venerdì 31 agosto 2012

Altro giro di Belgio al Birrarium


Altra grande serata al Birrarium di Acquaviva.
La scelta stavolta è stata dettata per lo più dal Belgio, con una piacevole eccezione.

De Glazen Toren,il birrificio della "torre di vetro" belga è sugli scaffali del Birrarium con un paio di proposte.
Siamo partiti dalla Saison d'Erpe Mere, dal gran bel naso in cui c'è già tutto: lievito gentile e speziato, frumento e secca freschezza.
Così la descrivono su passionebirra.it:
Birra stagionale ottenuta secondo la migliore delle tradizioni delle saison dell’Hainaut, con ingredienti accuratamente scelti: acqua proveniente da un profondo pozzo artesiano (- 33 metri) che si trova proprio sotto la fabbrica, malto Pilsener Dingermans’, frumento di Bamberga, zucchero liquido, luppoli Saaz e Hallertau e lievito, senza nessuna spezia in aggiunta.E’ una birra dal color biondo d’oro, con schiuma compatta, abbondante e molto persistente. Al naso note luppolate, fiorite, con un finale ricco di malto ed un tocco di lievito aspro. In bocca offre una sensazione gradevolmente dolce di agrumi (limone) all’inizio, per avvertirvi poi la prevalenza del lievito, molto secco, e del luppolo, che ritorna prepotente nel finale.
Quando qualcosa di complesso si esprime con carattere semplice, alzo le mani e non mi spreco neppure in tante parole. Con 6,9% alc., forse tra le saison migliori per completezza ed appagamento generale oltre che per evidenza dei tratti caratteristici.

Intermezzo sempre belga, ma con la SloCK di De Graal. Birra dalla ricetta ispirata dal noto Carl Kins, giudice internazionale nonchè eminenza birraria, un po' dappertutto viene indicata come Belgian IPA da 6,5 alc.
Senza peccare di presunzione nè di inesperienza, posso senza dubbio dire che non ricorda una birra in questo stile, se l'intento voleva essere proprio questo.
Queste le parole del blogger di belgianbeerspecialist.blogspot.com:
Wim (Wym Sayens, proprietario di De Graal, ndr) enjoys bitter, hoppy beers, so he was receptive when Carl Kins asked him to brew a special beer a couple of years ago. Carl related the story to us “I travel to the U.S. every year, for the GABF and other events. I wanted to have a special local Belgian brew crafted for my 50th birthday: one with American hops and Belgian yeast. So, I asked Wim to brew SloCK, and it has now become so popular that it is a regular De Graal beer. It has 55 ibu and 6.5% abv, but it’s not really an IPA. It has a fruity character due to the hops used. It’s also very drinkable but not overpowering. There are no herbs or spices used either.”
Più che altro è una Belgian Ale, sia per un colore alquanto pallido che per la quasi assenza di note amare, con qualche spezia e sentore floreale basso solo in aroma ed un profilo gustativo prettamente "grainy".

venerdì 24 agosto 2012

Birrarium, Tipopils vs Viaemilia ed il nuovo ricco beer shop


In un periodo estivo zeppo di impegni serali non avevo ancora avuto modo di recarmi ad Acquaviva delle Fonti al nuovissimo beer shop - birreria Birrarium.
Locato in un bel locale del centro storico, si propone con 250 etichette ed un banco spillatura a 3 vie. Accostamento in legno moderno su una pietra locale, appare semplice ma d'effetto.
E' solo la birra la protagonista, ed a completare l'offerta ci sono semplici e stuzzicanti sfizi della tradizione, tra taralli, bombette e taglieri.
Ci sono andato in compagnia di amici birrofili, e siamo rimasti più che colpiti, dagli scaffali e dall'ordine schematico con cui le birre sono disposte ed anche dalla presenza di materiale per l'homebrewing in bella mostra, con l'intento di cominciare a far prendere confidenza con il bere ed il fare birra.
Ci siamo sbizzarriti in birre, lesinando sulla quantità ma prendendo il meglio che a primo impatto abbiamo adocchiato.

Abbiamo deciso di cominciare con un duello che sta diventando sempre più classico tra due birre che esprimono sia che creatività che tecnica, ma anche la storia del nostro movimento.
Sto parlando delle cosiddette "italian pils" Viaemilia di Birrificio del Ducato e Tipopils di Birrificio Italiano. Una degustazione con analisi quasi in parallelo.
L'unanime parere è stato a favore della Tipopils, seppur un generale pareggio sia più corretto in base alla differente interpretazione che entrambe forniscono rispetto allo stile pilsner.
L'una, la Viaemilia, sembra decisamente fine, gioca di fioretto sulla beverinità e sulla delicatezza del corpo e della luppolatura per nulla invasiva, ed ottiene sicuramente facilità di una birra da pasteggio e che non ha bisogno di presentazioni nè di essere compresa a livello di complessità.
L'altra, la Tipopils, dimostra sicuramente più carattere. La luppolatura è sia più erbacea al naso, sia più presente nell'amaro e nella leggera frizzantezza pepata, e si stende con un corpo un po' più rotondo con note anche biscottate e maltate. Entrambe sul modello di keller pils tedesche, hanno ricevuto riconoscimenti quasi univoci alternandosi sul podio di concorsi internazionali in questi anni.
In questa coppia, la Viaemilia recita un delicato ruolo più gentile, quasi femminile, mentre la Tipopils mostra qualche filo di muscolo ed una voce più tipicamente maschili.
Bella sfida, comunque, ed un bel livello raggiunto su questo stile da due birrifici italici. Segno che costruendo nel tempo si ottiene qualche punta di qualità.
Sarebbe bello ancora continuare ad assaggiare esempi di pils all'italiana, appena ne vedremo in giro.

martedì 21 agosto 2012

Una ale americana ed una inglese: Anchor Liberty Ale e Ridgeway Bitter


Un'altra accattivante (per me) produzione del californiano, storico birrificio Anchor, finisce nel mio carrello della spesa. E' la Liberty Ale, american pale ale dall'aroma pungente, fumoso, di bosco ed erba selvatica, muschio.
L'uso del Cascade è evidentissimo e devastante, pur non facendo cadere questa birra nella lista degli amanti del luppolo estemi.
La schiuma è di un bianco crema. Il corpo maltato si stende sostenuto da una bella frizzantezza e pepatura, ed un amaro sempre in agguato, che poi si rilassa nel finale rivelando il dry hopping.
Colore dorato, in effetti si sente che non corrisponde ad una ale da session beer, i 5,9% però sono più che piacevoli.
Apa potrebbe anche esserlo, ma ha caratteristiche gustative che si distinguono, soprattutto sulla percezione del luppolo in retro olfatto.
Il lievito è un po' difficile da gestire, poco stabile sul fondo nonostante ore ed ore in frigo. Decisamente una grande birra, vintage quanto le altre produzioni Anchor ma che ha molto da dire nel panorama non solo americano.

Volendo stappare qualche ale della madre patria, invece, ho approfittato della Bitter del birrificio inglese Ridgeway. La birra va alla perfezione nella pinta dato il formato da 50cl, e quanto avanza viene perfettamente occupato dal una schiuma alta e soffice, non pannosa ma molto rassicurante.
Un aroma non clamoroso, come era da previsione. Lascia immaginare una parte maltata biscottata che in effetti ritrovo subito al primo sorso. La frizzantezza è parecchio elevata, e sostiene alla perfezione la struttura di questa birra di soli 4,0% alc..
Non mi riesco a ritrovare inizialmente con la parte finale che avrei dovuto percepire alquanto amara. Almeno inizialmente non sento alcun apporto amaro, piuttosto emerge una parte maltata solo appena bilanciata da note floreali luppolate. Diacetile avvertibile, sensazione burrosa in bocca dove però crea una bella facilità di bevuta.

venerdì 17 agosto 2012

Tribirra- day 6: La cotta pubblica di Luppulia

Concludo con una postilla la serie di post sul Tribirra 2012 che ho provato a raccontare giorno per giorno.
L'ultimo giorno è stato, più di tutti, il giorno di Luppulia.
L'associazione birraria pugliese ha animato il festival con informazioni, dati sull'homebrewing e notizie sulla birra artigianale, tesserando ben 48 ulteriori soci, vincendo medaglie al concorso per homebrewers, creando interesse e curiosità.
Lunedì 13 è anche stata fatta una cotta pubblica con tantissimi curiosi già dalle prime ore della sera.

Tutto è partito alle ore 19.00 quando già molti curiosi, passanti o recatisi appositamente, hanno cominciato a circondare lo stand e la postazione con pentole ed attrezzature.
Ivan Tarricone ha condotto un'ottima introduzione al mondo dell'homebrewing, descrivendo anche le prime fasi della cotta al numeroso pubblico interessato. Circa 40 partecipanti, in un orario decisamente precedente all'apertura degli stand e dei banconi di spillatura, è un fatto che ci ha subito fatto capire quanto la gente fosse davvero interessata.

martedì 14 agosto 2012

Tribirra-day 5: il concorso homebrewers Tribirra 2012


Un giorno troppo pieno ed impegnativo quello di ieri, e così rompo la continuità di questo diario di Tribirra raccontando solo oggi la giornata di domenica.

Domenica è stata, più che della selezione di birre italiane allo stand (sono finite tutte), la giornata del concorso per homebrewers.

La giuria si è riunita di mattina ed ha dato il via alle danze intorno alle ore 10. Ben 36 le birre in gara, divise per 6 categorie. La giuria composta da 14 persone è stata divisa in due commissioni da 7 giurati ciascuna, ed ha espresso pareri su quello che gli homebrewers pugliesi e non hanno offerto "in dono" per concorrere ai premi di categoria e assoluto.
Facce molto perplesse alcune, il concorso a detta di alcuni giudici non è stato di alto livello. Ci si aspettava qualcosa in più, la qualità è stata medio-bassa.
Ho assaggiato qualcosa anche io "dietro le quinte", e devo dire che concordo. Alcune birre avevano degli evidenti difetti già dal naso, ed il secchio posato per terra la dice lunga sulla difficoltà di gustare qualche birra.
Alcune birre, poi, hanno presentato l'aggiunta di ingredienti un po' discutibili, soprattutto nelle proporzioni. A memoria ricordo una ale con zenzero e peperoncino troppo evidenti, o una weiss con rosmarino e limone.

La giuria si è divertita molto, sia per simpatici intermezzi tra giurato e giurato, sia con commenti tra il serio ed il faceto sulle birre, come è naturale che sia.
Il presidente di giuria, Francesco Donato, ha dato delle valide linee guida, ed è stato simpatico assistere anche alla "taratura" dei giudici, che prima di cominciare si sono messi d'accordo sulle voci delle schede di valutazioni guidati da Schigi ed assaggiando insieme una Beva di Birranova, birrificio dove si è riunita la giuria.

domenica 12 agosto 2012

Tribirra-day 4: Migdal Bavel e le Cerevisia Vetus


Allo stremo delle forze, ma sarebbe un vero peccato non parlare delle birre di ieri sera e di quanto veloci siano andata via prosciugando i fusti allo stand della selezione Tribirra.

Non si lasciano le cose a metà, e allora parliamo ancora di Extraomnes.
La seconda birra che abbiamo attaccato è stata la Migdal Bavel. Base e stile saison con 6,6% alc., con aggiunta di pepe di Sichuan e mirra in bollitura, o più esattamente a fine whirlpool.
Birra veramente notevole, con una carbonazione medio-alta ed una pepatura elegantissime che hanno incorniciato il carattere citrico di questa birra, realizzata con gli americani di Stillwater.
Se devo affiancarla alla Zest, devo dire che ho gradito più la finezza di questa birra che l'esplosione sensoriale della Zest stessa.
Ad un certo punto della serata è stata l'unica birra bionda beverina disponibile alle spine, tanto che l'ho spinta come "birra normale" quando i consumatori ne facevano questa richiesta presentandosi al bancone.
Magari tutte le "normali" (che poi...non ho ancora capito bene cosa si intende per normale) fossero così!

sabato 11 agosto 2012

Tribirra-day 3: da Prius eXXtra a Zest


Terzo giorno, comincia a diventare difficile scrivere tra il riposo, il lavoro e le ore al bancone di Tribirra.
Ma il tempo lo trovo, sempre.

Mi soffermo sempre sulla selezione di birre italiane presenti sotto le mie mani, tra cui credo si trovino alcune tra le migliori birre presenti. Non sono mie, è un parere da consumatore.

Su ieri sera approfitterò percorrere un ponte passando da un birrificio all'altro.
Parlavo di Siebter Himmel e delle birre di Nicola nel post precedente, e ne parlerò ancora un altro po' e poi prometto di smettere, seppure io sia molto tentato di insistere sulle sue creazioni.
Ieri sera non è stato possibile frenare la voglia di altre birre, e così abbiamo attaccato la terza ed ultima del birrificio varesotto.
E' la one-shot Prius eXXtra. Chiaro il riferimento alla XX bitter di De Ranke, una delle mie birre preferite in assoluto.
Nicola ha interpretato questo stile che di per sè è già un'interpretazione della mano amara inglese in birre ad alta fermentazione.
Il risultato è molto apprezzabile. Tenore alcolico 6,9%, 70 IBU con soli luppoli europei che distinguono tutte le produzioni Siebter Himmel.
Ottima schiuma bianca quasi pannosa e compatta, la birra appare di color dorato opalescente. Al naso è molto fresca con un profilo abbastanza delicato, anche se non ho fatto in tempo a farla scaldare tanta era la voglia di berla.
In bocca appare davvero masticabile, un pane liquido molto appagante e dalla persistente presenza di corpo. Non è birra facile, nè da fare nè da bere in velocità.
Il tono amaro finale arriva senza forzare, con calma e docilità, e si distende sul palato. La mano dell'amaro sulle sue birre è sempre riconoscibile, non è scellerata, non è neppure brutale nè assassina. E' pacata ma altrettanto quadrata.

Il ponte tra Nicola e Schigi è la loro vicinanza geografica (lombardi entrambi i loro birrifici) nonchè brassicola ed affettiva.
Di Extraomnes non ho ancora parlato della Zest, presente in queste tre serate a portare alto il nome del birrificio. Stasera con tutta probabilità sarà affiancata dalla Migdal Bavel attesissima saison, mentre ci sono problemi tecnici per la Devochka, Buskers beer, quindi niente.
Dicevo di Extraomnes, non è che ci sia tanto da dire su di loro. Grandi classici belgi nella loro linea, e poi alcune novità che periodicamente stanno arricchendo il roster del birrificio di Marnate. Coffee stout, birre di Natale, black saison, e tanta roba in cantiere.
Questa Zest è belgian ale ma con già un carattere diverso dalle birre di ispirazione fiamminga.
Schiuma molto presente, anche un po' pazzerella, ma bianca e pannosa.
Al naso è già da standing ovation, agrumata come non mai di lime e pompelmo su tutti, pungente ed intensa.
In bocca vira su un citrico fruttato, che grazie al sostegno di bolle a grana fine ed un'ottima carbonazione, esprime al meglio il suo potere dissetante.
Corpo medio e lieve, non è lui il protagonista della scena. L'attore che entra in scena è l'amaro. Ripulente inizialmente, appagante nel mezzo e lungamente avvolgente nel finale.
Molto persistente e quasi instancabile. Può creare dipendenza così come può forse stancare qualcuno.
Un'ottimo risultato dal punto di vista tecnico di sicuro, una buona carica dissetante, paga un po' sulla distanza. Forse è questo un neo se non sai della presenza del luppolo Citra e dell'agrumato ("zest" è anche una parola inglese che indica "scorza d'arancia", "nota piccante", entusiasmo"...quale nome più azzeccato).

Non ha prezzo, poi, avere Schigi dall'altra parte del bancone che ti chiede di spillargliela.
Basta, chiudo con questa immagine, di cui a breve ci sarà una foto.

Cheers!

venerdì 10 agosto 2012

Tribirra-day 2: Siebter Himmel e le sue meravigliose belghe


Prima serata ok, seconda serata anche.
Gente sempre presente, sicuramente in crescendo dato l'avvicinarsi del wwek end pre-ferragosto.
Birre sempre alla grande, pubblico che vedo sempre più informato e che a volte si dirige sparato verso le birre che vuole.

Dunque, stessa line-up di spine anche ieri nello stand della Tribirra's beer selection dove spillo.
Ieri Birrone, oggi vediamo un po' di parlare delle Siebter Himmel. Parliamone...sì, perchè a voler trovare dei difetti è un problema.
Nicola "Nix" Grande ha fatto capolino proprio ieri tra gli stand (anche Schigi...di lui e della Zest parliamo domani, va'...) dapprima testando la condizione delle sue birre, e poi raccontando qua e là ai curiosi qualcosa in più su Aes e Prius.
Sono queste le sue birre al Tribirra, oltre ad una novità one-shot Prius Exxtra che sarà attaccata nelle prossime serate.

E allora, Prius. Mettere il naso sulla sua schiuma bianca è come annusare i banconi dell'angolo esotico al fruttivendolo. Ananas e percoco direttamente nelle narici, merito del lievito da birre trappiste. In bocca un bell'equilibrio subito si preannuncia, con un leggero attacco dolce che poi si arrotonda e si adagia su un corpo molto presente. Basso contenuto alcolico, 4,7% appena, con una sensazione quasi di trebbie e di farinaceo nel bel mezzo della boccata. Allieta ed appaga, con colpo finale di amaro quanto basta a richiamarne altri di sorsi.
Una blonde sui generis, di sicuro, non molto secca come ci si poteva aspettare, scorrevole ma senza compromessi in termini di complessità gustativa.

Anche sulla Aes è facile soffermarsi. Una speciale belge, vale a dire una birra ambrata brassata dai belgi ma all'inglese. Nicola è andato sul difficile stavolta, o meglio, ha ripescato uno stile della tradizione belga quasi mai rivisto o reinterpretato nonostante sia una summa di due scuole brassicole, la belga e quella inglese.
Cito nuovamente da Inbirrerya le caratteristiche di questo stile, visto che non è sempre facile inquadrarlo: [...]Entrando adesso più nello specifico, le belgian amber ales (da non confondersi assolutamente con le red ales del Belgio, delle quali parleremo in un altro post) sono un po’ le capostipiti di tutta la famiglia. Simili alle “cugine” pale ales inglesi, sono tutte ben provviste di un bel colore ambrato e sono, generalmente, facilmente e gradevolmente bevibili. Non particolarmente alcoliche (sono tutte fra il 5% e il 7% ABV), e soprattutto assolutamente non acide (come le red ales), hanno, solitamente, una bella luppolatura (20-30 IBU), spesso associata ad una buona componente speziata e fruttata. Gli esempi in Belgio di questa tipologia sono innumerevoli, a partire dalla più famosa in assoluto, cioè la De Koninck: la Petrus special, tutta la gamma ambrata della Palm, la piccante Horse Ale, la luppolata Op-Ale, l’asciutta Ginder Ale, la ricca Vieux Temps, la Artevelde Gran Cru, la robusta e corposa Quintin Ambrèe, la Houten Kop e la classicissima Pauwel Kwak, oltre all’altro must rappresentato dalla Gouden Carolus Ambrio. La John Martin’s, la famosa brouwerij anglo-belga, che festeggia quest’anno il suo centenario, propone (con la propria linea di birre Gordon) la meglio riuscita contaminazione fra la tradizione britannica delle Pale ale e la variante belga delle stesse ales.[...]

giovedì 9 agosto 2012

Tribirra-day 1: Birrone e le sue basse fermentazioni


Eccomi, inauguro anche qui sul blog la sei-giorni di Tribirra.
Anche quest'anno mi trovo dall'altra parte del bancone, e quest'anno il livello medio delle birre è superiore.

Dividendomi tra lo stand Luppulia e quello dove spillo una selezione di artigianali italiane, ho notato che la festa è partita alla grande, nonostante fosse un mercoledì l'affluenza è stata buona.
Ben 6 le vie da gestire, non un compito facilissimo, devo dire, ma non mi tirerei indietro affatto con queste birre.

Le 11 birre italiane selezionate saranno ruotate durante le 6 serate. Per cui pian piano mi soffermerò su alcune, tanto tempo ce n'è.
Qualche bevuta di altre birre pugliesi sicuramente farà notizia.

Dunque, credo di poter già dire qualcosa sulle birre di Birrone. Il birrificio di Isola Vicentina (VC) si è presentato con tre birre, tutte già attaccate da ieri sera.
Ricapitolando, ci sono Brusca keller pils (4,9% anche se sul sito è 5,0%), Scubi e Punto G. Sono tutte birre a bassa fermentazione, cioè realizzate con lieviti che lavorano a basse temperature e che si depositano solitamente sul fondo del tino di fermentazione, caratterizzate da gusto pulito e maturate anche diversi mesi a temperature di poco superiori a 0°C.
A questo punto colgo l'occasione per approfondire qualcosa in più su questi stili, non sempre rintracciabili sul territorio nazionale se non nelle regioni più a nord.

A proposito della keller pils Brusca, tra le tre credo fosse la più in forma. Un buon attacco maltato ed un'elegante luppolatura. Un amaro erbaceo nel finale ma pressocchè distante dal classico Saaz che ci si aspetta. Sicuramente una pils di stampo tedesco con luppoli ugualmente germanici, a dare un finale appena amaro, con schiuma e carbonazione mediamente presenti.
Viene presentata come keller pils, e allora sul sito German Beer Institute vado a scovare qualche dettaglio in più.
Traduco: [...]" Le autentiche Kellerbier hanno effervescenza molto bassa, perchè sono tipicamente servite "ungespunded" (stappate), cioè vengono fatte maturare in botti di legno con i lieviti ancora attivi, ma con il tappo non fissato. Appena il lievito fermenta gli zuccheri residui nella birra e li converte in ulteriore anidride carbonica, al gas è possibile uscire attraverso l'apertura del tappo. 
Essendo solo sotto la pressione atmosferica, una kellerbier tradizionale è molto torbida a causa del lievito e non ha quasi per nulla schiuma data l'assenza di carbonazione. Termina molto asciutta (in bocca, ndr) con rilevanti note sia di luppolo che di malto in equilibrio.
Le kellerbier sono ottime come aperitivi servite prima dei pasti per stimolare l'appetito." [...]
Quindi più che uno stile, dire keller non è attenersi ad una birra nello specifico ma significa indicare una lager maturata con questa tecnica.
Per cui ho motivo di credere che da Birrone abbiamo appioppato questo nome perchè anche loro usano questa tecnica. Al di là di tutto ribadisco il mio apprezzamento sincero per questa bella pils.

domenica 5 agosto 2012

Panoramica sui birrifici presenti a Tribirra


Pochi giorni ancora a Tribirra, il festival a cui sono più legato, per vicinanza sia geografica che affettiva.
Ho linkato diverse volte l'elenco delle birre presenti al festival, che quest'anno sono ben 28. Non solo un balzo in avanti in termini di quantità, ma anche di qualità e rappresentanza geografica.
Infatti i birrifici presenti provengono da sud, centro e nord Italia (mancano solole isole!) e ci sono sia prodotti di punta conosciuti dal pubblico più attento che novità.

Cercherò anche quest'anno di fare aggiornamenti giornalieri da Tribirra, sempre che le condizioni fisiche e "biliari" me lo consentiranno. Anche stavolta avrò l'onore di essere presente non solo dietro al banchetto di Luppulia, l'associazione birraria pugliese che curo con altri appassionati, ma anche al di là del bancone dietro qualche interessante spina. E quest'anno ce ne sono davvero di tante.

Si comincia dal sud.

Ovviamente fa la parte del leone Birranova, birrificio di casa con sede a Triggianello, dove in pochi metri quadrati saranno concentrati stand birrari, birrificio e locale di mescita La Cantina della birra.
Le birre Birranova sono ben 12, con produzioni sia stagionali che fisse: Trebbiana, Abboccata, Beva, Linfa, Negramara, Negramara Extra, Twit, Why Not, Novapils Light, Son of a beer, Say no more, Weizen.
 Inutile spendere altre parole sul birrificio di Donato Di Palma, in continua ascesa nel corso degli ultimi anni (premi raccolti a Birra dell'Anno 2012 e nelle precedenti edizioni) e fulcro del movimento artigianale pugliese.

Restando in Puglia c'è Bibere, il micro con mescita a Corato (BA) e che si appoggia proprio sugli impianti di Birranova.
Oltre alle birre Rubea ed Incipit presentate lo scorso anno sempre a Tribirra, ci sarà una novità Supra.
Sicuramente ci sarà modo di parlare con Antonio Diaferia o con i suoi soci della loro attività durante questi mesi.
Per chi non li conoscesse, oltre ad un excursus sulla scorsa edizione consiglio questa intervista, che seppur datata racconta la loro storia.

Il quadro pugliese si completa col birrificio Svevo, primo pioniere birrario della regione. Si presenterà a Tribirra con un suo cavallo di battaglia, la Germana, ed una novità degli ultimi mesi, la X Anno, celebrativa dei dieci anni di attività.
Mi attendo la presenza del birraio Vito Lisco, data la cortissima distanza da Bari.

giovedì 2 agosto 2012

Cultura birraria a Tribirra e cotta pubblica

Torno su Tribirra, non per parlare delle birre. L'elenco è stato fornito, ed una volta che lo leggi non è che puoi fare altro che immaginare. Bisogna solo attendere che vengano attaccate le spine, solo dopo se ne può dire qualcosa. Anzi, anticipo che sicuramente replicherò il "diario di bordo" che provai a redarre lo scorso anno!
Metto a fuoco la presenza di Luppulia, l'associazione birraria pugliese, che sarà presente al festival.Tutte le attività sono illustrate sul sito. Oltre all'affiliazione a MoBI, la promozione della cultura birraria attraverso info su birre e sull'homebrewing, sicuramente spicca l'evento del 13 agosto, vale a dire la cotta pubblica.
Dal sito:

"Non è tutto qui. Manca una delle più importanti attività. Da homebrewer quali siamo, non potevamo fare a meno di fare una birra dal vivo (come se non ce ne fossero già abbastanza a Tribirra :) ).
E'quello che si chiama "cotta pubblica", cioè una cotta di birra sotto gli occhi di tutti, senza segreti nè ingredienti ignoti.
Faremo toccare dal vivo quello che significa crearsi la propria birra, seguendo certi stili di riferimento ma anche personalizzando con l'aggiunta degli ingredienti più interessanti.


Faremo toccare dal vivo quello che significa crearsi la propria birra, seguendo certi stili di riferimento ma anche personalizzando con l'aggiunta degli ingredienti più interessanti.
Per l'occasione brasseremo una birra tipicamente inglese, una Pale Ale."


Direi è una bella occasione, una summa del movimento pugliese degli homebrewer e dei consumatori consapevoli che in Puglia può spiccare ulteriormente il volo.

Appuntamento a Tribirra, dunque!

Cheers!

mercoledì 1 agosto 2012

Prima raccolta di luppolo...quanta energia in un attimo!


Passano poche settimane, non ho neanche il tempo di aggiornare mentre qui i fiori diventano sempre più coni ed arriva anche il momento di raccoglierli.
Pensavo dovessi aspettare qualche altra settimana, invece il momento è arrivato.
Come previsto, il primo a portare coni maturi è il Tettnanger, me ne sono accorto semplicemente perchè si stava annerendo la punta di alcuni petali del cono.
A questo punto, per ordine personale e per dovere di cronaca, è meglio fare il punto della situazione del mini luppoleto.


Tettnanger
Coni sviluppati e schiusi da 2 settimane. La pianta ha raggiunto i 4m come lunghezza complessiva e presenta coni con diverso grado di sviluppo, tanto da avere alcuni già maturi ed altri ancora in accrescimento.
Da un primissimo raccolto ho tagliato 6g di coni. Saranno al sole per 4-5 giorni per essiccare e perdere dal 10% al 20% del loro peso. Probabilmente non riuscirò ad avere una misura precisa, però se alla prossima pesata noterò 5g invece che 6g, presumerò che un certo essiccazione ci sarà stata.
Si è ramificata abbastanza bene e si è rinfoltita soprattutto nel nodo da cui partono altri tralci. I coni sembrano essere all'incirca 70-80.


Hallertau Mittelfruh
Coni non molto sviluppati ma in dirittura di arrivo.
La pianta ha raggiunto i 3m, un po'in ritardo rispetto alle altre ma non eccessivamente.
Raccolto previsto per fine agosto.