sabato 19 aprile 2014

Si spilla birra di qualità nei capoluoghi pugliesi?

Qualche anno fa nei primi post qui su questo blog mi avventurai nell'osservare la scena pugliese prendendo spunto da un articolo di Francesco Donato sul periodico Movimentobirra, commentando quello che, per sommi capi, c'era di interessante. Erano i primi vagiti di questo movimento in ottica "regionale".
A distanza di qualche anno qualche giro per la Puglia posso dire di averlo fatto più di una volta, per cui ora potrei provare a dare una spolverata al quadro generale.
In particolare, però, vorrei dare risalto alla situazione che si trova nei vari capoluoghi pugliesi in termini di locali, pub, birrerie, escludendo tutto quello che ruota intorno alla produzione e quindi ai birrifici.
Magari può non interessare il lettore non pugliese (credo pochi), ma ogni tanto mi concedo una visione appulo-centrica perchè vivendo qui non si può fare a meno di notare, valutare ed elaborare considerazioni personali.

Le province le hanno abolite, ok. Ma concediamo un ultimo momento di gloria ai capoluoghi come ombellico del circondario. In realtà ce ne sono di luoghi birrari che sorgono in centri minori, ma per questa volta proviamo a far finta che locali in provincia tipo Birrarium, Nincasi, Birreria Birranova ed altri non esistano per niente.
Questo perchè dai capoluoghi, essendo agglomerati più grandi e popolati rispetto ai centri del circondario, tutti si aspetterebbero una maggior concentrazione di offerta, una più alta percezione della qualità e un maggior recepimento del fenomeno birra artigianale.
Ma è davvero così dappertutto? Vediamoli uno per uno, in ordine sparso.


lunedì 14 aprile 2014

Novità in arrivo da I Peuceti, Birrapulia, Beer-Oz e Bilabì

Ogni tanto è d'obbligo raccogliere le informazioni che ormai viaggiano sparse sui social e ordinare le novità, soprattutto per avere e per dare un quadro generale della realtà (pugliese, in questo caso) più chiaro di quello che nei fatti è.

Ce n'è per tutti i gusti: nuove birre, nuovi produttori.
Partiamo da quelli già noti e dai nuovi fermentati che hanno preparato per queste stagioni più calde.

Il birrificio I Peuceti hanno esordito qualche giorno fa con una nuova birra, la quarta della loro gamma che va ad aggiungersi a Cattedrale, Baresana e Levante. Si tratta della Murgiana ed è una birra che si ispira allo stile delle saison. Nella pratica sono stati utilizzati malti biologici per una birra che presenta 7,2%alc.
Dal birrificio la descrivono come "birra stagionale dal colore arancio, velata e con schiuma persistente; invitante aroma di spezie con sentori agrumati, fruttati e floreali supportato principalmente da selezionati malti biologici locali;  corpo medio, carattere effervescente con finale secco e rinfrescante". Assaggia tempo fa un paio di versioni di questa birra ancora in fasce, per cui ora sarei curioso di vedere ed assaporare la versione definitiva di questa produzione. Sempre un bel vedere le etichette realizzate dall'artista Francesco Ferrulli.

Altre novità arrivano da Birrapulia: il micro birrificio di Ostuni, a dir la verità, è uno dei più trasparenti del panorama e non nasconde segreti riguardo alla natura delle produzioni che vanno, di volta in volta, a popolare la gamma delle sue birre.
In questi mesi, infatti, il birraio Oliver Harbeck si è dedicato alla produzione di altre due birre.
Partiamo dalla Vienna, birra da 6,3%alc e 22 IBU che segue i dogmi dell'omonimo stile ormai quasi completamente dimenticato.

venerdì 11 aprile 2014

Craft vs GDO

Poche cose mi indispettiscono come l'amara sorpresa di comprare birra di qualità e scoprirla molto al di sotto delle aspettative.
Il punto è che una volta fatto l'acquisto, stappata la birra, sciacquato per bene il bicchiere, verificata l'assenza di scie puzzolenti a causa dell'acqua di sciacquo o della sporcizia del bicchiere e finalmente versata la birra, con la premura di non sgasarla oltre il dovuto e quella di formare un adeguato cappello di schiuma, dicevo...a quel punto, quando i sensi sono pronti ad elaborare e godere di qualcosa di piacevole e ciò non accade, scatta il puntiglio e la voglia di cavarci fuori almeno qualche insegnamento, qualche nota didattica.
Scatta la voglia di andare a fondo, di capire cos'è che non va in quella birra, di individuare i principali difetti e soprattutto scovare le probabili cause che hanno portato quei difetti.
Magari capita poi che in una serata di bevute di gruppo, con quattro birre appartenenti ad uno stesso stile dichiarato in etichetta, comperate appositamente con l'obiettivo di confronto tra piccole differenze organolettiche proprie di diverse interpretazioni dello stile stesso, ci si trovi di fronte all'evidenza di alcuni difetti che vengono individuati dalla totalità dei presenti (non un paio di persone...parliamo di otto).
Ed allora ci si chiede il perchè.


C'è un dato fondamentale che non ho ancora svelato riguardo a queste povere birre. Parliamo dello stile bitter, di birre delicate quanto difficili da apprezzare in bottiglia se si vuol essere sinceri - non c'è bollino CAMRA says this is Real Ale che tenga: sono del parere che bisogna andare in UK per poter parlare di questo stile a ragion veduta, ed è stato uno dei motivi che mi ha spinto a tornarci qualche mese fa - quindi già di per sè sarebbe un po' più complicato scansare le imperfezioni che restituisce una bottiglia ad una tipologia di birra di cui il cask, più che il vetro, è la morte sua. Ed il dato fondamentale è che queste quattro birre, che in due esemplari per birra fanno otto bottiglie, sono state acquistate da GDO, acronimo che sta per Grande Distribuzione Organizzata e che nella pratica si riferisce a supermercati, ipermercati e via dicendo.
Ora, soprattutto chi beve abitualmente birra artigianale mi potrebbe dare del fesso dato che molte volte si scansa volutamente questo canale di vendita per rifornirsi di birra di qualità.
Ma allora perchè questa modalità di vendita ha diritto di esistere se ciò è risaputo? Se compro delle birre di qualità, la GDO stessa ed i suoi punti vendita dovrebbero saper trattare queste birre per assicurare il perdurare di questa qualità per tutto il tempo in cui esse rimangono sullo scaffale. Perchè ciò non accade?