mercoledì 26 febbraio 2014

Come sarà la mia Settimana della Birra Artigianale 2014

Come ogni anno, la Settimana della Birra Artigianale non tarda ad arrivare.
Quest'anno posticipata ad inizio marzo, ma la sostanza non cambia: come ogni anno prenderò questo pretesto lungo ben 7 giorni per tuffarmi in appuntamenti e bevute, legittimato da questa ricorrenza, ormai alla quarta edizione.


Mai come in questo periodo dell'anno si concentrano eventi. Non segnalo quasi mai su queste pagine gli appuntamenti, chi segue il blog sa che può trovare queste informazioni principalmente sulla pagina Facebook di Berebirra, ma in questo marasma dell'evento qualcosa può sfuggire ai più...e allora, meglio raggrupparle.
Tra le numerose iniziative mi piace sempre segnalare quelle a me più vicine per una sorta di "servizio pubblico", per incitare i curiosi ad avvicinarsi recandosi all'evento più vicino o più interessante ma anche per segnalare quelli che a me intrigano di più ed a cui sarò presente, per incontrare nuovi e vecchi appassionati e brindare. Il pretesto del bere e trovarsi è la regola, insomma, si è capito...anzi, se non ci si è ancora conosciuti fuori da web, approfittiamone per palesarci, che non fa mai male.

Non riporterò semplicemente gli eventi giorno per giorno, c'è già un sito funzionante ed ordinato.
Piuttosto propongo la mia scaletta con relative alternative che vale la pena segnalare.
Partiamo!

giovedì 20 febbraio 2014

Serata Extraomnes al New Tipple: come è andata

Mi ritengo leggermente più efficace con la penna piuttosto che con la voce: quel lasso di tempo tra il pensare ed il dire non mi sembra mai abbastanza, soprattutto quando gli interlocutori diventano tanti.
Ma in barba a questa timida ammissione, un atto così naturale non può restare incompiuto. A dimostrazione di questo, infatti, ieri è venuta fuori una gran bella serata in compagnia.

Il luogo il New Tipple di Trani, le birre quelle di Extraomnes.
Ambiente apparentemente formale ma tutt'altro che ingessato. La spontaneità di Luca e dello staff, il clima conviviale e disimpegnato lo fanno somigliare più ad un pub (inteso come luogo pubblico) piuttosto che ad un moderno bar, come invece nasce. Una definizione più attuale ed in voga sarebbe quella del "beer bar" data la selezione di birre ampia seppur non immensa ma di livello sicuramente dal buono in su, tra l'altro sempre in continua espansione.

Andiamo al sodo, alla serata, che su generoso invito di Luca ho avuto il piacere di introdurre e guidare.
Nulla di più semplice: quattro birre per quattro piatti appositamente abbinati.
Basta poco per accendere la curiosità e l'attenzione dei presenti, ben 35 per un confortante "tutto esaurito". C'è chi non conosce il birrificio, chi qualche stile lo mastica, chi quel luppolo americano lo ha già sentito e chi del luppolo come ingrediente vuol saperne di più.
Niente di non rimediabile con qualche informazione preliminare, chiaramente.

Si parte con la Blond, bella fresca sia come temperatura che come intensità. Una birra che segue l'omonimo filone belga di birre bionde secche e dissetanti, con il contributo maltato iniziale che segue con un agrumato citrico, già molto evidente all'olfatto. Spicca quel caratterino dato il luppolo Amarillo in aroma, leggermente pinoso e pungente. Il finale secco è supportato da un bel taglio amaro, che anche a detta dei presenti ripulisce splendidamente i bocconi della prima portata, asportando soprattutto la parte oleosa delle noci del soufflè con melanzane.
Non poteva esserci inizio migliore, ed intanto che si chiacchiera i bicchieri si svuotano in un nulla, ottimo segno.

Passiamo alla Zest, nomen omen per una birra ispirata alle belgian ale ma con un tocco anche qui decisamente più luppolato: ci pensa il dry-hopping di Citra ad esaltarne l'aroma e renderlo più invitante ed attuale, con punte agrumate di pompelmo, di scorza d'arancia, di frutti tropicali come mango, papaya e ananas che molto facilmente i presenti riescono a percepire. In bocca ancora mostra carattere, con un corpo scattante ed ancora un finale spietatamente tagliente e citrico. Caratteristiche queste che l'hanno fatta sposare molto bene con delle verdure in pastella, con quel fritto asportato dal palato senza pietà ma pur sempre con equilibrio e brio.

martedì 11 febbraio 2014

Birrarium Brewing Company, beer firm (?) e mescita

EDIT: Rispetto al lancio iniziale, trattasi non più di beer firm ma di birre celebrative, come annunciato nei commenti dal Birrificio Decimoprimo e Birrarium.

Il basso profilo e l'esclusività della mescita non l'hanno ancora fatta conoscere ai più.
Ma fatto sta che il Birrarium, birreria-beer shop di Acquaviva delle Fonti, è da considerare anche tra le forme brassicole pugliesi che producono in un birrificio reale non di proprietà.

La Birrarium Brewing Company ha come birrificio fisico di appoggio Decimoprimo, a Trinitapoli, che si sta prestando in più di un'occasione al conto-terzismo.
Il linguaggio è senza dubbio immediato già dalla grafica, con il logo schematico dove vengono rappresentati simbolicamente il chicco di malto, il cono di luppolo, una goccia di acqua e azzarderei il cerchio d'insieme come la cellula di lievito.

Le birre prodotte al momento per il Birrarium sono due, una IPA ed una scotch ale. Fin dall'inizio l'obiettivo è stato solo e solamente servire queste birre tra le mura della birreria, facendo di questo luogo un locale di somministrazione esclusiva e diretta per certi versi analogo ad un brewpub, con la ovvia differenza che qui il birrificio è virtuale oltre a non essere attiguo.

La birra di debutto è stata la The First IPA, lanciata a luglio 2013 sia in fusto che in bottiglia.
Gradazione 5,6%, luppolatura con Perle, Centennial ed Amarillo e solo malto Vienna.
Si caratterizza soprattutto per i toni resinosi leggeri al naso, contornati da una presenza maltata non indifferente. Il malto Vienna si avverte con sensazioni che spaziano dal caramellato al bruciato, per poi concludersi con un amaro abbastanza accentuato (60 gli IBU dichiarati), sicuramente persistente e graffiante.
Il carattere, insomma, lo esprime non solo attraverso la parte luppolata ma anche e soprattutto per quella certa presenza di segnali tostati che non ci si aspetta in uno stile come questo, e che forse un po' sporcano la beverinità di una birra da trangugiare in tutta facilità.
Segnale della presenza tutt'altro che scarna di un malto di peso come il Vienna è anche il colore ambrato dallo spiccato riflesso ramato, mentre la schiuma è densa, compatta ed imperante a pinta servita.

martedì 4 febbraio 2014

Barbarossa: intervista ed assaggio della Krudd

Continuiamo questa serie di post su qualche beer firm pugliese...vi ricordate del Birrificio Barbarossa?
Probabilmente no, di tempo ne è passato e di avvenimenti ne sono accaduti.
Era il lontano 2012 quando ne davo notizia sulle pagine di questo blog, all'epoca facendo anche notare un filo comune nel nome del birrificio rispetto ad altri esempi in Puglia, ma sono considerazioni che ora non ha più molto senso riprendere.
La notizia è che ora, a distanza di più di due anni, finalmente da Barbarossa è stato prodotto qualcosa.
Quello che doveva avviarsi come birrificio, in realtà, non è partito e così il progetto ha proseguito il suo percorso da beer firm, esordendo pochi mesi fa, a fine 2013, con la prima birra.
Perciò, fino ad ora la preparazione al debutto...ora Barbarossa è sulla piazza della birra pugliese, una piazza che si potrebbe cominciare a definire affollata per l'elevato numero di partecipanti, tra birrifici e numerose beer firm.

Ho avuto modo di fare una chiacchierata con Mimmo Loiacono, che insieme a Michele Roncone è il a capo di questo progetto. Chiacchierata che mi ha fatto piacere e di cui riporto lo scambio, per poi addentrarmi nel racconto delle caratteristiche della birra Krudd.

Ciao Mimmo e benvenuti sulle pagine di Berebirra.
Cosa vi ha spinto a partire con il progetto Barbarossa...e perchè ci avete messo tutto questo tempo?

Il progetto del "Birrificio Barbarossa" è stata un'idea cullata per anni da me e dal mio socio Michele Roncone su quello che cercavamo nelle birre; un'avventura che, però, nasce formalmente  solo con la costituzione della Barbarossa Beverages srl nel 2011. questa data segna l'avvio della nostra avventura alla ricerca di alchimie, gusti, sapori e soluzioni. Dal 2011, infatti, abbiamo frequentato percorsi formativi presso alcuni importanti birrifici (uno anche pugliese), abbiamo approfondito le tematiche manageriali proprie del settore food&beverage, abbiamo studiato e realizzato il nostro logo aziendale (il nostro "normanno" ha una storia tutta sua che, se vuoi, uno di questi giorni ti racconto...), abbiamo raffinato i nostri gusti con un corso di degustazione organizzato da Unionbirrai, abbiamo partecipato a parecchi eventi fieristici e di approfondimento nazionali, abbiamo curato le pubbliche relazioni con i nostri stakeholder, abbiamo concepito e realizzato il nostro sistema di tracciabilità ed in-formazione sul prodotto destinato a fidelizzare i clienti, soprattutto quelli più curiosi ed esigenti, abbiamo pianificato l'organizzazione della nostra attività che, comunque, resta una creatura appena nata e destinata a continue evoluzioni e cambiamenti; questo percorso si è concretizzato, infine, con la scelta importante del birraio e con la successiva creazione della Krudd.