mercoledì 3 agosto 2016

USA: la mia tabella di marcia (EDIT: viaggio rimandato!)

Ebbene sì, un altro viaggio birrario è all'orizzonte.
Come da mia morbosa abitudine, mi piace stilare un elenco di quello che riuscirò a visitare, dei luoghi che mi regaleranno qualche assaggio del panorama birrario locale.

Stavolta la mia meta sono gli USA, nell'immaginario uno dei paradisi per le tendenze stilistiche più intense ed innovative.
Il mio viaggio durerà 17 giorni, ma non sarà come tutte le altre volte.
A qualche giorno di autonomia si alterneranno giorni in cui l'itinerario sarà totalmente guidato, per cui non avrò la possibilità di scorrazzare verso i più reconditi indirizzi.
In un certo senso va bene anche così: la vastità di birrifici quotati, tap room e pub è talmente enorme che fare una scelta di che birrifici visitare in California, per esempio, sarebbe stata davvero un'impresa.
A maggior ragione se non si vuole trascurare l'aspetto meramente turistico: mettere la birra al primo posto è bello ma rischia di essere riduttivo e sterile se non si completa un ricordo di una bevuta con quello di una vista mozzafiato. Almeno, questa è stata sempre la mia filosofia.



Il mio viaggio parte dalla città che non dorme mai, New York.
Devo dire che non pensavo ci potessero essere più pub interessanti, ma a giudicare dagli articoli di due illustri predecessori, ho avuto anche qualche dubbio su quali puntare. Ma alla fine i nomi sono usciti, cercando di unire tap list, atmosfera e possibilità di gustare qualche piatto di BBQ:

NEW YORK
The Blind Tiger, 281 Bleecker Street
District Tap house, 246 West 38th Street
Ginger Man, 11 E 36th Street
Fette Sau, 354 Metropolitan Avenue

Spostandomi ad ovest la cosa si farà forse più interessante.
Ammesso che si riesca a trovare tempo, tra un parco naturale e l'altro, di bere qualcosa in giro.
Sono abbastanza fiducioso, però, considerando che la diffusione della craft beer negli States è talmente elevata che posso trovare qualche bella birra anche al market sotto l'hotel.
Ed è su queste sorprese che punto, non avendo la possibilità di muovermi in auto (con la scarsa comprensione della polizia americana non credo ci avrei provato neppure).
Potrebbe scapparci una birra addirittura in quei parchi naturali, nei visitor center del Grand Canyon o dello Zion Canyon: in quest'ultimo è locato proprio un brewpub, che produce nonostante la legislazione.
A quanto pare, infatti, nello stato dello Utah non si possono produrre birre che abbiano un tenore alcolico superiore a 3,2%: una sfida, quindi, produrre diversi stili restando in questi strettissimi paletti.

ZION CANYON
Zion Canyon Brewing Company, 2400 Zion – Mount Carmel Highway, Springdale, UT


Proverò a rifarmi un po' a San Francisco, bevendo al mitico Toronado, mentre se dovessi essere di passaggio per luoghi turistici vedrò di accontentarmi di qualche craft locale, magari sperimentando il piacere della scoperta.

SAN FRANCISCO
Toronado, 547 Haight Street
Monk's kettle, 3141 16th Street


Tornando in piena autonomia, trascorrerò qualche giorno al sole della Florida.
A Miami però credo la birra sia la bevanda alcolica meno bevuta, probabilmente perchè quelle spiagge un po' glamour chiamano un cocktail.
Ad ogni modo, qualche cosa interessante sembra esserci: vedrò di spostarmi da Miami Beach sulla terra ferma di Miami per bere qualcosa in questi posti.

MIAMI
Kush Wynwood, 2003 N Miami Avenue
Lokal, 3190 Commodore Plaza
J Wakefield, 120 NW 24th Street


Questo il fumoso piano di questo viaggio.
Sono più che sicuro che riuscirò a frequentare una bassa percentuale di questi posti: trovandomi a bordo di un bus turistico, mi sarà molto utile rintracciare qualcosa di accettabile con qualche app o con le varie mappe di Ratebeer.
Non è un viaggio da "beer geek", alla ricerca dei fenomeni di domani o delle rarità imperdibili, ma non è neppure una scampagnata disinteressata, tutt'altro: sono curioso di toccare con mano quello che è ormai il modello birrario mondiale.
Ciò che mi tranquillizza è che credo di cadere in piedi: penso di trovare molta birra di marchi ancora non molto diffusi in Europa, magari in bottiglia, e di poter fare qualche interessante esperienza.

Vedremo come andrà.
Cercherò di bere il più "local" possibile per enfatizzare freschezza e qualità.
Probabilmente qualche aggiornamento in tempo reale sulla pagina Facebook lo pubblicherò.
Fatto sta che tutta l'esperienza a fine agosto potrò raccontarla.

Cheers!

2 commenti:

  1. Proprio di fronte a Fette Sau c'è anche lo Spuyten Duyvil. Ci sono stato l'anno scorso quando c'era lo Zwanze Day, ma ho sbagliato fuso orario :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo cerco. Grazie.
      La prossima volta sincronizza gli orologi però.

      Elimina