giovedì 29 agosto 2013

P3 Brewing: Speed e Turkunara

Dei sardi e della loro media di bevitori più alta in Italia si sa, si conoscono meno i loro birrifici.
Di sicuro Barley è l'eccezione, un nome che si è fatto largo con qualità e consensi.
Ieri sera era in programma qualche bevuta del birrificio di Nicola Perra ma anche delle birre dei ragazzi di P3 Brewing, sardi anche loro.
Per questioni di tempo, ahimè, ho potuto solo dedicarmi a questi ultimi, rimandando il piacere delle Barley non ancora assaggiate alle prossima occasione.

P3 produce tre birre: una golden ale, una india pale ale ed una imperial stout,tutte nel formato da 75cl.
Beh, partiamo dalla golden ale Speed. Si presenta di un bel colore dorato e con una schiuma abbastanza presente.
Al naso mi colpisce subito l'impronta british, ed è ciò che la caratterizza di più con un fruttatino interessante e di basso profilo e qualche aroma sulfureo.
In bocca è sufficientemente maltata, molto poco amara e con un finale mediamente pulito tendente ad unamaro poco accennato.
Diciamo che di base è un prodotto ok, manca forse di una pulizia un po' migliore al naso ed una secchezza ancor più evidente nel finale.
Per il resto non sembra affatto cattiva anche se potrebbe presentarsi anche meglio.

La seconda birra bevuta è la Turkunara, imperial stout dichiarata di appena 7,0%alc. Confesso di aver immaginato una gradazione un po' maggiore prima di stapparla, nonostante ciò mi avvicino con buone pretese e verso.
Schiuma color crema, birra ebano ma tutt'altro che impenetrabile, con riflessi nettamente rubino. Al naso emerge solo un'impronta lievitosa leggermente affine a fiori bianchi, con quasi nessuna traccia di tostati. Lo stesso si conferma in bocca, con un carattere alquanto dolciastro e poche note di cacao dolce, un ritorno di liquirizia ed un corpo pieno.
Mancano però i caratteri vinosi e caffettosi che ci si può aspettare.
Personalmente mi sono sentito di abbassare l'asticella dello stile e declassarla ad export stout, dato che l'imperial mi è sembrato con tutto il cuore un po' troppo forzato.
Birra che però non presenta nessun tipo di difetto o di problema, anzi è da sottolineare la compattezza della schiuma e la sua grana molto fine.

lunedì 19 agosto 2013

Il brewpub Sud's e le sue birre

Nella blogosfera vige un principio un po' scontato ma non molto rigido, che vuole che quando si beve qualcosa di non gradevole o si visita un luogo non eccellente è meglio non parlarne proprio.
In realtà in questo modo, reiterando la cosa, succede che non si mette nero su bianco quello che è la realtà dei fatti.

Sono stato qualche sera fa a Noci (BA) al brewpub Sud's - Pregiato Birrificio Meridionale, locale con diversi mesi di vita che unisce birrificio e pub in una location nella zona indistriale del paese.
Sono abituato a bere prima di giudicare, ecco perchè fino ad ora nonostante i pareri di chi già ci è andato in questi mesi, non mi sono mai permesso di aprire bocca.
Meglio toccare con mano e bere con bocca, direi.

Il locale è carino, su una parete ci sono finte piante di luppolo che si estendono in altezza e dall'altro lato il banco di spillatura con in bella vista sacchi di malto della malteria Agroalimentare Sud di Melfi.
In bella vista su un'altra parete una vetrata con l'impianto del birrificio, compatto con i fermentatori e la cella frigo in vista.

Passiamo all'offerta birraria e non. Gastronomia che sembra davvero interessante con un ricco menu. Ho assaggiato una grigliata di salsiccia e patate niente male e tutto il resto sembrava davvero invitante.

Le birre sono state al centro delle mie attenzioni, però, e le ho assaggiate tutte e tre quelle disponinili alla spina.
Le produzioni sono la Martin, una pils da 5%alc., la Fovea ambrata di 6,2%alc. e la Debbia, una stout da 5,3%alc.