mercoledì 2 agosto 2017

Come e perchè diventare giudice BJCP

Dico subito che affrontare un esame BJCP non lo prescrive il medico.
Ci vuole convinzione, voglia di imparare ancora ed oltre il livello di conoscenze già raggiunto.
È un'esperienza da fare se si desidera mettersi alla prova con un modo di intendere la birra molto ordinato, schematico, razionale ed esigente: occorre amare un approccio deciso e quadrato verso gli stili e la degustazione ed anche una serie di esperienze e nozioni poco apprendibili in pochi mesi di preparazione ma conquistati durante il tempo, qualcosa di intangibile.
Non porta a nulla di remunerativo, va detto. Anzi, dà la possibilità di partecipare a concorsi di homebrewing in giro per l'Europa ed oltre, ma c'è da sapere che non ci sono rimborsi per spese di viaggio a volte neppure di pernottamento. Non vi aspettate, quindi, di svoltare raggiungendo questo obiettivo.

Detto ciò, finalmente qualche giorno fa è arrivato il risultato dell'esame pratico BJCP svolto a Rimini lo scorso febbraio 2017. Cinque lunghissimi mesi in cui non è passato giorno senza controllare la mail con un briciolo di speranza. I tempi di attesa sono molto lunghi essendo (strano a credersi) un'organizzazione che si basa molto su attività volontarie dei membri. Un mare di tempo, causato dai tantissimi esami che si tengono in giro per il mondo.

Il mio risultato è stato positivo, sono stato molto molto contento perchè temevo di oscillare attorno ad una votazione sufficiente e non ero affatto certo dell'esito. Dopo la prova, infatti, c'è un confronto con i proctor (i giudici che compilano le schede che saranno prese come riferimento per valutare gli esaminandi) ed oltre a qualche riscontro positivo avevo (un po' tutti avevamo, in realtà) notato qualche errore commesso, anche evidente. Ne avevo parlato proprio nel post di febbraio.


VALUTAZIONE

I report inviati permettono di valutarsi e correggersi, prendendo visione dei propri errori e dei margini di miglioramento.


Dallo specchietto riassuntivo noto di essere pienamente sul livello Certified, che però non è quello con cui risulto "diplomato" con la votazione di 74.
Le fasce di voto, come è anche spiegato nella premessa (Apprentice <60 / Recognized 60-69 / Certified 70-79 / National 80/89 / Master >90) fanno accedere, unitamente all'accumulo di punti esperienza via via crescenti, a rispettive qualifiche.
Non avendo ancora punti esperienza (dato che non ho ancora partecipato a concorsi BJCP da giurato fino ad ora), pur avendo conferito una votazione da Certified, sono semplice Recognized.
Questo però mi fa piacere, perchè mi consente di gioire per la votazione, non strappata con la sufficienza ma decisamente piena.


Le categorie oggetto di valutazione sono le seguenti:

  • Perceptive Accuracy - Accuratezza di percezione organolettica

Scrivere ciò che viene percepito ed anche ciò che tra ingredienti e difetti non viene percepito ("No hop aroma", "No astringency", ecc).
Bisogna usare espressioni variegate. Più se ne scrivono di corrette, più si è vicini a quelle descritte dai proctor; ed usare descrittori reali e specifici ("Dark Brown to Ruby" invece che semplicemente "Dark", "Head pours full, gradually dissipates" invece di "Good head").

  • Descriptive Ability - Abilità descrittiva

Parlare di tutti gli ingredienti della birra: malto, acqua, lievito, luppolo (amaro, sapore, aroma) in ogni sezione, oltre a parlare del loro bilanciamento.
Da non dimenticare che il luppolo ha tre funzioni: amaro, sapore, aroma.
È utile parlare dell'assenza di un descrittore richiesto dallo stile (“No floral hop aroma” per una pils ceca) ed inserire un paio di osservazioni che fanno intendere che si conosce lo stile in questione (nella sezione Overall, riportare "Try adding some Lyle's Golden Syrup to create the toffee-like character normally found in an English Bitter....), ecc.
Vanno evitate parole come "Nice", "Good", "Appropriate to Style", usando invece un linguaggio evocativo e variopinto come "Tan to Brown head, thick and moussy, tiny bubbles, very slowly dissipates to a fine film on the surface", anche a proposito di colore, viscosità, aroma, gusto.
Buona norma è anche quantificare l'intensità dei componenti aromatici con “low”, “medium”, o “high.”

  • Feedback - Capacità di dare giusti consigli per miglioramenti

Chi ha prodotto quella birra ha bisogno di sentirsi dire anche se è piaciuta o meno, meritando qualche parola generale ed anche un opportuno voto scelto tra le fasce della Scoring Guide in basso a sinistra della scheda, integrato con le valutazioni in basso a destra su Stylistic accuracy (da Classic example a Not to Style), Technical merit (da Flawless a Significant flaws) e Intangibles (da Wonderful a Lifeless).
Bisogna scrivere, chiaramente, qualche consiglio su come migliorare quella birra: minore è il punteggio dato, più sono i consigli da suggerire, cercando sempre di segnalare anche gli aspetti positivi.

  • Completeness - Completezza nella compilazione

Qui è importante compilare ogni sezione, comprese quella laterale sui descrittori e quelle a fondo pagina. Non solo: va usata una scrittura leggibile, scrivendo non troppo stretto nè troppo largo (dico davvero...), utilizzando tutte le righe, commentando ogni aspetto di ogni sezione.

  • Score Accuracy - Accuratezza nell'attribuzione di punteggio

Gli esaminatori prendono la differenza assoluta tra il punteggio del partecipante e il valore medio di quello dei proctor, chiaramente su ciascuna birra.

REPORT

Il giudizio collettivo, quindi, ha qualche alto e basso attorno alla valutazione Certified.
In particolare, è leggermente più scarsa (con punteggi che immagino tra 65-70) nella Perceptive accuracy. Ho sbagliato quindi qualche difetto nella descrizione e nella segnalazione dei descrittori nella colonna laterale.
Sono invece a ridosso del range del National (credo entro 75-80) nella Descriptive Ability, importante per comprendere di avere il linguaggio adatto e la capacità di spiegare quello che si sente) e nella Completeness, segno che a livello di interpretazione della scheda di degustazione non ci sono problemi.

Un breve commento al volo delle schede, che allego perchè ritengo saranno utilissime a chi vorrà provare a sostenere il Tasting Exam di Monza di sabato 10 marzo 2018.


  • Sulla Czech Premium Pale Lager ho peccato di percezione (credo nella descrizione, visto che il diacetile l'ho beccato) ma soprattutto sul punteggio (avendo sforato di ben 11 punti), campo in cui mi sono preso un'insufficienza. Non l'ho ritenuta all'altezza di una vera pils ceca e lo credo tutt'ora, al contrario del proctor. Mentre non so per quale motivo sia stato valutato solo sufficiente sulla completezza.






  • Riguardo alla Belgian Blonde Ale, ero convinto di aver spuntato il difetto relativo alle ossidazioni, ma non è stato un male perchè non lo hanno avvertito neppure i proctors, nonostante la birra sia stata volutamente lasciata per diversi giorni aperta per far evidenziare questo difetto. La cosa mi dà da pensare. Tuttavia non ho beccato il fenolico e sempre sulla percezione ho avuto un risultato non eccellente, quindi. Per tutti gli altri indicatori non mi posso lamentare, posso anzi vantare il massimo della valutazione sull'accuratezza del punteggio.





  • La scheda della American IPA, invece, mi riporta una valutazione molto positiva, sul livello di un giudice "National", un gradino sotto il top. Confesso che la birra mi è risultata alquanto semplice da decodificare, avendo spuntato chiaramente gli esteri. Su tutto il resto sono decisamente soddisfatto.





  • Non male neppure ciò che ho combinato con la Sweet Stout, che non ho forse percepito adeguatamente soprattutto per quanto riguarda il binomio dolcezza-tostature. Non ho spuntato nessun descrittore saliente, così come hanno fatto i proctor, ed è una gran cosa dal mio punto di vista. Sul punteggio ho fatto anche qui bingo, su tutto il resto sono rimasto nel mezzo, anche e probabilmente a causa delle capacità percettive dimostrate non perfettamente adeguate ed i cui risultati si ripercuotono anche su altri campi.






  • Ecco, invece, la tanto temuta scheda del English Barley Wine, dove ho toppato parecchio sul punteggio, ed anche qui scatta l'insufficienza. Sulla completezza ha influito in parte anche non aver spuntato (per fretta mista a disattenzione) lo specchietto in calce, ma diciamo che sono stato graziato. Qualche sforzo in più potevo farlo in fase di percezione, ma evidentemente non ci sono arrivato. 





  • L'ultima birra, invece, l'Imperial Stout, non è andata neanche malissimo, nonostante la pressione del tempo e la concentrazione via via decrescente abbiano messo a dura prova le mie capacità. Qualcosa l'ho sbagliata sul feedback dato, avendo anche percepito una nota di solvente che in realtà non risulterebbe. Sul resto ho realizzato una scheda di livello buono.




CONCLUSIONI

Tutto sommato, pensavo ad una valutazione inferiore, a cavallo della sufficienza.
Invece mi devo ricredere anche sulla difficoltà, dato che forse non è stato così complicato come avevo immaginato, sebbene impegnativo. Le difficoltà sono nel tenere i nervi saldi e la concentrazione dalla prima all'ultima birra, oltre che nel saper attingere dalle proprie capacità percettive e nel lessico (in questo caso, in quello inglese).


A questo punto credo lo scoglio principale sia davvero l'Entrance Exam, quell'esame scritto online dove le 180 domande in 90 minuti si fanno davvero sentire. Riuscire in questa impresa non è facilissimo, per rispondere a chi mi sta contattando per chiedermelo. Aver frequentato corsi di degustazione non è sufficiente, è semplicemente la base: occorrono preparazione e studio (direi un paio di mesi con 1-2 ore giornaliere) del materiale suggerito dal BJCP, oltre ad una buona dose di conoscenze apprese tramite homebrewing ed altre esperienze di viaggi birrari e di apprendimento in occasioni collettive.

Superato l'Entrance Exam, la preparazione per il Tasting Exam è da concentrarsi sullo studio della scheda e solo successivamente sulla riduzione dei tempi di compilazione. Dopo aver ben inquadrato queste capacità, è necessario esercitarsi sulla compilazione di più schede di fila, esercizio che non ho fatto e che mi avrebbe potuto procurare una valutazione ancora superiore.

Per finire, sono contento di aver ricevuto una valutazione già da potenziale Certified pur risultando Recognized per mancanza di punti esperienza: questo mi stimola a raccogliere 5 punti per salire di livello nella valutazione (è qualcosa che non cambia la vita, ma diventa una sfida personale che a sua volta è un pretesto per interpretare meglio ciò che ho nel bicchiere.
Nonostante ciò, rifarò l'esame previsto per la prossima primavera, che sarà un'ulteriore occasione di crescita oltre che di visita del brewpub del Carrobiolo.

MATERIALE

Raccolgo qui il materiale che ho utilizzato per la preparazione, che deve ssere integrato anche da altre letture varie.

Scheda di valutazione

Compilazione delle schede

Schede di birre facilmente reperibili
(NB: da prendere con le pinze perchè riferito al vecchio elenco stili BJCP, ma pur sempre utile)

Versione 2015 del BJCP in inglese
(consigliata)

Versione 2015 del BJCP in italiano 
(NB: le schede vengono tradotte in inglese per poi essere inviate in USA per la valutazione)

Difetti

Guida ufficiale del BJCP all’esame

Exam center

Si spera, ora, di fare qualche esperienza in concorsi nazionali ed internazionali.
Consiglio anche la lettura della valutazione fatta da Francesco Antonelli su Brewing Bad.

Cheers!

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