martedì 29 novembre 2016

Conoscere uno stile: NE IPA

Dico la verità: non avevo alcuna intenzione di buttarmi a capofitto in questa storia delle IPA "juicy" prodotte nel Vermont e nel New England, costa est USA.
Il motivo era puramente di principio, dato che il bombardamento (involontario) sui social di racconti e foto di questo stile-non-stile di birre dall'opalescenza smodata, quasi "trash", ai limiti del comprensibile, mi aveva destato disinteresse e rifiuto.
Seguendo, però, qualsiasi discorso birrario che si faccia - perchè nel bene o nel male molte volte c'è comunque da imparare - ho messo insieme qualche elemento.
La scintilla è scoccata quando si è reso disponibile su Birramia il famigerato lievito Vermont Ale, distribuito dalla The Yeast Bay. E dato che alla produzione di IPA solitamente dedico poca attenzione e spazio nell'homebrewing, ho pensato di farlo sperimentando in grande stile.


Le informazioni su questa nuova tendenza di American IPA, l'ennesima, erano e sono un po' vaghe. Ma cercando e soprattutto scremando osservazioni e dati credo di essere riuscito a mettere dei punti fermi, che ho poi voluto verificare mettendoli in pratica.
La sfida è ottenere birre dalla esplosiva componente aromatica di frutta tropicale su una birra sì secca ma non eccessivamente, che sia contemporaneamente cremosa e morbida e non particolarmente amara.
Il punto di partenza è stato comprendere che ciò che ci si aspetterebbe come obiettivo, cioè la incredibile torbidità, non deve essere il fine ma la naturale conseguenza di certe scelte produttive volte ad enfatizzare certe caratteristiche sensoriali, non quelle legate alla vista in primis.
Infatti, da che mondo (craft) è mondo (craft), non è che venga accettata molto come possibilità quella di avere una birra torbidissima che faccia pensare ad operazioni approssimative compiute durante la produzione.
E nello specifico, non ho provato ad essere impreciso, ma proprio a prendere delle scelte chiare.

domenica 27 novembre 2016

Novità da I Peuceti, Ebers e Bilabì

Di tanto in tanto occorre una rinfrescata sulle novità birrarie che più rapidamente riesco ad intercettare.
Chiaramente mi riferisco alle nuove proposte da parte dei birrifici pugliesi, che forse si stanno più diligentemente concentrando sulla diffusione ad un pubblico sempre maggiore e distribuito invece che al clamore mediatico.
Tuttavia occorre anche quest'ultimo aspetto per aumentare pubblico ed interesse, ed ecco che spunta qualche bella novità.