martedì 21 luglio 2015

Budapest: Szimpla Kert e Léhűtő

Fosse stata più esaltante, non avrei avuto alcuna esitazione nel raccontare di questa esperienza nella capitale magiara. Invece più di una volta stavo per desistere, ma un insano e masochistico dovere di cronaca mi porta a spendere un po' di tempo per spiegarne almeno i motivi.
Budapest come città mi ha entusiasmato, letteralmente, sconvolgendomi al primo sguardo.
Viste mozzafiato e scenari unici, simili a nessun'altra capitale europea.


La storia tormentata, dagli apici asburgici al baratro comunista, ha lasciato capolavori ma anche orrori. Di riflesso, cultura e radici vengono a dimenticarsi e mescolarsi con la modernità.
È questo lo scenario che si presenta anche per un beer hunter.
Non vi è traccia del passato, nè remoto nè prossimo, ad eccezione di qualche strascico commerciale alquanto prevedibile.
Infatti devo confessare di aver bevuto una birra del marchio Dreher. Prima di partire pensavo fosse lo stesso gruppo dell'omonima birra italiana, semplicemente con una veste diversa per aggredire diversi mercati. Ma scopro che in Italia Dreher è controllata da Heineken Italia, mentre in Ungheria questo birrificio Dreher Sörgyár è di proprietà di SABMiller.
Si chiama Dreher Bak e non è affatto malaccio, molto appetibile con la cremosità di una schiuma color crema ed un corpo vellutato, tendendo ad interpretazioni di dunkel muscolose che strizzano l'occhio anche verso quelle birre ceche, come la celebre U Fleku, per esempio.
Certo, la bottiglia non è indice di nulla di buono, ma la birra ha sconfessato questa impressione.


Tra tutti i locali segnati in agenda, la maggior parte di essi era situata nel cosiddetto Quartiere ebraico, dove ancora troneggia la sinagoga più grande d'Europa.

lunedì 13 luglio 2015

Vienna: Siebensternbräu e 1516 Brewing Company

Eccomi tornato da questo viaggio in terra asburgica, dove ho vagato tra una città e l'altra, facendomi incantare dalla bellezza del patrimonio imperiale lasciato nei secoli scorsi.
Il mio viaggio è cominciato dalla capitale austriaca.


Vienna non è affatto piccola come potrebbe sembrare, ha un'estensione ed una ricchezza architettonica da far impallidire tante mete europee blasonate.
È stata dura conciliare i tempi stretti, la mobilità ridotta causa precedenza verso le attrazioni turistiche e la scarsa presenza di luoghi dove bere bene a botta sicura.
Ad ogni modo, l'obiettivo minimo dei due locali principali è stato raggiunto, per cui ne parlo volentieri.

Dopo un intero giorno di viaggio cambiando ben cinque mezzi di trasporto, riusciamo a trovare il mitico Siebensternbräu, brewpub che prende il nome dall'omonima via (Siebensterngasse, ovvero vicolo delle sette stelle), a pochi passi dal centrale polo museale Museum Quartier.


Il locale si presenta in una bellissima veste esterna ed interna, con pareti coperte di legno, una grossa sala centrale con l'impianto di produzione ed un lungo bancone ricurvo tutt'intorno, nonch'è un piccolo biergarten dove decido di sedermi.
Sette sono le birre fisse, con qualche altra sperimentazione di tanto in tanto, condotta dal birraio di origine ceca Vlado Sedmak.