibro 75(cc) per due Olmaia e la novità di Svevo


Sempre caccia grossa, con le bottiglie 0,75 prese di mira come non mai. Sono un formato che mi sta antipatico, ma con un'ottima compagnia ed un ottimo sconto, tutto si fa più interessante.

Riflettori su l'Olmaia ancora, dato che la sua disponibilità ad Infermento è limitata a poche bottiglie. Meglio approfittare e lasciar perdere momentaneamente birre più facili da reperire.

Dopo la La 5 già bevuta in precedenza, ci buttiamo su La 9.
Non influenzati da stili, nel bene e nel male, pare subito di bere una creatura inglese sicuramente, con ben 6,5°. Naso intenso ed agrumato, non esplosivo ma di bella presenza. Al gusto un bel corpo semplice e leggero, con dolcezza appena intuibile dopo cui sembra aprirsi un bivio: seguire il filone bitter, conciliabile con le idee di premium bitter o extra special bitter (ESB); oppure provare a cadere nella tentazione di sentirne tratti più da IPA. E forse proprio IPA l'avrei definita in quel momento.
Stilisticamente la faccenda si gioca su un filo molto sottile, con qualcosa di caramellato poi molto ben avvolto da amaro astringente e che smorza la beverinità. Se fosse una vera session beer, a mio parere, avrebbe la pecca di non scendere via troppo facilmente. Al di là di questi dubbi utili solo ad esercitarsi un po', il limite della beverinità per me è reale. Poi, buona birra, per carità.

sabato 25 febbraio 2012

Birra dell'anno 2012, i risultati. La pugliese Abboccata di Birranova è l'unica premiata del sud


Rimini ancora una volta da lontano, ma la fiera Sapore 2012 non riserva solo degustazioni di birre da tutta Italia.

Il concorso Birra dell'anno 2012 decreta oggi la classifica tra le birre italiane che hanno partecipato (non tutte lo hanno fatto).
Divise per categorie secondo precise caratteristiche su cui si dibatte sempre tanto, sono così state giudicate dalla giuria composta da giudici italiani ed internazionali:



giovedì 23 febbraio 2012

Orizzontale e verticale


Acrobazie, quando la gente va via e l'aria di distende.


Pannepot 2010: cremosa, stabilmente rotonda, calda e strutturata.
Pannepeut 2010: etilica, calorosamente evanescente, slegata dal corpo, complicato mandarla giù apprezzandola.

martedì 21 febbraio 2012

Black Barley's, convivio calabrese con tante birre di livello


Bella la domenica in un pub.
Qui non avviene quasi mai, i pochi locali che puntano su birre artigianali di qualità non si sognano nemmeno di cominciare a riempire il locale di domenica pomeriggio o di offrire un luogo di incontro domenicale preserale.


Il Black Barley's di Corigliano Schiavonea (CS) ieri, era mezzo pieno già dalle 18.00.
E che gran bel pub poi. Arredamento in legno e poster di birre serie sulle pareti, una tap list con 10 vie più che interessanti.
Un bel frigo di novità ed un altro di contemplazione. Un vero e proprio santuario delle birre da invecchiamento che espongo in foto, ma in cui è possibile vedere una Bass ale addirittura del 1902, tra 8 diverse annate di Thomas Hardy's e le più antiche versioni delle trappiste (consiglio di cliccare sulla foto per zoommare sui nomi e sulle annate).
Gran bella idea quella di comunicare lo scorrere del tempo come valore aggiunto di certe birre, ponendo le basi per creare belle aspettative nella mente dei consumatori.

Dopo la valutazione del concorso per homebrewer le birre alla spina mi chiamano, e le mie papille assetate non vedono l'ora. Con i ragazzi di Beer Emotion Demetrio e Vincenzo mi imbatto in una Porterhouse Red, e mi rituffo nella Dublino che ho lasciato due anni fa. Pulita, amara quel poco che basta a sostenere il basso corpo e la sorsata ampia che si dà alla pinta. Ottima birra, nel suo genere in Irlanda non credo ci sia un concorrente.
Si continua, e con Francesco si passa su una dunkel weizen di Auerbräu, una bella carbonazione e beva spaventosamente facile per dei tratti di pulizia gustativa eccelsi.
Durante la serata non si poteva non provare la My Antonia alla spina anch'essa. Non avevo mai provato questa o altre imperial pils. Sicuramente è molto intrigante nell'aroma, con luppolatura abbondante ma non di quel pungente e penetrante delle classiche pils ceche. Il gusto è anch'esso pulito ma ridondante. Non ne vengo rapito, pur essendo sicuramente una bella birra i cui accenti forse stupiscono soprattutto gli americani.
Spazio per qualche birra fatta in casa, di cui la sorprendendemente delicata Laprima di Demetrio e Vincenzo, ipa con luppolatura neozelandese di Nelson e Citra. In più mi capita un assaggio di una porter di Corti passata in botte...non saprei dire di botti, ma uno spessore tanninico e ricco lo si può solo apprezzare.
Il generosissimo Riccardo dall'Abruzzo, oltre a portare con sè Andrea del beershop Arbiter Bibendi, riempie i suoi amici calabresi di tanta bella roba. Ed io che mi ci trovo in mezzo non posso che farmi coinvolgere.

lunedì 20 febbraio 2012

II Concorso HB Beer Emotion, bella storia e piazzamenti per i pugliesi

E' stata la mia prima volta, forse anche l'unica. Non penso di potermi accostare a chi di birre davvero ne degusta, non è neppure mia intenzione.
Però è stata un'occasione molto ghiotta la proposta di Francesco Donato e Beer Emotion per la presenza nella giuria del II Concorso per homebrewers dell'associazione calabrese, che quest'anno si è svolto a Corigliano Schiavonea (CS) presso il grande pub Black Barley's.

Arrivo in tarda mattinata in Calabria, a conclusione di una sfiancante settimana della birra artigianale.
Nel pub cominciano ad accorrere i giurati, ci si conosce e si depositano le relative birre, raccolte nelle varie sedi che Beer Emotion ha sparse in tutta la Calabria. Tutte rigorosamente a temperatura ambiente, così i le peculiarità e/o i difetti possono nascondersi molto poco.
E si comincia a lavorare: il presidente di giuria Eraldo Corti, pc alla mano, schedula tutte le birre secondo OG e stile, per poi ordinarle proprio in base alla densità iniziale.

Addirittura la quota raggiunta è quella di 34 birre, provenienti da Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo, Umbria, Veneto e Sicilia.
Il tavolo si riempie delle due o più bottiglie per birra...e cominciano a salire le scommesse e le impressioni anche sulle etichette. Da qualche etichetta approssimativa qualcosa di dubbio nasceva, mentre bottiglie di Westvleteren piene di birra fatta in casa automaticamente etichettano quello che è un appassionato con la A maiuscola. Non c'è da preoccuparsi di tutto ciò, comunque...le birre verrano poi versate da Francesco stesso senza che si veda quasi la forma della bottiglia.

Si parte!
La giuria è al completo:

ERALDO CORTI (beershop Nabbirra, Beer Emotion Cosenza)
PASQUALE DE ROSE (publican La Pinta, Beer Emotion Cosenza)
ANDREA DI FEBO (beershop Arbiter Bibendi Pescara)
FRANCESCO DONATO (Beer Emotion Reggio Calabria)
EMANUELE FITTIPALDI (publican Black Barley’s, Beer Emotion Corigliano)
FRANCESCO ALDO MELLEA (Beer Emotion Vibo Valentia)
FRANCESCO MAIO (Beer Emotion Cosenza)
ANDREA PILUSO (impiantista, Beer Emotion Corigliano)
ANGELO RUGGIERO (homebrewer, blogger Berebirra)

Cracker non salati al centro, acqua, scheda voti e penna.

Le prime birre sorprendono. In negativo, però. Basse fermentazioni come pils e alte come weizen che presentano grossi problemi, secondo me proprio di sanitizzazione. Uova marce e medicinale al naso, a volte anche al gusto. Purtroppo quasi sempre anche le seconde bottiglie della stessa birra presentavano lo stesso problema, il che fa escludere problemi legati alla singola bottiglia a favore di errori sistematici nel procedimento.

giovedì 16 febbraio 2012

A caccia con la calibro 75(cc): Olmaia, Bibere, B94


Finalmente un po' di serio beer hunting.
Quello sul territorio, oltre il beer rating, a caccia di novità locali o quanto meno da scovare tra le mimetizzazioni del sottobosco markettaro.

La promozione di Infermento è manna dal cielo per questo scopo e contro i prezzi alti della birra italiana: -25% sulle 0,75 combinato con un 3x2...favoloso per chi come noi non si ferma alla prima birra.
Fatto un certo programma sulle birre da prendere, cominciamo con ordine.

L'Olmaia La 5, 5,5%. Stranamente presente nel frigo di Infermento, approfittiamo di questo birrificio toscano, ormai lanciato su territorio nazionale, per provare a capirne qualcosa.
Questa La 5 non suggerisce uno stile in etichetta, cosa che da birrofilo non apprezzo e non sono il solo. E' una ale, ma un po' ibrida tra la scuola delle belgian ale e delle pale ale inglesi.
Naso molto fruttato, sicuramente opera del lievito. Corpo molto scarso e carbonazione bassa pur con finissime bolle. Amaro luppolato che emerge troppo presto forse, e che quindi tappa la bocca a questa birra che avrebbe potuto dire qualcosa in più.
Non è il massimo della beverinità, ma non perde dignità.


Si passa ad una dunkel weizen. E' la tanto attesa Specchia White Night di B94,
Favoloso il suo colore arancio vivo, molto intenso il suo aroma e compatta la sua schiuma con una carbonazione bella vivace.
Ottimo il compromesso tra bananoso e acidulo con il caramellato dolciastro. Un bel matrimonio per una birra semplice ma sorprendente con 6% bevibili molto facilmente.

mercoledì 15 febbraio 2012

Cominciamo male: doppio bidone, se non fosse per Doppio Zero

Niente, questa Settimana della birra artigianale è cominciata proprio male.
Pur di bere qualcosa sono stato costretto a ricorrere alle scorte in cantina.

Lunedì il programmino prevedeva una bella fuga, anzi...una vera e propria zingarata, in quel di Cistrenino. Circa 80 km di curve, tra andata e ritorno, per poter approdare in uno dei paradisi dei beer hunter, il Nincasi.
Provando a chiamare il numero per le prenotazioni, però, qualcosa risultava strano.
Il lunedì non ci risultava giorno di chiusura, ma il telefono risultava spento.
Possibile abbia cambiato la chiusura? Possibile sia addirittura in ferie?
Che si fa? Si rinuncia per un semplice sospetto? Qui si fa l'Italia o si muore (cit.)
Basta, ci andiamo lo stesso, non è possibile sia chiuso.
Tac...mezz'ora di strada per essere smentiti da una saracinesca inequivocabilmente abbassata.
Bestemmie varie in lingue morte...ma fortunatamente il piano B prevedeva un'ottima pizza napoletana. Ma veramente napoletana, al celebre DoppioZero, sempre Cisternino.
Non è stata certo una scialba Bonne Esperance a consolarci. Fortunatamente, però, sempre di cereali si è parlato. La monumetale professionalità di Bartolo, proprietario del locale, si è manifestata non solo nella qualità della sue pizze, ma anche nella chiacchierata a seguire sulle farine, sulle scuole di pizzaioli napoletani, sulla qualità di questo prodotto tutto da esplorare.
Penso di essere una buona forchetta, eppure non mi piace perdermi in descrizioni gastronomiche con voli pindarici. Però, c'è da dire che dietro a farine, lievitazione, metodi e modi di lavorare gli impasti c'è tutto un mondo, e ne comincio ad avere la conferma ad ogni piccola esplorazione come questa.
E ripenso all'osservazione di non ricordo chi (vuoto...mi aiutasse chi può...) che parafrasa Kuaska.
Non esiste la pizza, esistono le pizze (semi cit. ...forse è sua anche questa)
E comunque al Nincasi si ritorna, nonostante sia sempre complicato prenotare, andarci e capire quali birre sonoo disponibili e quali invece no. Ed almeno una birra in più credo ce la meriteremo!

E ieri...martedì...ecco finalmente un'occasione imperdibile.
Serata bavarese presso La Cantina della birra. Stavolta non si scappa, si comincia sul serio la settimana: birra in botte a caduta, no-stop con stanghette per misurare quanto di diverti.
Amici vicini e lontani convinti a venire, pianificazione del cibo da incorporare nello stomaco prima della serata fiume, itinerario pianificato per prelevare partner e compagni. Ci siamo.
Ah...ci si mette anche qualche fiocco.

venerdì 10 febbraio 2012

Come sarà la mia Settimana della birra artigianale 2012


Si avvicina, manca poco. Pochi giorni e sarà Settimana della Birra Artigianale.
Speravo di affrontarla con goliardia e spensieratezza, ma certe faccende non sono andate per il verso migliore.
E allora il buon motivo per bere non sarà più la voglia di festeggiare, ma la voglia di dimenticare la giornata di oggi.

Di eventi ce ne sono a bizzeffe. Sarebbe anche superfluo elencarli uno per uno.
Provo ad elencare, invece, il mio personalissimo programmino, che prevede per ogni giorno della settimana una serata diversa. Ovviamente ho cercato di scegliere il meglio, anzi, "il mio meglio" rispetto a quello che c'è nel raggio di 40-50 km.

Ci sono anche eventi come la presentazione della Alice in Hopland (B94) presso il Prophet pub a Lecce o i laboratori di Infermento sulle birre al pepe rosa e sullo stile Tripel che non avrei voluto perdermi. Ma in compenso mi concederò un'altra eccezione in termini di distanza (leggi dopo).

Ho anche previsto, però, qualche capatina in luoghi che non hanno aderito ma che hanno pur sempre tante belle birre da restarci una serata intera.

Allora, comincio:

giovedì 9 febbraio 2012

Altro giro, altre birre: X anno e Piper Pink


Novità, ancora novità.
Stavolta non nuovi birrifici ma nuove birre.

Sono notizie che girano già da diverse settimane, ma che tuttavia è sempre necessario ufficializzare ed è sempre ordinato, per me, raccoglierle qui.
La prima birra è targata Birrificio Svevo. Il primo birrificio artigianale pugliese, nato dalle mani di Vito Lisco, festeggia questo traguardo con la X anno. Si tratta di una American Pale Ale di 5% alc. con luppoli Columbus e Cascade.
Sarà presentata in anteprima presso il Groove di Matera domenica 12 febbraio, per poi essere proposta in Puglia sabato 18 febbraio presso Infermento a Polignano a mare.

La seconda novità è la Pink Piper di Opus Grain.

martedì 7 febbraio 2012

Piccolo birrificio indipendente Decimoprimo, nuova tessera nel puzzle birrario pugliese

Ogni tanto, in momenti di alleggerimento da attività universitarie e lavorative, mi concedo un po' di giri di click sul web, una specie di "brewery hunting" (chiedo scusa per la storpiatura di un termine ben più sensato), alla ricerca di qualche nuovo birrificio a me sconosciuto o proprio birrifici nuovi di zecca all'orizzonte.
Capitando sul sito della Settimana della birra artigianale sono finito sulla pagine degli aderenti pugliesi. Ed ho visto, con stupore, la presenza di una birrificio sconosciuto. Il cui logo, devo dire, mi ha subito incuriosito.
Si chiama Piccolo Birrificio Indipendente Decimoprimo, ed è in territorio di Trinitapoli (BAT).
Provo a spulciare il web, ma niente. Ma la pagina Facebook, ancora una volta, si dimostra il miglior veicolo per conoscere e far conoscere, tanto l'uso spasmodico che se ne fa dei social media. Avevo visto già che era in uscita una birra con un'etichetta molto carina...insomma, le informazioni mi stavano cominciando a piacere.
Trovo un indirizzo mail...e penso che, quasi quasi, vale la pena chiedere qualcosa in più.
Gentilissimi mi dicono di pazientare qualche giorno a causa degli ultimi preparativi prima dell'apertura ufficiale dell'attività, in quanto vorrebbero raccontarmi per bene di loro, della loro avventura e delle loro idee.
Accetto la proposta, e mi metto affacciato alla finestra della posta.
Ieri sera finalmente ricevo una loro mail, e dunque ho decisamente qualcosa da scrivere qui per informare i pugliesi birrofili di questa prossima realtà. Pare sia il primo ad avergli chiesto qualcosa, per cui ben felici mi hanno accontentato raccontandomi questo loro inizio.
Michele ed il suo staff mi raccontano di non essere ancora possibilitati a produrre per ultime beghe burocratiche, ma in barba a tutto hanno dato la loro adesione alla Settimana della birra artigianale, occasione unica per farsi conoscere da qualcuno in più.

Innanzitutto qualche notizia sul nome e sui loro tempi.
[...]"Decimoprimo” perché in quel periodo in Puglia si contavano dieci (fonte www.microbirrifici.org) tra microbirrifici e brewpub . “Decimoprimo” quindi perché saremmo stati l’undicesimo microbirrificio a nascere in Puglia. Oggi andando a controllare sul sito, ci sono venti produttori, ma noi no! Noi però siamo e rimarremo Decimoprimo!
Il progetto Decimoprimo parte ufficialmente tre anni fa. Parte in primo luogo dalle competenze tecnico-scientifiche e poi dalla passione. Io, il birraio, sono un biologo laureato in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, con un master universitario di secondo livello in "Gestione Intergrata di Sistemi di Sicurezza e Qualità degli Alimenti” presso l’Università degli Studi di Bari, un passaggio molto interessante presso l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata e una parentesi da ricercatore presso il CNR.[...]

Ed ancora, qualche altro stralcio per capirne la loro filosofia:

[...]Avrai notato che non si parla di “microbirrificio artigianale”, ma di “piccolo birrificio indipendente”. Non è un piccolo particolare, ma è l’essenza del nostro pensiero. Parlare di microbirrificio artigianale è per noi una rappresentazione non sufficientemente completa della nostra filosofia aziendale. Microbirrificio è una parola composita. Il prefisso “micro” non ha bisogno di troppe spiegazioni: significa piccolo. Birrificio indica che si produce birra. Artigianale invece  a volte è un termine un po’ vago, abusato o, peggio ancora, usato a sproposito. Pensiamo che non tutto ciò che è artigianale sia necessariamente migliore di ciò che è definito “industriale”, anzi molto spesso è vero il contrario! Ci sentiamo molto più rappresentati dal semplice concetto di “small independent breweries” degli inglesi e degli americani, che con tre parole dice che: siamo piccoli, siamo indipendenti e che facciamo birra![...] 

mercoledì 1 febbraio 2012

Archeologia del movimento. Kuaska in Puglia già 7 anni fa..chi c'era?

Quando la barca comincia ad andare, non si ferma più. Ma per farla partire non è che sia sempre facile.
La metafora è un po' sempliciotta, lo so, ma dobbiamo immaginare così gli inizi della cultura della birra artigianale (o forse è ancora presto qui per darle questo nome...diciamo entusiasmo intorno alla birra artigianale), almeno per quanto riguarda la Puglia, ed in particolare la zona Murgia da dove scrivo e osservo.

Chiacchierando con amici e publican ogni tanto si rispolvera qualche episodio storico, di cui io stesso ho voglia di erudirmi perchè non è che sia su questa barca da chissà quanto tempo, seppur coltivando da anni l'homebrewing.

Ebbene...uno degli episodi di cui a volte ho sentito parlare e che ha destato in me curiosità crescente è una delle prime (se non la prima...chiedo conferma a chiunque lo sapesse con certezza) visita ufficiale di Lorenzo Dabove "Kuaska" nelle lande baresi.
Sapevo l'evento si fosse svolto in quel di Mola di Bari (BA), tranquilla cittadina sul mare, in cui personalmente non ho mai avuto sentori di fermenti legati alla birra di qualità.
In più un gentile lettore, il signor G. (e che invito a commentare ed arricchire questo post), scrivendomi una mail mi ha proposto proprio una sua foto scattata in compagnia di Kuaska, al chè mi sono chiesto se l'evento di degustazione in questione non fosse proprio questo famosa serata.
Tra l'altro la legenda che riguarda quella serata narra addirittura che il maestro Dabove non abbia ricevuto "sufficiente contropartita" in cambio della sua presenza...
O almeno, così pare sia stato.

Preso da questo tarlo, ormai, ho semplicemente provato a cercare informazioni in rete.
E mi sembra di aver trovato proprio la serata incriminata.
Le informazioni portano alla data di lunedì 21 marzo 2005 ed al locale beershop La bottega della birra. Il sito "miniera" di informazioni è Mondobirra, ne linko solo una parte ma c'è tutto qui: