lunedì 25 agosto 2014

Amsterdam parte I: In De Wildeman e Arendsnest tra kuyt ed altre craft olandesi

Per passare dall'immobile qualità della tradizione birraria renana ai modernismi olandesi che si concentrano nella pazza Amsterdam si impiegano poco più di un paio d'ore di treno. Ma in questa breve pausa non è certo facilissimo provare a cancellare per qualche giorno le godurie assolute di Düsseldorf e Colonia, fedeli e costanti compagne di giornate, andando incontro al "buio" di una scena birraria relativamente nuova e tutt'altro che conosciuta.


È facile immaginare come la città di Amsterdam sia il fulcro dell'intero movimento di birrifici artigianali, locali birrari di un certo livello e degli immancabili appassionati. Come racconta Roger Protz, da poco anche gli inglesi del CAMRA hanno puntato i fari sulla realtà olandese addirittura uscendo con una guida sul modello degli storici manuali per cacciatori di buone birre già pubblicate per Belgio, UK, Repubblica Ceca e altri.
Nell'articolo in cui Protz presenta il libro si riportano le informazioni dell'autore Skelton secondo il quale, dagli appena 22 birrifici su tutto il territorio nazionale nel 1975, oggi si sia già superata quota 200 attività birrarie.
Non dimentichiamo che tra questi l'Olanda può vantare ora ben due birrifici trappisti, La Trappe e Zundert.

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Skelton says that in 1975 a beer guide to the country would have been a pamphlet, with just 22 breweries. Today there are 200 and the number is expected to go on rising. If the images are anything to go by, many of the new breweries are smart, highly professional and commercial. And there’s a lot of wood around, as Dutch brewers join the rush to age beer in oak. There is even a Dutch attempt at brewing lambic – but don’t tell the Eurocrats or they will send the heavies round.
Inspired by American, Belgian and British beer styles, you will find blond ales, Bock, Dubbel, IPA, Oud Bruin, Rauch, Saison, Stout, Tripel and Witbier, as well as the Dutch versions of gruit, beers made with a mixture of herbs and spices.
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I locali birrari di riferimento per ora rimangono solo una manciata, anche perchè, a mio parere, in una città in cui le trasgressioni per le quali a volte si affronta appositamente il viaggio verso Amsterdam, sono almeno un paio :) , per cui, causa forza maggiore, credo la birra vada ovviamente a finire in secondo piano.
Al di là di questo, avevo 4 locali in cui andare a bere bene, di cui due erano brewpub, ed in questa prima parte parlo dei proeflokal, letteralmente "locale di degustazione" ma che sta per birreria, in soldoni. Nel prossimo post sarà la volta dei due brewpub, senza contare che dopo Amsterdam ho bevuto ancora birre olandesi a Maastricht. Racconto prima i locali e le birre e poi verrà il tempo dei giudizi complessivi.

lunedì 18 agosto 2014

Obergäriges Lagerbier: così dovremmo chiamare kölsch e alt

E' di scarsi 50km la distanza che separa Düsseldorf e Colonia, due traini dell'economia dell'intera comunità renana in quest'angolo di Germania esposto ad ovest.
Da Düsseldorf i collegamenti ogni mezz'ora sono ciò che di meglio ci si può aspettare per recarsi nella città del maestoso duomo con il secondo campanile più alto d'Europa e delle grandiose birre autoctone: le kölsch.


Se nel post sulle alt ho voluto sorvolare sulle caratteristiche dello stile, in questo vorrei spendere qualche parola in più ed in realtà lo stesso ragionamento delle kölsch, già oggetto di un report, si può estendere anche alle alt.
Il punto nodale di queste due birre è che si trovano a metà tra ale e lager. In pratica, vengono fermentate con lieviti ad alta fermentazione e subiscono un processo di maturazione a bassissima temperatura. Tuttavia la questione getta spesso molta confusione, e chi propende per definirle semplicemente ale o semplicemente lager incontra comunque dei consensi dato che sono birre dalla personalità bipolare e si immedesimano sia nell'una che nell'altra categoria a seconda di come le si guardi.

Questione di lana caprina? Sì...e forse ai tedeschi stessi interessa meno di niente. Ma perchè non giocare a mettere i puntini sulle i, ma anche sulle ä, sulle ö e sulle ü? :)
Non a caso ho lasciato per ultima la discussione dopo i racconti dei singoli giri per birrerie per le due città: il bere godereccio e consapevole prima di tutto, l'approfondimento eventuale (cultura birraria) dopo.


Il guru e storico di cultura birraria con la "C" maiuscola, Ron Pattinson, in un suo post di qualche tempo fa, faceva notare con il suo solito analitico modo di sviscerare differenze e particolari, un problema semantico e linguistico che ci porta a considerare le kölsch tra le ale tedesche. Il problema sta nel termine ale stesso, e nella sottile differenza tra dire ale e dire alta fermentazione. Se di solito essi vengono usati come sinonimi, in realtà, se si vuol essere rispettosi della tradizione e delle radici storiche del mondo birrario che non sia quello anglo-americano, si dovrebbero usare termini separati.
Ecco come ce lo spiega Ron Pattinson:

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Come già detto, un sacco di cose mi infastidiscono. Chiamare "Ale" le birre tedesche ad alta fermentazione è una. Perché mi irrita così tanto? E 'un esempio di come inchiodare una terminologia anglo-americano su una cultura birraria straniera. Così come ridurre stili di birra ceche a Bohemian Pilsner. È pigro, sciatto e piuttosto accondiscendente.

lunedì 11 agosto 2014

Colonia e quelle fantastiche kölsch

L'impresa non è delle più semplici: passare in rassegna la città di Colonia, la sua principale attrazione turistica e bere quante più kölsch diverse possibili..
Avendo fatto di Düsseldorf il mio campo base, però, in 30 minuti di treno e poco dopo le ore 9 siamo già ai piedi del celebre duomo, esattamente laddove è situata la stazione centrale.
Le dimensioni di questa meraviglia gotica fanno rabbrividire e visitarla internamente è meno complicato del previsto. Sta di fatto che ci ritroviamo a girare per i vicoli della città vecchia della Altstadt (qui molto meglio tenuta in piedi rispetto alla maltrattata Düsseldorf) in cerca delle prime birre.


Lo sappiamo, le kölsch sono il fiore all'occhiello delle birre tedesche ad alte fermentazione, che uniscono i toni maltati docili ad una grande pulizia data dalla fase di lagerizzazione. Si tratta, come nel caso delle alt, di birre filtrate ma dalla grandissima bevibilità ed, in molti casi, di birre di alta qualità dall'elevato appagamento.

Stesso discorso anche qui: ho individuato i locali in cui vi fosse il servizio a caduta, quindi direttamente dalle botti (quasi mai in legno, come invece accade per le alt), evitando il più possibile il servizio alla spina. In qualche caso non è stato possibile scansarlo perchè ormai qualche birrificio ha da tempo una grandissima produzione tanto da avere l'impianto di produzione fuori dal luogo di mescita, ma soprattutto un tale raggio d'azione nella città da preferire la spinta della propria birra su impianti fissi, e quindi addio servizio a caduta. Poco male, non è la fine del mondo, perchè comunque sto bevendo kölsch direttamente nel loro luogo natio e di sicuro di giovane età, fresche di produzione causa fortissimo consumo, soprattutto in questi mesi estivi più caldi (ho trovato 30°C) quando ogni piazzetta della città è un pullulare di panche con sopra dorate e sfavillanti birre.


Una delle differenze nel servizio è costituita dal bicchiere, ancora più stretto ed alto rispetto a quello delle alt e stavolta di 20cl di capienza rispetto a quello delle alt di Düsseldorf servite in 25cl (entrambi molto comodi, soprattutto nella stagione più calda, per bere la birra ben prima che arrivi a scaldarsi), oltre al fatto che qui il vassoio non è uno qualsiasi ma si distingue per avere una maniglia che aiuta a trasportarlo con una semplice presa ad una mano, nonchè veri e proprie sedi apposite in cui il bicchiere viene inserito. Riempita questa schiera di fori, si procede ad occupare tutta la superficie non forata disponibile internamente al vassoio, stringendo un bicchiere contro l'altro e contro il manico, ed il tutto si risolve senza il benchè minimo spargimento di birra, eccezion fatta per la poca schiuma che tracima. Soluzione tanto folkloristica quanto utile e veloce.


Tra l'altro, rispetto alle alt di Düsseldorf servite riempiendo il bicchiere cilindrico in un'unica volta, per le kölsch dopo un primo riempimento del bicchiere e circa un minuto di attesa, ne spetta un secondo di rabbocco. Non saprei dire se i due metodi abbiano un valore più storico che tecnico, in realtà la schiuma delle kölsch in questo modo mi pare essere più pannosa rispetto alle alt. Forse è proprio il bicchiere più stretto ed alto delle kölsch rispetto a quello delle alt a causare una quantità di schiuma maggiore, la quale poi necessita di sedersi qualche minuto e liberare spazio per altra birra fino a colmare il bicchiere...ma stiamo parlando di piccoli dettagli.
Ad ogni modo, lascio giudicare questo tipo di servizio da un piccolissimo video che ho girato alla birreria Päffgen prima di attaccare con la batteria di locali e birre.

giovedì 7 agosto 2014

Düsseldorf e le sue meravigliose altbier

Ci sono meraviglie che il tempo e gli sguardi dimenticano e scansano:, troppo antiquate o recondite anche se situate in una culla di modernità ed agiatezza europea che poche città possono vantare.
Non è certo la città in sè a spiccare, seppure architettonicamente cerchi ancora di ricostruirsi in ottica futurista e sperimentale dopo le ferite del secondo conflitto mondiale.
Le gemme, piuttosto, non sono da cercare all'esterno ma all'interno delle costruzioni rimaste in piedi nella zona vecchia della Altastadt: le brauhaus di Düsseldorf sono paradisi tetri e frenetici dove comanda solo lei, la altbier.
Birra che fa stile a sè e che per fortuna è resistita nel tempo, quasi solamente a Düsseldorf e nei dintorni prossimi a questa città bagnata dal Reno e tagliata dal piccolo affluente Düssel. Più che descriverne le generali caratteristiche di questa scura ad alta fermentazione maturata fino a due mesi a freddo in botti di legno, che in molti più o meno conoscono ed associano ad un equivalente tedesco delle inglesi bitter e brown ale, farei parlare qualche immagine e le impressioni sulle singole alt dei diversi birrifici, alcune anche diversissime tra loro. Come lettura preparatoria, comunque, consiglio di non perdersi questa scheda di germanbeerinstitute.com.

Nel mio tour per la città , programmato praticamente solo per bere alt più che per motivi prettamente turistici, ho individuato le sei birrerie presenti ed ho fatto la scelta di andare a berle solo nei locali in cui il servizio fosse a caduta, cioè direttamente dalla botte in legno su cui viene innestato il rubinetto in basso sul lato ed una sorta di valvola di sfiato sulla base superiore. Più facile immaginarlo che spiegarlo.


Questo perchè nei casi di birrifici con grandi produzioni (quasi tutti), le birre si trovano anche e soprattutto in tutti i locali della città (più di 200 nella sola Altstadt, la città vecchia), dal bar al ristorante non tradizionale, quasi sempre alla spina e quindi con anidride carbonica immessa artificialmente. Tra l'altro, anche per godere della calda atmosfera in legno dei brewpub, o meglio di hausbrauerei (nel caso di impianto attiguo al locale stesso) o di ausschank brauerei (letteralmente locale di mescita della birreria, qualora essa sia distante), sono andato sparato in queste ultime, anche facendo qualche chilometro in più. La città, poi, non è grandissima, e anche se fosse lo avrei fatto ugualmente.